Emanuele Romanelli dei Gay Conservatori Liberali: “A me piace Vannacci”

"Noi siamo discriminati dalla stessa comunità Lgbt solo perché di destra, di che parliamo?" Ma Francesca Pascale aveva preso le distanze dall'ex generale.

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Emanuele Romanelli dei Gay Conservatori Liberali: "A me piace Vannacci" - Gay Conservatori Liberali Emanuele Romanelli - Gay.it
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Emanuele Romanelli, ideatore della pagina instagram Gay Conservatori Liberali, e oggi membro della nuova associazione di centrodestra, simpatizza per Vannacci, non vuole il matrimonio egualitario e comunica le sue legittime posizioni in un’intervista a Today. Posizioni che meritano di essere lette con attenzione, punto per punto qui su Gay.it

Chi è Romanelli e cos’è il movimento

Nato come pagina Instagram, aperta proprio da Emanuele Romanelli, Gay Conservatori Liberali è diventato di recente un’associazione strutturata, con un direttivo di circa 20 persone guidato dal presidente Morris Battistini. Presidente onoraria è Francesca Pascale. La realtà associativa si riconosce nei valori del centrodestra, e il 15 Giugno ha presentato una proposta di legge contro l’omofobia, nella quale non si parla mai di identità di genere, che è stata definita “un disastro” dall’avvocata Roberta Parigiani, presidente del MIT. Nell’organigramma rivelato proprio in occasione della proposta di legge dal nuovo soggetto associativo, non compare Emanuele Romanelli.

Emanuele Romanelli dei Gay Conservatori Liberali: "A me piace Vannacci" - GayConservatoriLiberaliOrganigramma - Gay.it

Secondo quanto riferito da Romanelli a Today, Gay Conservatori e Liberali riunisce quei giovani in tutta Italia “che si sentono mosche bianche“. Racconta di aver fondato in passato un’associazione LGBTQ+ a Napoli, per l’indignazione provata a seguito delle aggressioni subite da alcuni ragazzi gay sul territorio, ma di averla lasciata perché, dice, le sue posizioni venivano contestate dall’interno.

Le posizioni su adozioni e matrimonio egualitario

Romanelli si dichiara contrario alle adozioni per le coppie omosessuali: “quando si parla di diritti, quello da cui si deve partire è quello del bambino ad avere il meglio“. Sul matrimonio egualitario sostiene che le unioni civili includano già “tutti i diritti di coppia” e che il matrimonio in chiesa non sia necessario: “Non penso che abbiamo bisogno di fare la navata davanti a un sacerdote“.

In realtà il matrimonio egualitario non ha nulla a che fare con il matrimonio religioso: è un istituto civile a sé, disciplinato dal Codice Civile, che oggi in Italia è precluso alle coppie dello stesso sesso, le quali possono accedere solo alle unioni civili, istituto giuridicamente distinto e non del tutto equivalente. Proprio l’altra sera, durante un talk alla Gay Street di Roma, Francesca Pascale si era detta favorevole al matrimonio egualitario durante un’accesa discussione con Alessia Crocini di Famiglia Arcobaleno, salvo poi correggersi, forse per possibili disaccordi con alcuni esponenti di Gay Conservatori e Liberali, e dirsi favorevole alla definizione di “unioni civili egualitarie”. Il movimento, nato da poco, appare ancora liquido e poco compatto proprio sui temi LGBTIAQ+, ma forse sarà il tempo a definirne meglio i contorni politici. Mentre Romanelli sì, ha le idee chiare: no matrimonio equalitario, no adozioni.

Il giudizio sul Pride

Per Romanelli il Pride non è più “una forma per esprimere diritti, ma un’ostentazione della propria sessualità“, e dichiara che parteciperebbe solo se si riducesse questa “ostentazione”.

La discriminazione dalla comunità LGBTQ+

Il punto centrale dell’intervista è la rivendicazione di una discriminazione subita non dalla destra, ma dalla stessa comunità LGBTQ+: “Non si accetta che una persona con orientamento gay possa essere di destra“, dice, aggiungendo di essere stato accusato di “omofobia interiorizzata” e di aver ricevuto intimidazioni, fino a una cartolina con insulti omofobi recapitata nella sua cassetta della posta. La stessa Pascale a tal proposito aveva parlato di “bullismo della sinistra”. Anche Gay.it sui propri contenuti relativi a persone LGBTIAQ+ di destra registra spesso commenti aggressivi di persone che parlano di “inconciliabilità” tra le identità LGBTIAQ+ e il pensiero di destra.

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Il sostegno al governo Meloni

Nell’intervista Romanelli dichiara esplicito appoggio all’esecutivo Meloni: “prima di essere omosessuali siamo italiani e questo governo ci sta facendo tornare a esserne orgogliosi“, e rivendica priorità diverse da quelle LGBTQ+, citando il caro-carburanti come questione più urgente dei diritti civili.

Il passaggio su Vannacci

Il punto che dovrebbe far tremare i polsi alla liberale (o sedicente tale) Francesca Pascale è che Romanelli si dice ammirato verso Roberto Vannacci, che la leader dei Gay Conservatori e Liberali ha sempre attaccato con chiarezza e senza sconti, anche in tv. Romanelli, alla domanda diretta su Vannacci, risponde: “Io personalmente lo ammiro molto. Certo, ha un suo stile comunicativo più rigido, ma dice cose giuste. Lui prende le distanze da quelli che sono gli eccessi, non è omofobo. Non mi sono mai sentito discriminato da lui“, sostenendo che anche il generale venga “strumentalizzato” dai media.

Roberto Vannacci, ex generale ed eurodeputato della Lega, oggi indipendente e fondatore del suo nuovo partito Futuro Nazionale che sta facendo perdere il sonno a Meloni e Salvini, pochi giorni fa ha fatto sapere a Lilly Gruber durante Otto e Mezzo su La7 che i gay hanno ben pochi diritti da richiedere, visto che, a detta dell’ex generale, “se vanno in ospedale vanno curati“.

Non ha tutti i torti Romanelli a dirsi simpatizzante di Vannacci. Nella stessa intervista di Today, il membro di Gay Conservatori e Liberali spiega la sua posizione apertamente vannacciana, si legga qui:

“Noi siamo discriminati dalla stessa comunità Lgbt solo perché di destra, di che parliamo? E poi gli omosessuali prima di tutto sono cittadini italiani. Se vado in ospedale mi curano come qualsiasi altro italiano, se vado in banca mi danno un mutuo, se vado in Questura perché sono stato aggredito, a prescindere dalla mia sessualità, esiste una legge che punisce il reato di violenza. Quali sono questi diritti negati?”.

Romanelli chiude l’intervista affermando che lo scopo del movimento è “eliminare le differenze tra un omosessuale e un eterosessuale“, criticando chi, rivendicando l’uguaglianza, sottolinea al contempo la specificità dell’identità LGBTQ+.

© Riproduzione riservata.

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