Maria Antonietta Sisini, amica e collaboratrice di Giuni Russo per 36 anni, ha rilasciato un’intervista a Mario Luzzatto Fegiz per il Corriere della Sera. Sisini ha ricordato quando incontrò Giuni in un locale a Milano nel 1968. Giuni era salita sul palco per cantare “Chain of Fools” di Aretha Franklin. Fu quello l’inizio di un sodalizio artistico e non solo.

A un certo punto Fegiz prova far luce sulla natura di quel rapporto. Ecco il passaggio.

Fegiz: Amore e lavoro vi hanno unito?

Sisini: Il lavoro ci appassionava. E mi fermo qui.

Il 14 settembre, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa dell’artista (qui il nostro addio dalle pagine di Gay.it nel 2004), si terrà un concerto commemorativo presso l’Auditorium della Nuvola a Roma. Tra gli artisti che si esibiranno ci saranno: Antonella Ruggiero, Simone Cristicchi e Amara, Arisa, Dulce Pontes, Paolo Fresu, Laura Catrani, Roberto Cacciapaglia, Mario Incudine con Antonio Vasta (ospite polistrumentista), Alice con il pianista ospite Carlo Guaitoli, Rita Pavone, IreneGrandi, Tenores di Neoneli e Ron. L’intero cast sarà accompagnato dal Roma Tre Orchestra String Quartet e da una sezione ritmica composta da Antonello D’Urso alle chitarre, Andrea Torresani al basso, Giordano Colombo alla batteria, Fabio Gangi alle tastiere e Stefano Medioli al pianoforte e alla direzione musicale. Previsto anche un video-messaggio di Tiziano Ferro,

La vita di Giuni Russo fu segnata da una dedizione totale alla musica e dalla libertà creativa, spesso mal compresa dall’industria discografica.

Franco Battiato ebbe un ruolo cruciale nella carriera di Giuni. Maria Antonietta Sisini ne parla ampiamente con il Corriere. Dopo le difficoltà iniziali a trovare un produttore, fu proprio grazie a Battiato che Giuni riuscì a pubblicare l’album Energie nel 1981, dopo aver incontrato lui e Giusto Pio nello studio di Alberto Radius. Battiato fu un vero e proprio mentore per Giuni, incoraggiò  il suo stile sperimentale e fuori dagli schemi, supportò la cantante a sfidare le convenzioni dell’industria discografica.

Diverso il rapporto con Caterina Caselli. Con la quale ci furono incomprensioni, sebbene Sisini ne racconti al Corriere soltanto il lieto fine di un commosso incontro nel 2003 a Sanremo, quando Giuni era già malata.

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Partecipò con “Morirò d’amore”, Caterina ci venne a trovare in hotel, e durante questo incontro molto intenso disse: “Ti chiedo perdono di non averti mai capito”. Una specie di confessione che le fa onore. Tutte e tre eravamo in lacrime.

La donna che più è stata al fianco di Giuni Russo ha infinte parlato con Fegiz anche dell’avvicinamento dell’artista alla fede cristiano-cattolica. Russo fu influenzata in particolare dalla figura di Santa Teresa d’Avila. Un cammino spirituale iniziato dopo alcune delusioni professionali, che la portò a frequentare esercizi spirituali in un monastero.  Anche durante i funerali di Giuni, nel 2004, “nel corso della commovente cerimonia – ricorda Fegiz, all’epoca presente e in passato autore anche di alcuni testi delle canzoni di Russo – le Carmelitane Scalze, protette dalle grate della clausura, avevano dispensato canti celestiali per quella che, negli ultimi anni, era diventata una loro sorella

 

 

Giuni Russo – Discrografia

Album in studio:

Love Is a Woman (1975)
Energie (1981)
Vox (1983)
Mediterranea (1984)
Giuni (1986)
Album (1987)
A casa di Ida Rubinstein (1988)
Amala (1992)
Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994)
Voce prigioniera (1998)
Signorina Romeo live (2002)
Demo de midi (2003)
Napoli che canta (2004)

Album postumi:

Morirò d’amore (2003)
Unusual (2006)
Cercati in me (2005)
Para siempre (2005)
Napoli che canta (2004) (Riedizione in formato CD)
Voce che grida (2009)
Il ritorno del soldato Russo (2011)
La sposa (2014)
Armstrong (2021)

Raccolte:

I successi di Giuni Russo (1987)
Le più belle canzoni di Giuni Russo (1997)
I miei successi (2003)
Masterpiece (2007)
L’onda (2013)
Il meglio di Giuni Russo (2016)
Album live:
Signorina Romeo Live (2002)
Voce prigioniera (1998)

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