Torna il 30 maggio 2026 l’ALPride, il Pride di Alessandria organizzato dall’associazione Tessere le Identità. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario nazionale delle mobilitazioni LGBTQIA+, che apre simbolicamente il Pride Month italiano con un messaggio politico chiaro: “Quando i diritti vengono messi in discussione, noi scendiamo in strada per difenderli”.
All’interno della rubrica Pride to Italy di Gay.it, abbiamo intervistato Marco Monti, presidente dell’associazione organizzatrice, per raccontare il percorso verso questa nuova edizione e il significato che oggi assume un Pride di provincia.
Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

In questo articolo
- 1 ALPride 2026: una data che apre il mese del Pride
- 2 Pride di provincia: visibilità, socialità e comunità
- 3 Il percorso di Tessere le Identità e la nascita del Pride
- 4 Un percorso condiviso: eventi e rete territoriale
- 5 La precedente edizione
- 6 Il claim 2026: “Senza fine”
- 7 Il sostegno della città e dell’amministrazione
- 8 Alessandria Calcio e la patch rainbow: un segnale che parla a tutta la città
- 9 Il messaggio alla comunità LGBTQIA+ nazionale
- 10 ALPride 2026, come restare aggiornatə
ALPride 2026: una data che apre il mese del Pride
L’appuntamento con ALPride 2026 è fissato per sabato 30 maggio. Una data che colloca Alessandria tra le prime città italiane a scendere in piazza. “Il Pride di Alessandria sarà il 30 maggio, diciamo storicamente oramai uno dei primi Pride… facciamo parte del gruppo di quelli che aprono un po’ il mese del Pride, prima anche dei grandi, quelli fatti nelle grandi città”, racconta Marco Monti.
Una scelta che rafforza il ruolo dei Pride territoriali all’interno di una mobilitazione nazionale che parte dai contesti locali. Alla base di ALPride c’è una consapevolezza precisa: portare il Pride nei territori ha un valore politico e culturale fondamentale.
“Noi che lavoriamo in provincia sappiamo il valore di portare una manifestazione come quella del Pride, che è potente, politica e riverente nel linguaggio e nel costume, nel territorio locale”, spiega Monti.
E ancora: “L’Italia è fatta di piccoli centri, di piccoli luoghi, dove la manifestazione nazionale non arriva, non tocca direttamente le persone… la battaglia dei diritti non arriva completamente, non viene vissuta fino in fondo”.
Per questo il Pride diventa un’azione concreta e visibile: “Portando la manifestazione nella propria città, sotto le loro finestre, sotto le loro case, secondo noi ha un valore importante, perché nel bene e nel male sono costretti a fare i conti con la lotta politica, con la comunità LGBTQ+ e con i valori legati ai diritti civili e alla lotta contro l’omotransfobia”.
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Uno degli aspetti più significativi dei Pride di provincia è legato alla visibilità e agli spazi di socialità, spesso limitati o assenti durante l’anno. “Nelle piccole città la visibilità delle persone che appartengono alla comunità LGBT è minore rispetto alle grandi città”, osserva Monti. “Gli spazi di socialità e di intrattenimento sono molto più piccoli, quando esistono, e magari non sono mai completamente dichiarati. Anche quando organizziamo momenti di socialità ‘friendly’, spesso partecipano poche persone, perché non tutti se la sentono di esporsi o di farsi vedere in quei contesti”.
In questo contesto, il Pride diventa un momento unico: “Al Pride si rompe quel meccanismo di timidezza, di paura di esporsi… in quell’occasione ci si vede, perché siamo in tanti, e si crea questo momento di collettività e di visibilità”.
E aggiunge: “Le piccole città sono fatte di tante isole felici, ma anche di sacche di intolleranza e di odio, contro le quali noi lottiamo tutti i giorni”.
Il percorso di Tessere le Identità e la nascita del Pride
L’associazione Tessere le Identità nasce nel 2013 come primo tentativo di costruire una presenza strutturata sul territorio. “È stato il primo modo per costruire qualcosa di strutturato sul territorio”, racconta Monti.
Nel 2019 arriva la scelta di organizzare il Pride: “Abbiamo capito che era il momento di dare qualcosa di grande come un Pride… una prima grande avventura”.
Dopo la pandemia, il percorso ha trovato nuova energia: “Dopo il Covid abbiamo avuto ancora più voglia di vederci, di socializzare e di costruire qualcosa legato al sociale”.
Oggi l’associazione lavora anche sul futuro: “Sono profondamente convinto che queste cose funzionano bene quando c’è un certo ricambio… nuove energie portano idee nuove, freschezza”.
Un percorso condiviso: eventi e rete territoriale
ALPride è il risultato di un lavoro collettivo costruito insieme a una rete di realtà locali. “Negli anni abbiamo aggregato una serie di associazioni sul territorio… abbiamo creato un coordinamento informale che conta 13-14 associazioni”. Da questa collaborazione nasce un calendario di eventi: “Con queste associazioni organizziamo eventi culturali, sociali, teatrali, di intrattenimento legati al Pride… sul nostro sito a brevissimo comparirà un calendario di una decina di eventi”.
Un percorso, dunque, che va oltre la singola giornata del corteo e che contribuisce ad arricchire la vita culturale cittadina.
La precedente edizione

L’edizione 2025 di ALPride, andata in scena sabato 31 maggio, ha consolidato il percorso della manifestazione, rafforzandone la dimensione politica e la partecipazione cittadina. Con il claim “Corpi ribelli”, il Pride di Alessandria si è inserito in un contesto segnato da attacchi ai diritti e da un clima sempre più complesso per la comunità LGBTQIA+, portando in piazza una rivendicazione esplicita di libertà, autodeterminazione e giustizia sociale.
