Nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile dei presunti ladri hanno preso di mira le sedi di Arcigay Livorno, Agedo Livorno e Anppia Livorno – Associazione Antifascisti, situate in via Terreni.
Porte d’ingresso sfondate e uffici messi a soqquadro per la 2a volta dall’inizio del 2026, con i criminali che non hanno rubato nulla.
Vandali nella sede di Arcigay Livorno
“Le sedi delle associazioni non rappresentano soltanto spazi fisici: sono luoghi vivi, in cui idee, principi e valori prendono forma e si traducono in partecipazione concreta. Sono presìdi di democrazia, confronto e attivismo, dove si costruisce quotidianamente il tessuto sociale della nostra comunità“, si legge sui social di Arcigay Livorno. “Quanto accaduto ci mette in difficoltà sotto diversi aspetti. Da un lato, vi è un impatto economico diretto, legato ai danni subiti e alla necessità di ripristinare gli spazi. Dall’altro, e forse ancora più grave, vi è un impatto sociale: colpire questi luoghi significa colpire la partecipazione, scoraggiare l’impegno civico e sui temi dei diritti, e minare il senso di sicurezza di chi li vive”.
Per ora, precisano gli attivisti, non ci sono prove evidenti che riconducano questi episodi a matrice omolesbobitransfobica, ma è innegabile che “la ripetizione degli atti e il contesto più ampio ci portano a ritenere che si tratti di attacchi sempre meno casuali. Se consideriamo anche i furti subiti nei mesi precedenti da alcuni circoli arci, emerge un quadro che sembra configurare un attacco mirato ai luoghi dell’associazionismo e della partecipazione. Per questo riteniamo urgente una risposta collettiva. Tutto il villaggio delle associazioni di via Terreni 4 organizzerà quanto prima un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza e in dialogo con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di individuare strumenti e strategie per garantire maggiore sicurezza a questi spazi fondamentali per la vita democratica della città. Difendere le sedi associative significa difendere la partecipazione, la libertà e l’impegno sociale. È una responsabilità che riguarda tuttɜ“, hanno concluso gli attivisti e le attiviste di Arcigay Livorno.
Natascia Maesi, presidente Arcigay, ha espresso vicinanza, sottolineando come “un attacco ai luoghi dell’attivismo per i diritti civili” sia un “attacco a tutta la comunità. Non ci faremo intimidire, non faremo un passo indietro“.
Roberta Parigiani, presidente del MIT – Movimento Identità Trans, ha sottolineato come sia stato il 2° esplicito attacco alla sede di un’associazione LGBTQIA+ in pochi giorni, dopo quanto avvenuto a Roma alla sede di Gender X. “Sarebbe auspicabile un intervento da parte di UNAR. Tacere davanti a questi fatti non più un atto neutro“.
Ciò che stupisce è che i criminali non si siano portati via niente, seppur riusciti a sfondare le porte d’ingresso. Un gesto che fa pensare ad un’azione mirata, volta ad intimidire chi opera per i diritti civili.
I carabinieri del comando di Livorno hanno subito effettuato un sopralluogo, la mattina del 15 aprile, raccogliendo elementi utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto. Le tre associazioni sporgeranno denuncia congiuntamente.

