Dopo cinque anni di silenzio discografico, Arisa è pronta a voltare pagina. Il 17 aprile esce “Foto Mosse”, il suo nuovo album, un progetto che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico e personale.
Non è solo un ritorno, ma una vera dichiarazione d’identità. Per la prima volta, infatti, Rosalba Pippa – questo il suo vero nome – firma tutti i brani come autrice e/o compositrice, mettendosi completamente a nudo attraverso la musica.
Il disco arriva dopo l’esperienza al Festival di Sanremo 2026 con “Magica Favola”, brano che ha conquistato la Top 5 della finale e continua a raccogliere consenso, e dopo l’uscita del singolo “Il tuo profumo”, che ha anticipato questo nuovo capitolo.

In questo articolo
- 1 Arisa torna con “Foto Mosse”: un nuovo inizio tra musica e identità
- 2 Un progetto profondamente personale: Arisa firma tutti i brani
- 3 Instore tour: Arisa incontra il pubblico
- 4 Tour 2026: tutte le date tra estate e teatri
- 5 Tracklist di “Foto Mosse”
- 6 La presentazione a Milano: Gay.it c’era
- 7 La colonna sonora de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”
Arisa torna con “Foto Mosse”: un nuovo inizio tra musica e identità
“Foto Mosse” non è un album rassicurante. È un disco che si muove, vibra, cambia forma.
Al centro c’è l’instabilità emotiva, raccontata senza filtri: relazioni imperfette, identità in trasformazione, il bisogno di amare e, allo stesso tempo, di non perdersi.
Un lavoro che riflette un equilibrio fragile ma autentico, proprio come le immagini sfocate che danno il titolo al progetto.

Un progetto profondamente personale: Arisa firma tutti i brani
Sul piano autoriale, “Foto Mosse” rappresenta un passaggio chiave. Rosalba Pippa è al centro della scrittura, costruendo un racconto coerente e profondamente personale.
Accanto a lei, una squadra di collaboratori che ha contribuito a definire il suono del disco: i Mamakass (Fabio Dalè e Carlo Frigerio), fondamentali per l’impronta sonora.
Tra gli altri autori del disco ci sono anche Giuseppe Anastasi, Dimartino, Galeffi, Dente e Andrea Bonomo.

Instore tour: Arisa incontra il pubblico
Per celebrare l’uscita dell’album, Arisa ha annunciato un instore tour che la porterà nelle principali città italiane. Un ritorno atteso, soprattutto dopo anni senza firmacopie.
Ecco il calendario:
- 19 aprile – Roma, Maximo Shopping Center (ore 17.30)
- 22 aprile – Nola (Napoli), Centro Commerciale Vulcano Buono (ore 17.30)
- 26 aprile – Milano, Mondadori Duomo (ore 17.00)
- 29 aprile – Bussolengo (Verona), Centro Commerciale Porte dell’Adige (ore 18.00)
- 3 maggio – Torino, Centro Commerciale Porte di Torino (ore 17.00)
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Tour 2026: tutte le date tra estate e teatri
“Foto Mosse” non resterà chiuso in studio. Nei prossimi mesi, Arisa porterà il progetto dal vivo con un tour articolato.
Si parte a maggio con le date première – con Roma e Milano già sold out – per poi proseguire durante l’estate nelle principali location all’aperto e arrivare in autunno nei teatri.
Uno spettacolo che unirà i nuovi brani ai momenti più iconici della sua carriera.
Prime date
- 20 maggio – Civitanova Marche, Teatro Rossini (data zero)
- 22 maggio – Roma, Teatro Brancaccio (sold out)
- 29 maggio – Milano, Teatro Lirico (sold out)
Tour estivo
- 13 giugno – Mestre, Parco Bissuola
- 25 giugno – Alessandria, San Giorgio Festival
- 28 giugno – Piacenza, Palazzo Farnese
- 30 giugno – Verona, Teatro Romano
- 4 luglio – Bard, Forte di Bard
- 7 luglio – Castellazzo di Bollate, Villa Arconati
- 11 luglio – Cervia, Piazza Garibaldi
- 15 luglio – Caserta, Belvedere di San Leucio
- 19 luglio – Sampeyre, Suoni dal Monviso
- 30 luglio – San Pancrazio Salentino, Forum Eventi
- 2 agosto – Zafferana Etnea, Etna in Scena
- 3 agosto – Palermo, Teatro Verdura
- 7 agosto – Marina di Pietrasanta, La Versiliana
- 8 agosto – Castiglioncello, Castello Pasquini
- 21 agosto – Roccella Jonica, Roccella Summer Festival
- 29 agosto – Vicenza, Piazza dei Signori
- 4 settembre – Aquileia, Piazza Capitolo
- 6 settembre – Macerata, Sferisterio
Live tour nei teatri
- 14 novembre – Parma, Teatro Regio
- 17 novembre – Genova, Politeama Genovese
- 19 novembre – Montecatini Terme, Teatro Verdi
- 23 novembre – Lugano, LAC
- 25 novembre – Torino, Teatro Colosseo
- 28 novembre – Milano, Teatro Lirico
- 30 novembre – Firenze, Teatro Verdi
- 2 dicembre – Bari Bitritto, Palatour
- 4 dicembre – Napoli, Teatro Augusteo
- 7 dicembre – Roma, Teatro Brancaccio
- 10 dicembre – Bologna, Europauditorium
- 12 dicembre – Legnano, Teatro Galleria
- 14 dicembre – Padova, Gran Teatro Geox
- 16 dicembre – Brescia, Teatro Clerici
- 21 dicembre – Cremona, Teatro Ponchielli
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Tracklist di “Foto Mosse”
- Portami con te
- Il tuo profumo
- Amore universale
- Magica Favola
- Atomi
- Lonely boy
- Vento tra le braccia
- Non mi mancherai
- Foto Mosse
- Cime tempestose
- Ed era maggio
- Benedetti amanti
- Nuvole
- Arrivederci
La presentazione a Milano: Gay.it c’era
Arisa ha presentato “Foto Mosse” oggi, lunedì 13 aprile, durante un incontro stampa all’Armani Privé di Milano.
