Arisa prova a fare pace con la comunità LGBTQIA+, la sua canzone nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”

"Canta ancora" nel film che racconta la storia vera di Andrea Spezzacatena. Un modo anche per ricucire i rapporti con la comunità rainbow dopo le esternazioni dello scorso anno? "Sono stata molto fraintesa" spiega lei tornando sulla questione.

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Arisa LGBTI ragazzo con pantaloni rosa
Arisa vuole riavvicinarsi alla comunità LGBTI dopo le incomprensioni del passato: sarà sua una canzone del film sulle vicende del ragazzo con pantaloni rosa.
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“Quando ho letto il copione ho pianto tanto. Ho vissuto gli anni della scuola, ho vissuto la fiducia che viene riposta in qualcuno e che poi viene tradita. Sono stata bullizzata, ma non è stato il cruccio della mia vita […]”. Chi parla è Arisa, e il copione a cui si riferisce è quello de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, il film che arriva nelle sale italiane il prossimo 10 ottobre e che racconta la storia vera di Andrea Spezzacatena, il 15enne romano che nel 2012 si suicidò perché stanco di essere vittima di bullismo e cyberbullismo.

Nella pellicola avremo modo di sentire il brano Canta ancora interpretato proprio dall’artista lucana, che in un’intervista a Repubblica torna anche su quanto accaduto lo scorso anno con la comunità LGBTQIA+.

“Il brano l’ho scritto in un momento in cui mia madre non stava bene” racconta Arisa a proposito di Canta ancora. “Non sapevo come affrontare questa cosa, è difficile diventare genitori dei genitori, non sai come stare vicino. La canzone dice: ‘Se potessi solleverei le tue pene’, era difficile confrontarsi”.

Un momento delicato per lei, che spiega: “La gente immagina che noi personaggi famosi abbiamo vite bioniche, invece abbiamo famiglie, una vita normale, siamo fatti di carne, ossa e ciccia. E cellulite”.

Canta ancora ha un significato importante non solo perché fa da colonna sonora a un film molto atteso (e che vede nel cast, tra gli altri, Claudia Pandolfi nei panni della madre di Andrea Spezzacatena) ma anche perché potrebbe rappresentare un tentativo di ricucire i rapporti con la comunità arcobaleno dopo lo strappo verificatosi nel 2023.

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La cantante, parlando di Giorgia Meloni e delle posizioni che la Presidente del Consiglio ha a proposito dei diritti LGBTQIA+, aveva spiegato a Peter Gomez:

“Mi piace perché ha cazzimma. Si comporta come una mamma molto severa e molto spaventata. Una mamma che non ha un solo figlio, ma tre o quattro. Allora bisogna che lei faccia delle cose che vadano bene per tutti e quattro i figli, anche se a volte sembra a uno dei quattro che agisca in maniera poco… Ma secondo me ci vuole tempo e ci vuole anche, da parte nostra, un cambio di atteggiamento, non sempre in lotta ma in dialogo”.

Ricordando il vespaio di polemiche sollevato da quelle parole, ora la voce de La notte conclude: “Sono stata molto fraintesa da alcuni membri della comunità LGBTQ, uno dei dolori più grandi della mia vita perché ho fatto della mia diversità una forza e chi mi segue mi ha riconosciuta proprio per questo. Credo che ci debba essere un’isola felice per tutti”. Basterà questo passo per ricostruire un dialogo tra le due parti?

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