Nigel Farage vola nei sondaggi inglesi e attacca: “Sbagliato il matrimonio egualitario”

L'ultradestra avanza anche nel Regno Unito, con il trumpiano Nigel Farage pifferaio magico.

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Nigel Farage
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61enne fondatore del Brexit Party nonché già leader del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito dal 2010 al 2016, Nigel Farage potrebbe presto diventare primo ministro inglese. Secondo gli ultimi sondaggi il suo Reform Party, partito euroscettico, populista e sovranista, sarebbe il più popolare del Regno Unito, con il 28% delle preferenze. Staccato il Partito Laburista al 22%.

Se si votasse oggi Farage otterrebbe 290 seggi, rispetto ai cinque che detiene attualmente, con appena 16 seggi in meno rispetto alla prevista maggioranza parlamentare. Diventerebbe di fatto il Donald Trump britannico.

Nigel Farage contro i matrimoni gay

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E a tremare è la comunità LGBTQIA+ inglese. Nel corso di una trasmissione telefonica Nigel Farage ha infatti preso le distanze dal Marriage (Same Sex Couples) Act, che nel 2013 rese legale il matrimonio egualitario in Inghilterra e Galles. Il consenso reale arrivò il 17 luglio 2013, mentre i primi matrimoni vennero celebrati il ​​29 marzo 2014.

“È una questione risolta”, ha dichiarato Farage. “Non l’ho appoggiata. Ho pensato che fosse sbagliato presentarla al pubblico senza nemmeno inserirla all’interno di un programma. Rimasi molto sorpreso che [l’ex leader conservatore] David Cameron facesse una cosa del genere. Pensavo che le unioni civili che avevamo funzionassero in modo equo e giusto. Quindi pensavo che quel lavoro fosse sbagliato, ma guarda, siamo andati avanti.”

Nessuna minaccia di voler abolire chissà cosa ma una ripetuta presa di posizione sui diritti LGBTQIA+ che rimanda al vento omobitransfobico che da tempo soffia forte dall’ultradestra internazionale, passando dagli USA all’Italia, dall’Ungheria alla Polonia.

La pericolosità di Reform UK

Già nel 2014 Farage si disse contrario al matrimonio egualitario: “Non sostengo i matrimoni tra persone dello stesso sesso… mentre siamo sotto l’egida della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Usciamo dall’Europa e potremo avere un dibattito sensato sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e su come gestirli. Stiamo aprendo un vaso di Pandora molto grande, con rischi molto grandi.  Penso che la Chiesa d’Inghilterra attraverserà un periodo molto difficile e miserabile, trascinata nei tribunali di Strasburgo. Non posso prevedere cosa accadrà lì, ma probabilmente saranno costretti a celebrare matrimoni gay in quelle chiese contro la volontà della stragrande maggioranza dei fedeli.”

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Nel 2019 Farage ha affermato che le persone sieropositive non dovrebbero poter entrare nel Regno Unito. Non contento ha elogiato Margaret Thatcher come Primo Ministro, definendo il suo governo come un “vero progresso per le persone gay nella società“, affermando che gay e lesbiche “non erano discriminati come lo erano stati da quasi tutti i Primi Ministri precedenti“. Peccato che sia la storia a parlare, con l’indegna Sezione 28  rimasta in vigore per 15 anni.

Europarlamentare dal 1999 al 2020, Farage è stato anche co-presidente del gruppo europarlamentare Europa della Libertà e della Democrazia Diretta. Dopo aver di fatto portato il Regno Unito verso la Brexit, con una campagna mediatica aggressiva e quasi interamente fondata su sfacciate fake news, nel 2023 ha ammesso il “fallimento” di quell’operazione, accusando il Partito conservatore alla guida del Paese dal 2010 di aver sbagliato la transizione.

Da circa un anno Farage è tornato a essere il presidente del partito Reform UK, con tanto di candidatura e mandato da parlamentare ottenuto alle elezioni nazionali del 4 luglio del 2024. Nel proprio manifesto politico Reform UK prende di mira l’immigrazione, il multiculturalismo e “l’ideologia divisiva e ‘woke‘”, sostenendo che  “l’indottrinamento transgender sta causando danni irreversibili ai bambini“.

Nigel Farage punta ora al jackpot, ovvero a battere i conservatori di Keir Starmer alle elezioni del 2029 per arrivare così al portone di Downing Street, portando gli inglesi sempre più a destra.

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