Se l’Italia non sarà ai mondiali di calcio per la 3a edizione consecutiva, negli USA, in Canada e in Messico ci sarà la Germania 4 volte campione del mondo, tra le nazionali anche solo per tradizione favorite della vigilia.
Alla sua guida c’è Julian Nagelsmann, 38enne ex allenatore del Bayern Monaco, con cui vinse un campionato (2021-2022) e due Supercoppe nazionali (2021, 2022). Coach della Germania dal 2023, con un quarto di finale raggiunto agli Europei del 2024 e un 4° posto nell’UEFA Nations League 2024-2025, Nagelsmann ha affrontato il tema dell’omosessualità nel calcio commentando il recente coming out dell’allenatore delle giovanili del St. Pauli, Christian Dobrick, ad oggi primo storico membro dello staff tecnico di un club maschile di Bundesliga a farlo pubblicamente.
Julian Nagelsmann e l’omosessualità nel calcio
“Penso che sia un’ottima cosa che abbia fatto questo passo“, ha precisato Nagelsmann in conferenza stampa, tra un’amichevole contro la Svizzera e contro il Ghana della sua Germania. “Ho amici gay e so cosa significhi sentirsi a lungo incapaci di parlarne. Che tormento è non poterlo vivere liberamente. Grazie alle conversazioni con gli amici, so anche quanto sia liberatorio poterne parlare apertamente”.
Già 3 anni fa Nagelsmann aveva preso di petto l’argomento, definendo “impressionante” Jakub Jankto per il proprio coming out. “Coraggio ma dovrebbe anche essere normale. Il mondo è molto vario. Questo è un bene per la società. Sono felice che l’abbia fatto“, precisò all’epoca il coach del Bayern. Nella storia dei mondiali di calcio non c’è mai stato un calciatore in attività dichiaratamente gay o bisessuale che abbia partecipato al torneo. Solo due giocatori, il francese Olivier Rouyer (Argentina 78) e Thomas Hitzlsperger (Germania 2006), hanno preso parte ad un mondiale per poi fare coming out dopo essersi ritirati.
Nagelsmann si è detto frustrato dal fatto che “ci voglia ancora tempo” affinché il calcio maschile si allinei alla società in materia di inclusione LGBTQ+. “Non credo sia giusto“, ha precisato, aggiungendo di accogliere con favore il fatto che “ci siano persone coraggiose che lo rendono pubblico”. “Spero che molti altri trovino ora il coraggio e che un giorno non dovremo più parlarne”.

Christian Dobrick, 29enne membro dello staff tecnico del St. Pauli, club della Bundesliga tedesca, nonché allenatore dell’Under 19 dell’Amburgo, ha fatto coming out a metà marzo 2026, perché esausto dal doversi nascondere. “Questa farsa mi ha prosciugato troppo“. “Nei miei precedenti club, nelle accademie giovanili, ho tenuto segreta la mia omosessualità ai giocatori. È andata avanti così per anni; è stato incredibilmente stressante. Ora è finita”. “So che in alcuni dei miei incarichi da allenatore, la gente bisbigliava alle mie spalle”. “La mia preoccupazione ora è che presto si possa dire: ‘Quel ragazzo ha un solo braccio ed è anche gay, non puoi affidargli un incarico importante’. “Ma voglio rompere il silenzio. Non posso nascondere la mia disabilità e non voglio più nascondere la mia omosessualità“.
Il St. Pauli, squadra iconica della Bundesliga tra pannelli solari con arcobaleno LGBTI, lotta pro-Pal e antifascismo, ha reagito prontamente alla notizia di Christian, dichiarando sui propri account ufficiali: “Naturalmente, lo sosteniamo e apprezziamo il suo coming out. Perché in realtà è molto semplice e dovrebbe valere per tutti: ama chi vuoi!”.
A inizio febbraio in Bundesliga c’è stata anche la storia di Pascal Kaiser, arbitro che si è proposto all’amato davanti a quasi 50.000 spettatori durante la partita del Colonia contro il Wolfsburg. Una storia che ha fatto il giro del mondo, se non fosse che nei giorni successivi Kaiser sia stato aggredito due volte davanti casa sua, con calci, pugni, insulti e un conseguente disturbo da stress post-traumatico (PTSD) pubblicamente rivelato.

