Il governatore repubblicano della Florida Ron DeSantis ha firmato una nuova legge che vieta alle amministrazioni locali di sostenere le celebrazioni del Pride e altre iniziative DEI. La legge, da DeSantis firmata il 22 aprile, impedirà alle amministrazioni locali del Sunshine State di “finanziare, promuovere o intraprendere azioni ufficiali in relazione a diversità, equità e inclusione“.
L’ultima crociata omobitransfobia di Ron DeSantis
In una conferenza stampa a Jacksonville, DeSantis ha definito le politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) “una costruzione ideologica progettata per promuovere una particolare agenda politica, in particolare a scapito dei gruppi svantaggiati. In primis, ovviamente, gli uomini bianchi, che ritengo siano stati discriminati. E molti pensano: “Oh, va bene così. Va bene così”. No, non va bene. È sbagliato”.
DeSantis ha inoltre affermato che gli americani di origine asiatica avrebbero subito discriminazioni nell’ammissione all’università e che le persone dovrebbero essere giudicate in base ai loro meriti e non alla loro provenienza demografica. Se le persone continuano a incontrare ostacoli a causa della discriminazione, dovrebbero esserci politiche per “garantire pari opportunità“, ha precisato. “Ma questo non equivale a cercare di manipolare socialmente determinati risultati a danno di gruppi che una parte dell’élite intellettuale non gradisce”.
Durante i suoi due mandati, l’amministrazione DeSantis ha promosso una legislazione che vieta alle università e ai college pubblici di spendere denaro in programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) e ha sostenuto lo “Stop WOKE Act“, che limita il modo in cui etnia e genere vengono insegnati nelle scuole. I legislatori democratici sono convinti che la nuova legge sia potenzialmente incostituzionale. Tutti i cittadini potranno ora citare in giudizio le amministrazioni locali per averla violata. Se si scoprirà che funzionari locali hanno finanziato iniziative DEI in violazione della legge potranno essere rimossi dall’incarico. “Quando le persone sanno che c’è responsabilità, sono molto più propense a rispettare le regole“, ha concluso DeSantis.
Evelyn Foxx, presidente della sezione di Gainesville della NAACP, ha precisato come il governatore abbia chiaramente diritto alla propria opinione, se non fosse che questa differisca da quella di “tutti gli altri”.
“Se parlassi con cento uomini bianchi, non la penserebbero allo stesso modo. Il governatore è fuori dal mondo, e questo è il punto”.
Su X DeSantis ha aggiunto che la nuova legge “vieta a contee, comuni, appaltatori e beneficiari di sovvenzioni di utilizzare fondi pubblici per promuovere la DEI (Diversità, Equità e Inclusione) o per mantenere uffici o personale dedicati alla DEI”.
Ha inoltre spiegato che le violazioni alla legge saranno classificate come abuso d’ufficio e che i residenti potranno intraprendere azioni legali contro coloro che non si conformeranno ad essa.
La SB 1134 è solo l’ultima battaglia omobitransfobica di DeSantis. Negli ultimi mesi diverse città della Florida sono state costrette a ridipingere gli attraversamenti pedonali arcobaleno in seguito a direttive emesse dall’amministrazione Trump e dallo stesso DeSantis, con tanto di arresti ad Orlando, davanti il memoriale del Pulse, dove nel 2016 49 persone vennero uccise in una sparatoria di massa anti-LGBTQ+. Ci sono state anche pacifiche reazioni di massa alla censura del governatore, con privati cittadini che hanno ridipinto d’arcobaleno insegne, scale, persino facciate di chiese. La città di St. Petersburg ha installato delle rastrelliere arcobaleno per biciclette e illuminato il cielo con uno spettacolare show di laser rainbow. Un procuratore ha poi chiesto la cancellazione di uno spettacolo drag, con DeSantis che vorrebbe vietare per legge le bandiere rainbow dagli edifici statali dopo aver già fatto approvare la contestatissima Don’t Say Gay, legge che vieta ad asili nido e scuole elementari e medie di trattare temi legati ad orientamento sessuale e identità di genere. Più recentemente ha smantellato il Programma di Assistenza ai Farmaci per l’aids che fornisce assistenza alle persone a basso reddito affette da hiv, con oltre 10.000 persone che hanno perso l’accesso ai farmaci salvavita.