Un momento intimo e diretto, in cui ha raccontato in anteprima il suo nuovo lavoro, condividendo riflessioni, fragilità e consapevolezze.
E sì, anche noi di Gay.it eravamo lì. E quello che emerge è chiaro.
“Foto Mosse” non è solo un disco. È un passaggio. Una trasformazione. E forse, per la prima volta, Arisa sembra davvero libera di essere tutto quello che è.
Ecco come ha presentato alla stampa il suo nuovo album:
“Questo disco si chiama Foto Mosse. Io potrei dire tante cose, ma sinceramente mi aspetto e vorrei che voi mi faceste delle domande, appunto per riuscire a soddisfare quelle che sono veramente le vostre curiosità.
Però abbiamo deciso comunque di fare il piano astrale al disco… un’idea folle! Il disco nasce il 17, ci ho anche scherzato parecchio sul venerdì 17, e questo è il suo piano astrale. Ecco qua.
Allora, abbiamo scritto l’oroscopo; io in un momento mi trasformo in Paolo Fox… [ride, ndr]. Questo disco è un Ariete, quindi già partiamo male! Nel senso bello però, perché è un po’ impulsivo, diretto, non filtra niente; dice le cose come gli vengono, anche quando forse sarebbe meglio contare fino a dieci, ma non lo farà mai.
Io questo disco l’ho fatto con i Mamakass (Fabio Dalè e Carlo Frigerio, ndr), con questi produttori incredibili che mi hanno ‘subita’ per un anno e mezzo, quindi questo disco è un po’ come me.
Però poi guardi meglio e capisci perché è così stabile emotivamente: perché ha questa parte super sensibile. C’è una componente molto di pancia, molto umorale, quel tipo di energia per cui un giorno ti senti invincibile e il giorno dopo scrivi messaggi lunghissimi alle due di notte.
E questa cosa viene proprio dal fatto che dentro ha un contrasto fortissimo: da una parte vuole sicurezza, casa, protezione, proprio radici emotive profonde; dall’altra invece ha una spinta a rompere tutto, a cambiare pelle, a non restare mai fermo. Quindi è un disco che litiga continuamente con se stesso, come potete capire.
In questo disco ho voluto essere onesta fino in fondo. Non ho cercato la perfezione vocale o il virtuosismo fine a se stesso. Volevo che si sentisse la ‘carne’, che si sentisse il vissuto. Anche per questo la scelta di chiamarlo Foto Mosse: perché la vita non è quasi mai a fuoco, è un movimento continuo, è un’imperfezione che però ha una sua bellezza incredibile.
Spesso mi sento un’aliena, o comunque fuori posto, ma ho imparato che quel ‘fuori posto’ è esattamente il mio posto nel mondo. Non dobbiamo per forza omologarci a quello che gli altri si aspettano da noi.
Spero che ascoltando queste tracce possiate ritrovarci un pezzetto della vostra confusione e che vi faccia sentire meno soli. Alla fine la musica serve a questo: a dirci che, anche se siamo tutti un po’ ‘mossi’, andiamo bene così”.
Arisa ha spiegato anche come è stato il processo creativo del nuovo album:
“È stato un parto! [ride, ndr]. E’ stato un lavoro lunghissimo perché volevo che ogni suono, ogni parola, mi somigliasse davvero in questo momento della mia vita. Non volevo fare un disco ‘a tavolino’, volevo che fosse un’esigenza.
Per questo disco ho lavorato molto per sottrazione. All’inizio i testi erano molto più lunghi, molto più complessi, quasi ‘barocchi’. Poi però mi sono chiesta: ‘Ma io direi davvero queste parole a una persona che amo, o a una persona con cui sono arrabbiata?’. La risposta era no. E allora ho iniziato a pulire, a togliere tutto quello che era superfluo, finché non sono rimaste le parole ‘nude’”.
È un esercizio difficile, perché noi abbiamo sempre paura di non essere abbastanza, e allora cerchiamo di coprirci con i fronzoli, con le parole difficili, con gli arrangiamenti pesanti.
