Fabrizio Corona, per forza di cose, nelle ultime settimane ha rallentato un po’ la sua “crociata” contro Mediaset. Tra la chiusura dei sui account social e alcuni problemi di salute, l’ex re dei paparazzi ha ipoteticamente messo in “stand-by” la sua attività, promettendo di tornare i primi di marzo con nuovi argomenti bomba.

Falsissimo rischia la chiusura: il canale di Fabrizio Corona nel mirino dell’Agcom

“Lobby gay potente”: le dichiarazioni di Fabrizio Corona e l’annuncio della nuova inchiesta

Intervistato da Peppe Iodice al Peppy Night, Corona ha svelato di essere a lavoro ad una nuova puntata di Falsissimo che potrebbe aprire le porte ad una inchiesta giudiziaria piuttosto grande.

Corona, ha anche citato anche una presunta “lobby gay”: “Io credo che questa qui sarà l’inchiesta giudiziaria più grande degli ultimi 50 anni. Sarà più grande di Tangentopoli e Vallettopoli. Perché è la prima volta che si parla di un Me Too gay, che è legato a una lobby potente che gestisce il potere. Perché un conto sono i finanziamenti illeciti ai partiti o le donne che vanno con i politici, sto parlando di queste due grandi cause italiane, Tangentopoli e Vallettopoli, un’altra cosa sono queste della lobby gay. Qui parliamo di uomini che per ottenere il loro sogno devono pagare un prezzo. E in questo caso tutto il potere era consenziente, una cosa così grossa non si era mai sentita”, riportano i colleghi di Biccy.

Al fianco di Corona c’era anche il suo avvocato. Ivano Chiesa ha provato, quindi, dopo queste affermazioni piuttosto controverse, ad aggiustare il tiro chiedendogli di smetterla di parlare in questi termini e, soprattutto, in TV specie per evitare nuove querele.

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Fabrizio, ancora una volta, l’ha buttata in cacciata affermando di trovarsi a Napoli, città che lui considera “casa”: “Mi prendo le mie responsabilità”, ha aggiunto.

Il dibattito in Rai tra Giletti e Ranucci

La presunta “lobby gay” in TV è un argomento che sta interessando molti canali e su più fronti, basti pensare alla “lotta” Rai tra Massimo Giletti e Sigfredo Ranucci (che ha tirato in ballo pure Alfonso Signorini).

“È inaccettabile che si possa anche solo pensarlo. Io sono abituato a sentirmi dire di tutto, del discorso dell’omosessualità non mi importa, ci rido su, ma la questione della lobby non la accetto”, ha affermato Giletti in TV nel corso de Lo stato delle cose.

Intervistato dal Corriere della Sera, Giletti ha aggiunto:

“Il nostro programma non ha trent’anni di storia alle spalle come Report, ma è comunque un programma vincente…E lui non dovrebbe ritenersi né Greta Garbo né Bud Spencer. Quando vuole lo invito a venire a Lo stato delle cose, già oggi, a spiegare questa vicenda”.

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