Francia, polemiche su due sindaci di destra: Via le bandiere rainbow, stop al Pride

Ad un anno dal possibile trionfo elettorale di Jordan Bardella, le decisioni prese a Elne e a Faches-Thumesnil hanno suscitato non poche critiche da parte degli attivisti LGBTQIA+.

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Come nel Regno Unito anche in Francia spira forte il vento dell’estrema destra, con il Front National che sondaggi alla mano è nettamente davanti al Nouveau Front populaire. In questo contesto socio-politico, in cui odio, sovranismo e populismo continuano a fare breccia elettorale, due neo sindaci di estrema destra hanno scosso la Francia con decisioni che rimandano all’Ungheria di orbaniana memoria e alla Florida di Ron DeSantis.

Chi ha paura di una bandiera rainbow?

A Elne, comune di 8000 abitanti situato nel dipartimento dei Pirenei Orientali, nella regione dell’Occitania, il neoeletto sindaco Steve Fortel ha ordinato la rimozione della bandiera arcobaleno dal municipio e ha incaricato gli operai di ridipingere di bianco un attraversamento pedonale arcobaleno. “Gli spazi pubblici devono rimanere neutrali, ed è per questo che ho preso questa decisione“, ha dichiarato il il primo cittadino a France 3 Occitanie. “Non ne parlerò ulteriormente e me ne assumo la piena responsabilità“. Fortel si è insediato dopo le elezioni comunali francesi di fine marzo. Il suo predecessore, l’ex sindaco Nicolas Garcia, ha ricordato come i simboli della comunità LGBTQIA+ fossero stati introdotti come dichiarazione politica contro la discriminazione. “Era un segno che Elne combatteva contro ogni forma di discriminazione. E oggi credo che ciò che è appena accaduto sia un segnale molto forte“.

Alexandra Puig, co-presidente dell’organizzazione locale LGBT +66, ha criticato la decisione presa: “Questo dimostra chiaramente ostilità nei confronti della comunità in un momento in cui i nostri diritti sono ovunque in pericolo. È un attacco a un simbolo di unità e inclusione. La “Fraternità” fa parte del motto nazionale e questa mossa, per me, è anti-repubblicana”.

Stop al Pride

Più a nord, a Faches-Thumesnil, il neoeletto sindaco Brice Lauret ha rimosso la bandiera arcobaleno dal municipio e ha annullato un evento del Pride previsto per il fine settimana appena trascorso. Faches-Thumesnil è un comune francese di 17.000 abitanti situato nella regione dell’Alta Francia, nell’area metropolitana di Lille. Lauret ha dichiarato che l’evento è stato “temporaneamente annullato” causa non precisati problemi organizzativi, rinviandolo a data da destinarsi. “È complicato“, ha detto a BFM TV. Per poi aggiungere: “È stato il Comune di Faches-Thumesnil a decidere di annullare la marcia e di rinviarla a data da destinarsi, dopo aver organizzato un incontro con i vari rappresentanti eletti. Ci siamo insediati solo tre settimane fa, quindi anche noi abbiamo bisogno di tempo per riorganizzare un evento, soprattutto perché è stato annullato venerdì. Lunedì mattina, di buon’ora, abbiamo inviato un’email al collettivo Lille Pride chiedendo un incontro per riprogrammare la manifestazione. Hanno rifiutato categoricamente. Quindi, per me, si tratta chiaramente di una manovra politica, niente di più, niente di meno”.

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Il gruppo locale Collectif Lille Pride è comunque sceso in piazza il 25 aprile, con 400 persone che si sono radunate ugualmente. “Abbiamo appreso otto giorni fa che il Comune di Faches-Thumesnil aveva annullato il Pride, per il quale era già stato tutto organizzato. Poi nel corso della settimana abbiamo ricevuto spiegazioni tecniche che non abbiamo ritenuto molto convincenti. Quindi abbiamo ugualmente confermato l’evento,  organizzando la manifestazione presso la prefettura“, ha spiegato Tristan Haute, membro del comitato di coordinamento del Collettivo Pride di Lille. “Durante la riunione del consiglio comunale ci era stato proposto di posticiparlo a giugno, ma a giugno ci sono già molti Pride, motivo per cui le associazioni avevano proposto aprile quando la precedente amministrazione comunale aveva deciso di organizzarlo”. “Organizzare una marcia a giugno, quando tutte le città hanno già programmato i loro eventi per quel mese, non ha senso”.

C’è stata poi la rimozione della bandiera arcobaleno dal municipio il 16 aprile, per “rispetto della neutralità“.

Abbiamo chiesto che durante le commemorazioni dell’8 maggio le bandiere venissero rimosse e sostituite con i tricolori francesi“, si è difeso il sindaco.  “Nessun’altra bandiera, a parte il tricolore francese e la bandiera europea, è autorizzata a essere esposta in modo continuativo sulla facciata del municipio. Giugno è il mese del Pride. Siamo ad aprile. Quindi la bandiera LGBT non aveva posto sulla facciata del municipio ad aprile”, ha insistito Brice Lauret. Rimuovere la bandiera LGBT è chiaramente una mancanza di rispetto per i nostri diritti“, ha replicato un partecipante alla manifestazione del 25 aprile.

Due decisioni estreme, quelle prese dai due sindaci, in un Paese in cui i reati contro le persone LGBTQ+ continuano ad aumentare, con una crescita del 5% tra il 2023 e il 2024.

Le prossime elezioni presidenziali si terranno nel 2027, con l’estrema destra pronta a prendersi l’Eliseo con Jordan Bardella, 30enne presidente del Rassemblement National, vicinissimo all’ex presidente Marine Le Pen e da molti considerato come l’ala più radicale del partito.

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