Lo scorso weekend i Democratici hanno respinto il tentativo dei Repubblicani di inserire politiche anti-transgender nel Safeguard American Voter Eligibility Act, noto come SAVE America Act, legge che richiederebbe alle persone di mostrare una prova di cittadinanza per poter votare alle elezioni, come un passaporto o un certificato di nascita.
Per settimane la Casa Bianca ha sostenuto che il SAVE Act impedirà alle persone transgender di partecipare ad attività sportive con persone del loro stesso sesso e vieterà l’accesso all’assistenza sanitaria per i giovani transgender, sebbene nessuna di queste disposizioni fosse effettivamente presente all’interno del disegno di legge. Fino ad una svolta improvvisa.
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Save ACT, l’assalto dei repubblicani al diritto di voto
Donald Trump ha infatti convinto il senatore Eric Schmitt a presentare un emendamento per aggiungere tali misure al SAVE Act, bloccato al Senato dai democratici.
Secondo il contestatissimo disegno di legge repubblicano, gli elettori sarebbero tenuti a dimostrare la propria cittadinanza prima di esprimere il proprio voto. Perché negli USA qualunque elettore deve prima registrarsi, prima di votare. Ciò significa che dovrebbero presentare un certificato di nascita o un passaporto. Si stima che 146 milioni di americani non abbiano un passaporto (il cui rilascio costa 165 dollari), così come molti americani non hanno un certificato di nascita corrispondente al loro attuale nome.
Gli elettori trans sarebbero i più vulnerabili, perché dovrebbero dimostrare di essere la stessa persona indicata sul certificato di nascita solo per potersi registrare alle elezioni. Ma il problema riguarderebbe anche le donne sposate che assumono il cognome del marito, così come i coniugi che hanno unito i rispettivi cognomi, incluse molte coppie dello stesso sesso. I potenziali elettori potrebbero risolvere il tutto presentando, secondo quanto scritto nel disegno di legge, “una dichiarazione giurata firmata dal richiedente che attesti che il nome sul documento è un nome precedente del richiedente“. Un passaggio che potrebbe scoraggiare una parte della popolazione dal registrarsi. Anche chi è già iscritto alle liste elettorali dovrebbe presentare un documento d’identità valido per votare. Chi vota per corrispondenza dovrebbe allegare una copia del documento d’identità alla scheda elettorale. Un complicato pastrocchio burocratico che avrebbe un’unica conseguenza: limitare il voto.
Il disegno di legge era passata alla Camera con il pieno appoggio dei Repubblicani, oltre a quello di un solo Democratico, il deputato Henry Cuellar, a fine 2025 ringraziato pubblicamente da Trump nella speranza che voglia cambiare partito. Ma al Senato, fortunatamente, il SAVE Act è stato per ora bloccato dai democratici, che hanno respinto l’emendamento transfobico di Eric Schmitt con 49 voti a 41.
“Mentre i repubblicani tengono il Senato in sessione per cercare di approvare il loro pericoloso SAVE Act, hanno anche provato a far passare un ridicolo divieto per gli atleti transgender“, ha scritto il senatore Ed Markey (D-MA) sui social media. “L’abbiamo bloccato”. Ma la battaglia prosegue.
Trump ha ribadito l’importanza di questo disegno di legge, precisando che non firmerà nessun’altra legge finché il Congresso non gli invierà il SAVE Act. Da anni il tycoon sostiene che gli immigrati senza documenti votino in massa a favore dei democratici alle elezioni statunitensi, affermazione priva di fondamento. Non esistono prove o analisi elettorali che certifichino simile ipotesi.
Il presidente USA è convinto che gli emendamenti anti-trans renderanno il disegno di legge così popolare da doverlo necessariamente approvare. “Sembrerebbe credere che aggiungendo questi emendamenti anti-trans al SAVE America Act ne aumenterebbe le possibilità di approvazione al Senato”, ha affermato Caius Willingham, analista politico senior di Advocates for Trans Equality. “In realtà, l’inserimento di questi emendamenti nel SAVE America Act allontanerebbe più senatori di quanti ne convincerebbe”.
Gli attivisti LGBTQ+ si sono opposti al SAVE Act ancor prima che venissero proposti gli emendamenti, in parte perché i requisiti relativi ai documenti di identità sarebbero più onerosi per le persone transgender, il cui nome e genere sui documenti potrebbero non corrispondere a quanto riportato sul certificato di nascita. Inoltre, le persone che hanno cambiato nome dopo il matrimonio potrebbero avere difficoltà a fornire una prova di cittadinanza.
“Questo disegno di legge creerebbe restrizioni onerose in materia di documenti di identità per un’ampia gamma di persone aventi diritto di voto, in particolare persone transgender, intersessuali e persone sposate che hanno cambiato nome“, si legge in una lettera inviata all’inizio di questo mese da una coalizione di organizzazioni LGBTQ+ – tra cui HRC, Advocates for Trans Equality e PFLAG. “Abbiamo già assistito al caos, alla confusione e alle vessazioni che derivano dal divieto imposto dai legislatori su determinate forme di identificazione, come dimostrato dalle recenti modifiche legislative in Kansas, che hanno revocato senza preavviso le patenti di guida a oltre 1.700 persone transgender dello Stato. Una legge come il SAVE Act non farebbe altro che causare ulteriore confusione burocratica e privare del diritto di voto ampie fasce di popolazione“.
Le Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d’America che rinnoveranno il Congresso si terranno il prossimo 3 novembre 2026, con tutti i sondaggi che danno Donald Trump e il partito repubblicano in grossa difficoltà.

Incredibile. Anche perchè qualunque cambio di status dovrebbe risultare chiaramente e ufficialmente e invece pare di no... Comunque il Senato adesso è a maggioranza repubblicana se boccia Trump è davvero significativo.