Giuni Russo, distrutta la targa a Palermo: vandalizzato il luogo del suo primo concerto

Distrutta a Palermo la targa dedicata a Giuni Russo, installata nel 2022 vicino al Palchetto della Musica. L’appello di Alberto Samonà al Comune: “Va ripristinata subito”.

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Giuni Russo
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A Palermo è stata distrutta la targa dedicata a Giuni Russo, collocata accanto al Palchetto della Musica di piazza Castelnuovo, il luogo in cui l’artista si esibì per la prima volta.

La lastra commemorativa, installata nel 2022 dopo una campagna promossa da PalermoToday insieme all’associazione GiuniRussoArte, è stata trovata completamente fatta a pezzi.

Non si tratta del primo episodio. Già nel 2024 l’area era stata presa di mira con scritte e vernice spray, tanto da rendere necessario un intervento di pulizia e restauro del palchetto e della stessa targa. Stavolta, però, il danno è molto più grave.

Giuni Russo
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Giuni Russo: distrutta a Palermo la targa in suo onore

A denunciare quanto accaduto è stato Alberto Samonà, ex assessore regionale ai Beni culturali, che ha affidato il suo sfogo a una nota pubblica:

“Profondo sconcerto e amarezza per un atto vandalico compiuto ai danni della targa dedicata a Giuni Russo, collocata in un luogo simbolico, perché qui l’artista si esibì per la prima volta.

La targa, realizzata in collaborazione tra l’assessorato regionale dei Beni culturali, la Soprintendenza e il Comune, installata anche grazie alla sensibilità del sindaco Roberto Lagalla, è stata divelta e distrutta, in un gesto che colpisce non soltanto la memoria di una delle più grandi artiste italiane, ma anche il patrimonio culturale e affettivo della città”.

Parole che raccontano tutta la frustrazione per un gesto che colpisce non solo un simbolo fisico, ma anche il legame profondo tra Palermo e una delle sue artiste più amate.

 

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Un luogo simbolico per la storia di Giuni Russo

La targa era stata posizionata proprio accanto al Palchetto della Musica di piazza Castelnuovo perché quello spazio rappresentava un pezzo importante della storia personale e artistica di Giuni Russo. Fu lì, infatti, che la cantante palermitana mosse i suoi primi passi davanti al pubblico.

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Scomparsa nel 2004 a causa di un tumore, a soli 53 anni, Giuni Russo continua ancora oggi a essere un punto di riferimento della musica italiana grazie a una carriera fuori dagli schemi, capace di attraversare pop, sperimentazione e musica colta con una libertà rara.

Per molte persone queer, inoltre, la sua figura ha rappresentato negli anni anche un simbolo di unicità e indipendenza artistica, lontano dalle logiche più prevedibili dell’industria musicale.

L’appello al Comune di Palermo

Nel suo intervento, Samonà ha poi chiesto che la targa venga ripristinata il prima possibile, coinvolgendo direttamente anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla:

“Una tristezza infinita per un gesto che mostra indifferenza e disprezzo verso la cultura e verso il nostro patrimonio, e offende il ricordo di questa indimenticabile figlia di Palermo.

Rivolgo un appello al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che insieme a chi scrive si è reso parte attiva affinché la targa fosse installata in questo luogo, affinché venga ripristinata al più presto, condividendo questa richiesta con Maria Antonietta Sisini, presidente dell’associazione GiuniRussoArte, profondamente amareggiata per quanto accaduto.

Non può prevalere l’inciviltà, Palermo ha il dovere morale e culturale di custodire la memoria di Giuni Russo, riconoscendo il valore immenso che la sua arte continua ad avere per intere generazioni”.

La speranza, adesso, è che la targa possa essere restaurata rapidamente e che il luogo dedicato a Giuni Russo torni a essere uno spazio di memoria e rispetto, non l’ennesimo bersaglio del vandalismo urbano.

 

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