Vladimir Luxuria non parteciperà al Molise Pride 2026, in programma sabato 25 luglio a Campobasso. Inizialmente annunciata come testimonial della sesta edizione, l’attivista ha comunicato la propria rinuncia attraverso un video pubblicato su Instagram, spiegando di aver preso la decisione dopo aver appreso della presenza di Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay.
Alla base della scelta c’è il silenzio che, secondo Luxuria, i vertici nazionali dell’associazione avrebbero mantenuto durante le polemiche sulla nomina di Heather Parisi a madrina del Siracusa Pride.
Vladimir Luxuria non sarà al Molise Pride del 25 luglio

Luxuria ha precisato innanzitutto che la sua rinuncia non rappresenta una critica agli organizzatori e alle organizzatrici del Molise Pride né al comitato territoriale Arcigay Molise.
“Faccio questo video perché ci tengo a precisare personalmente i motivi per cui non sarò a Campobasso al Pride, nonostante sia stata invitata come testimonial”, ha spiegato. Una decisione presa, ha aggiunto, “con molto dispiacere”, considerando la passione e l’impegno di volontariə e organizzatorə:
“Non c’entra nulla chi ha organizzato il Campobasso Pride. Non c’entra nulla Arcigay Molise. Il Pride molisano io l’ho sempre amato, anzi sono stata tra coloro che anni fa avevano promosso l’idea di fare un Pride proprio in Molise. È una scelta politica la mia, ma soprattutto una scelta di coerenza”.
Luxuria era stata scelta come testimonial della sesta edizione della manifestazione, dopo essere stata tra le prime persone a sostenere pubblicamente l’idea di organizzare un Pride in Molise.
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Il caso Heather Parisi al Siracusa Pride
Nel video, Vladimir Luxuria è tornata sulla controversa scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride del 18 luglio. La nomina era stata contestata da diverse associazioni e realtà LGBTQIA+, che avevano ricordato alcune precedenti dichiarazioni della showgirl considerate transfobiche e transescludenti.
“Voi sapete che negli ultimi giorni si è acceso un dibattito sulla scelta di Arcigay Siracusa di avere come madrina Heather Parisi”, ha ricordato Luxuria, accusando la showgirl di aver assunto “posizioni transfobiche”, elogiato Donald Trump e sostenuto il disegno di legge Valditara sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
L’attivista ha inoltre definito il Siracusa Pride “un clamoroso flop”, attribuendo alla scelta della madrina una diminuzione della partecipazione, anche alla luce delle numerose defezioni persino alla vigilia della manifestazione siciliana.
Le critiche al silenzio di Arcigay nazionale
Luxuria ha spiegato di aver chiesto per settimane ad Arcigay nazionale di intervenire pubblicamente sul caso. Secondo quanto riferito dall’attivista, le sarebbe stato inizialmente risposto che i vertici dell’associazione non potevano assumere una posizione a causa dell’autonomia riconosciuta ai comitati territoriali.
“Da una parte Cgil, Unione degli Studenti, Agedo, il Mit e tante persone della nostra comunità dicevano la loro. Arcigay nazionale, zitta”, ha affermato.
Sulla vicenda sarebbe stato quindi presentato un ricorso al Collegio nazionale dei garanti di Arcigay, per chiedere se gli organi nazionali potessero effettivamente limitarsi al silenzio invocando l’autonomia territoriale.
Vladimir Luxuria ha aggiunto nel video un passaggio della risposta ricevuta: “Quando sono in gioco i valori fondamentali dell’associazione, il mancato intervento sul piano dell’indirizzo politico non può essere giustificato richiamando semplicemente l’autonomia dei comitati territoriali”.
Secondo il testo citato, un’eventuale inerzia dovrebbe essere valutata anche alla luce delle responsabilità della presidenza nazionale, della segreteria e del consiglio. “Per me questo silenzio significa una cosa molto semplice: una scelta politica, stare zitti”, ha commentato Vladimir.
La presenza di Natascia Maesi a Campobasso
La rinuncia al Molise Pride è arrivata dopo che Luxuria ha scoperto che tra le ospiti della manifestazione ci sarebbe stata anche Natascia Maesi: “Da poco ho appreso, non lo sapevo, che è stata invitata come ospite Natascia Maesi, che è proprio la presidente nazionale silente di Arcigay”, ha dichiarato.
Vladimir Luxuria avrebbe potuto partecipare ugualmente alla manifestazione, ma ha spiegato che mostrarsi sul palco accanto alla presidente di Arcigay senza affrontare pubblicamente la questione sarebbe stato contrario alle proprie convinzioni: “Avrei potuto scegliere di andare a Campobasso, marciare a braccetto, salire con lei sul palco, fare finta di niente, sorrisi per la stampa, sorrisi per i selfie, ma non sarei stata sincera”.
La sua presenza, ha aggiunto, l’avrebbe spinta a prendere il microfono per criticare il comportamento dei vertici nazionali dell’associazione: “Avrei detto quello che penso sul silenzio di Arcigay nazionale, perché considero quel silenzio un errore. Perché le persone trans non si sono sentite protette da Arcigay nazionale”.
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“Non volevo trasformare il Pride in uno scontro”
Luxuria ha quindi preferito fare “un passo indietro” per evitare che il Molise Pride si trasformasse nel luogo di uno scontro interno al movimento LGBTQIA+. “Non volevo trasformare questo Pride in uno scontro”, ha spiegato. “Tutti possono andarci, si ha il diritto di invitare tutti, però anch’io ho il diritto di sentirmi coerente con me stessa”.
L’attivista ha rivendicato la necessità di chiedere coerenza tanto alle istituzioni quanto alle organizzazioni che rappresentano la comunità LGBTQIA+: “Io non posso chiedere alle istituzioni di prendere posizione quando vengono messi in discussione i diritti delle persone trans e poi accettare con indifferenza il silenzio di chi dovrebbe rappresentare questi diritti e difenderli”.
Luxuria ha ricordato anche le sue critiche a una proposta di legge contro le discriminazioni avanzata dagli esponenti di Gay Conservatori, contestata perché non avrebbe nominato e tutelato espressamente le persone trans.
“Non è che se da una parte si commettono degli errori e, con le dovute differenze di gravità, li fa Arcigay, io devo stare zitta”, ha sottolineato.
La rinuncia al Molise Pride, ha concluso Luxuria, non sarebbe stata la scelta più semplice, ma l’unica compatibile con la propria posizione politica e con la difesa dei diritti delle persone trans.
“La mia è una scelta difficile, non è quella più semplice, ma è l’unica possibile”, ha affermato, chiudendo il video con un gioco di parole: “Nel periodo dei Pride con il boa di struzzo, io non voglio sicuramente confondermi con chi fa politiche da struzzo”.
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