Invece la verità sta quasi sempre nelle cose semplici. Questo è stato l’insegnamento più grande che mi ha lasciato questo album: non aver paura della semplicità, perché è lì che le persone si riconoscono davvero.
E’ un disco che parla di libertà. La libertà di essere se stessi anche quando non si è perfetti, anche quando ci si sente un po’ ‘mossi’. Non cercate sempre di essere a fuoco per gli altri, cercate di esserlo per voi stessi, ma se ogni tanto l’immagine viene sfuocata… beh, godetevi il movimento!”.
Poi ha spiegato il perché del titolo:
“Spesso mi chiedono: ‘Ma perché Foto Mosse?’. Perché la perfezione mi annoia, la trovo finta. Le foto più belle che ho di me, o dei momenti che ho vissuto, sono spesso quelle sfuocate, quelle fatte di corsa, dove però si vede l’emozione vera, il movimento. Ecco, questo disco è così: un movimento continuo verso qualcosa di nuovo.
C’è stato un momento in studio in cui ci siamo fermati e abbiamo detto: ‘Ok, stiamo esagerando con la tecnica, torniamo alla verità’. E abbiamo ricominciato da capo alcuni pezzi, lasciandoli quasi ‘nudi’, solo voce e un’idea di base. È lì che ho capito che il disco era finito. Quando ho sentito che non c’era più nulla da aggiungere per nascondermi.
Spesso corriamo dietro a un’idea di successo o di felicità che non ci appartiene veramente, solo perché pensiamo sia quella giusta per gli altri.
In questo anno e mezzo, lavorando a Foto Mosse, ho capito che il vero lusso è il tempo di potersi ascoltare. Fermarsi, guardarsi dentro e accettare anche i propri ‘fuori fuoco’.
Non abbiate paura di mostrare le vostre fragilità, perché è proprio lì che risiede la vostra forza più grande. La musica per me è stata una cura, e spero che questo album possa esserlo un pochino anche per voi”.
Arisa ha parlato anche del suo profondo cambiamento:
“Mi avete chiesto spesso se mi sento cambiata… Sì, mi sento più consapevole. Non cerco più di compiacere tutti a ogni costo, ma cerco di essere fedele a quello che sento dentro, anche se a volte è un po’ ‘mosso’, come dice il titolo dell’album”.
Arisa ha svelato come si sente a “dividersi” tra musica e TV:
“Per me la televisione è stata è stata sempre un mezzo per stare vicino alle persone. Io ho imparato tantissimo facendo la TV, tantissimo. E soprattutto ho anche avuto l’opportunità attraverso la televisione di farmi conoscere alle persone per quello che sono in realtà.
Perché io nel 2009, quando sono arrivata a Sanremo con gli occhiali, con il caschetto, no? Sembravo qualcosa di caricaturale; se non fosse stato per la mia canzone, per la voce, probabilmente le persone mi avrebbero davvero scambiata per una comica, qualcosa del genere. O comunque per qualcosa che non aveva una sua sensibilità artistica, probabilmente ero solo un vestito.
Invece attraverso la TV ho avuto la possibilità di esprimermi e di parlare con le persone in maniera diretta e di creare una sorta di parentela che ha fatto sì che, in un certo senso, ci fosse una comprensione più profonda.
E quindi un modo maggiore da parte delle persone anche di decodificare i miei messaggi artistici che poi costruisco nella musica, no?
Quindi le persone sanno di che cosa parlo quando ne parlo nelle canzoni, lo sanno perfettamente perché mi conoscono. E questa cosa qui me l’ha data la TV. Quando parlo con persone che vogliono farmi lasciare la TV, io penso che non sia una cosa buona. Io voglio farmi il cul* e fare entrambe le cose.
Ci sono degli equilibri da rispettare che mi fanno stare bene.
Invece quando quell’equilibrio un po’ si rompe, le cose si rompono, secondo me ci sono delle fasi della vita come fossero dei cubetti di ghiaccio.
Ci sono dei blocchi di ghiaccio che man mano si devono consumare, consumare, consumare, consumare e poi ce ne sono degli altri, non bisogna mischiare troppo le cose, ecco”.
La colonna sonora de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”
Arisa ha parlato pure della Spagna riferendosi a “Canta ancora”, la colonna sonora da lei cantata per il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” diretto da Margherita Ferri, uscito il 7 novembre del 2024:
“La canzone è stata chiesta in spagnolo e quindi io diventerò una famosissima cantante spagnola adesso.
E’ un grandissimo orgoglio per me, perché io ho scritto questa canzone per mia madre tanto tempo fa e il fatto che il nostro amore mi stia portando fuori dall’Italia… è il potere delle madri.
Mia madre mi ha benedetto dal primo giorno della mia nascita e tutto quello che succede oggi succede sempre per merito suo, la mia passione per la musica, il fatto che io canti, appunto, perché lei cantava, la mia indipendenza e anche il fatto che adesso io scriva una canzone per lei e questa canzone mi dà la possibilità di andare all’estero, è una bella cosa”.