Il corteo, partito dal centro e attraversato da una partecipazione ampia e trasversale, ha confermato la capacità di ALPride di coinvolgere non solo la comunità LGBTQIA+, ma l’intera città, tra momenti di visibilità, socialità e mobilitazione.
Un’edizione che ha preparato il terreno al passaggio del 2026: da “Corpi ribelli” a “Senza fine”, in una continuità che racconta una lotta che non si ferma.
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Il claim 2026: “Senza fine”
Il messaggio politico dell’edizione 2026 è racchiuso nel claim “Senza fine”, nato da un percorso collettivo costruito insieme alle realtà del territorio. “Il percorso che ci ha portato ad arrivare a questo claim è stato corale, perché l’abbiamo costruito con tutte le associazioni locali, abbiamo cercato di capire quali fossero le parole che in qualche modo ci toccassero dentro, sul tema e sulla situazione attuale”, spiega Marco Monti.
Un lavoro condiviso che ha portato a una scelta non casuale: “Il claim che abbiamo scelto per quest’anno è ‘senza fine’… che strizza l’occhio anche alla canzone della Vanoni, che è stata un simbolo forte di rottura”.
Ma il riferimento culturale lascia subito spazio al significato politico, che è il cuore del messaggio: “Il tema politico di ‘senza fine’ è legato al fatto che capiamo che la battaglia per i diritti civili oggi non ha fine, non possiamo rallentare”.
Una consapevolezza che nasce anche da ciò che sta accadendo a livello nazionale e internazionale: “Quando pensavamo di aver ottenuto dei risultati, abbiamo capito che questi risultati non li possiamo dare per scontati”.
Monti entra nel merito, citando gli attacchi più recenti: “Abbiamo visto gli attacchi alla comunità trans, attacchi che francamente non ci aspettavamo neanche… ci hanno colto quasi di sorpresa. Le prime categorie colpite sono state la comunità trans e le famiglie arcobaleno, perché più facilmente bersagliabili dal punto di vista legislativo”.
Un quadro che impone una risposta chiara: “Non esistono diritti acquisiti… dobbiamo stare sul campo, dobbiamo ricordarci che non dobbiamo mollare mai”.
Da qui la scelta di rendere il claim anche un segno visibile: “Abbiamo voluto scrivere ‘senza fine’ sulla maglietta del Pride proprio per ricordarci che non dobbiamo mollare mai”.
Un messaggio che si inserisce anche nel dibattito interno alla comunità: “Quando sentiamo dire, anche dentro la comunità, che il Pride non serve, che è controproducente… io oggi devo rispondere: allora perché la prima cosa che fanno certe forze politiche è attaccare i Pride?”. E conclude: “È la dimostrazione, purtroppo drammatica, del valore politico del Pride”.
Il sostegno della città e dell’amministrazione
Sul piano locale, ALPride può contare su un contesto favorevole. “L’amministrazione attuale di centrosinistra ci sostiene pienamente e offre la co-organizzazione dell’evento, che ha un valore politico importante”.
Un sostegno che si traduce anche in maggiore facilità organizzativa: “Organizzare una manifestazione in un territorio ostile complica molto le cose… qui invece siamo in un’isola felice”.
Anche la cittadinanza risponde con partecipazione: “Abbiamo 5-6.000 partecipanti al Pride, festoso e anche chi non è in piazza respira quel clima positivo”.
Alessandria Calcio e la patch rainbow: un segnale che parla a tutta la città
Tra le novità più significative di questa edizione c’è il sostegno dell’Alessandria Calcio, che scenderà in campo con una patch rainbow dedicata ad ALPride 2026. Un gesto che ha un valore simbolico importante: “Questo gesto avvicina due mondi che tendono a essere troppo distanti: il calcio e la lotta ai diritti civili”, spiega Monti. “Siamo andati a parlare con i giocatori, per raccontare loro il valore civile di quella scelta e l’orgoglio con cui indossare quella maglia”.
E che apre un dialogo più ampio: “Va a parlare con i tifosi, con quel pezzo di mondo che nell’immaginario collettivo è distante e li porta a interrogarsi su questi temi”.
Sulla possibilità di una presenza del club al Pride, Monti non esclude nulla: “Non ne abbiamo ancora parlato… ma ci farebbe molto piacere”.
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Il messaggio alla comunità LGBTQIA+ nazionale
In chiusura, il messaggio di Marco Monti alla comunità LGBTQIA+ nazionale è diretto e senza sfumature: “Non mollate mai, non molliamo mai. Continuiamo a lottare per i valori in cui crediamo, continuiamo a lottare per noi e per le persone che verranno”.
Un invito che si lega a una consapevolezza storica del movimento: “Quello che abbiamo oggi è quello che hanno ottenuto delle persone che hanno lottato prima di noi”. E che diventa, allo stesso tempo, una responsabilità collettiva: “Per ricambiare quello che ci è stato dato, non possiamo fare altro che lottare per chi verrà”.
Monti allarga quindi lo sguardo oltre il presente: “Per noi e per le persone che verranno, per un mondo che riteniamo più giusto, che vorremmo più giusto e più inclusivo”.
Un messaggio che chiude il percorso di ALPride 2026 riportando al centro il senso più profondo della mobilitazione: continuità, memoria e futuro.
ALPride 2026, come restare aggiornatə
In vista del 30 maggio, il programma completo degli eventi e tutti gli aggiornamenti su ALPride 2026 saranno pubblicati nei prossimi giorni sui canali ufficiali della manifestazione.
Per restare informatə su corteo, calendario degli appuntamenti e iniziative collegate, è possibile seguire i profili social di ALPride e dell’associazione Tessere le Identità, oltre al sito ufficiale, dove verranno condivisi tutti i dettagli dell’edizione 2026 (FB – IG – Sito Web).
