Lo strano caso di Zeudi Di Palma, numeri shock su Twitch: più abbonati che follower, l’analisi di FanPage

I numeri Twitch di Zeudi Di Palma sollevano dubbi: più abbonati che follower e il 96% di sub regalate, analisi del caso riportato da Fanpage.it.

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Zeudi Di Palma
Zeudi Di Palma
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Negli ultimi mesi, il nome di Zeudi Di Palma è stato spesso associato a una crescita definita “esplosiva” su Twitch. Un’ascesa che ha portato qualcuno a raccontarla come una delle streamer italiane più rilevanti, addirittura capace di superare big del settore.

Ma è davvero così lineare questa crescita?

Zeudi Di Palma a Belve
Zeudi Di Palma a Belve

Zeudi Di Palma fenomeno globale o numeri da interpretare?

A sollevare dubbi è un’analisi firmata dalla giornalista Stefania Rocco su Fanpage.it, che mette in fila dati e numeri difficili da ignorare.

Partiamo dalle basi. Ad aprile 2026, il canale Twitch di Zeudi conta circa 22.500 follower. Un numero discreto, ma non straordinario nel panorama dello streaming.

Il dato sorprendente arriva però dagli abbonamenti. A marzo 2026, il canale ha raggiunto oltre 71.000 iscritti paganti.

Tradotto: più del triplo degli abbonati rispetto ai follower.

Un’anomalia evidente. Nei canali Twitch tradizionali, infatti, solo una piccola percentuale degli utenti che seguono gratuitamente decide di abbonarsi, spesso tra l’1% e il 2%.

Qui accade il contrario.

Il nodo delle “gifted sub”: chi paga davvero?

C’è un altro elemento che rende il caso ancora più interessante.

Secondo i dati riportati da Fanpage.it, nel febbraio 2026 su circa 61.000 abbonati:

  • 58.863 erano abbonamenti regalati (gifted sub)
  • Solo 2.534 utenti pagavano di tasca propria

In pratica, il 96% degli abbonamenti non è stato acquistato direttamente dagli utenti.

Un dato che cambia completamente la prospettiva.

Due ipotesi: fan generosi o pochi grandi finanziatori?

Di fronte a questi numeri, le possibili spiegazioni sono due.

La prima è quella di una community estremamente attiva e generosa, gli “Zeudiners”, disposti a spendere cifre importanti per sostenere la streamer e regalare abbonamenti anche ad altri utenti.

Ma c’è un problema: per generare decine di migliaia di sub regalate, ogni fan attivo dovrebbe investire cifre molto alte ogni mese.

La seconda ipotesi è quella dei cosiddetti “mecenati digitali”, pochi utenti in grado di acquistare pacchetti massicci di abbonamenti (le cosiddette sub-bomb).

In questo scenario, il successo del canale sarebbe sostenuto da una minoranza molto potente economicamente, più che da una base ampia e diffusa.

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Quanto guadagna Zeudi Di Palma su Twitch

Facendo un calcolo semplice, il quadro diventa ancora più interessante.

Un abbonamento base su Twitch costa circa 4 euro al mese. Con oltre 71.000 sub, il canale arriverebbe a generare quasi 300.000 euro mensili lordi.

Da questa cifra vanno sottratte le percentuali della piattaforma e le tasse, ma resta comunque un volume economico enorme.

Per capire quanto questa situazione sia fuori scala, basta guardare i dati di Gianmarco Tocco, noto su Twitch come Blur.

  • Blur: circa 2 milioni di follower e 28.000 abbonati
  • Zeudi Di Palma: circa 22.500 follower e oltre 71.000 abbonati

Un rapporto che, semplicemente, non torna secondo le dinamiche standard della piattaforma.

Regali, donazioni e lusso in diretta

Durante le live, inoltre, Zeudi Di Palma ha ricevuto numerosi regali di valore:

  • Orecchini Cartier da circa 8.000 euro
  • Donazioni dirette da 4.000 euro
  • Prodotti Apple come iPhone
  • Scarpe Christian Louboutin
  • Borse Louis Vuitton

E ancora tanti altri regali “minori” che minori non sono affatto.

Il punto, alla fine, resta uno solo: chi sostiene davvero Zeudi Di Palma? Una community globale, appassionata e pronta a investire Oppure pochi grandi finanziatori capaci di influenzare numeri e percezione del successo?

L’analisi di Fanpage.it non dà una risposta definitiva, ma mette in evidenza un dato chiaro: i numeri, da soli, non bastano a raccontare tutta la storia.

E forse, oggi più che mai, vale la pena guardarli da vicino prima di trasformarli in mito.

© Riproduzione riservata.

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