Sanremo 2027 in chiave queer: De Martino già al lavoro tra 500 canzoni, l’analisi

De Martino è già al lavoro su Sanremo 2027, sul fronte rappresentazione resta una domanda: spinta queer come Amadeus o la linea più sobria di Conti?

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Sanremo 2027
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Stefano De Martino non ha ancora chiuso le registrazioni di Affari Tuoi, l’ultima puntata andrà in onda il 18 luglio, e già lavora al Festival di Sanremo 2027. In questi giorni i fotografi lo hanno avvistato a Fregene, ospite di un evento di Head & Shoulders, il marchio di cui è testimonial.

Presto però lascerà l’Italia per gli Stati Uniti, dove passerà del tempo con il figlio Santiago e poi raggiungerà Fabrizio Ferraguzzo, direttore artistico della kermesse.

Sanremo 2027: Stefano De Martino svela le date
Sanremo 2027: Stefano De Martino svela le date

Sanremo 2027: cinquecento canzoni e un record annunciato

Il retroscena arriva dalla newsletter di Gabriele Parpiglia. Secondo il giornalista, De Martino userà il soggiorno americano anche per ascoltare i brani in arrivo.

E qui spunta il primo numero da record: a metà giugno, con otto mesi di anticipo sull’inizio del Festival, le proposte avrebbero già superato quota cinquecento.

Queste le parole di Parpiglia:

“Raggiungerà fino ai primi di settembre il direttore artistico della kermesse Fabrizio Ferraguzzo, che ha casa a Los Angeles. In quel periodo i due sceglieranno le prossime canzoni del Festival. Al momento sul taccuino ne sono arrivate circa 500. Un record ancora prima di iniziare”.

Non sappiamo se le cinquecento canzoni riguardino solo i big o comprendano anche i giovani. Per avere un termine di paragone, Amadeus nel 2023 e nel 2024 aveva ricevuto circa 400 pezzi da artisti noti e 1200 proposte da emergenti, mentre Carlo Conti lo scorso novembre raccontava di aver ascoltato più di 300 brani di aspiranti big.

Le 500 tracce per il 2027 restano quindi una cifra notevole, anche se poco sorprendente. Del Sanremo di De Martino si parla da mesi, già quando Conti era ancora all’Ariston, con stampa, web e tv che continuano a occuparsene come non accadeva da anni.

Le date di Sanremo 2027 e i retroscena sulla scelta

Lo scorso 6 giugno, con un post su Instagram, De Martino ha annunciato le date ufficiali del prossimo Festival, in onda su Rai 1 dal 16 al 20 febbraio.

La scelta della settimana non dipende da una sola persona. Il meccanismo lo ha spiegato Tv Sorrisi e Canzoni, che ha sentito Claudio Fasulo, vicedirettore intrattenimento prime time Rai e responsabile della manifestazione. La decisione nasce dal confronto fra diverse direzioni dell’azienda, intrattenimento prime time, marketing, distribuzione, insieme al direttore artistico e al Comune di Sanremo.

Solo quando tutte le parti trovano un accordo si passa all’annuncio.

Secondo la rivista diretta da Aldo Vitali, la Rai ha puntato sulla terza settimana di febbraio per evitare gli eventi sportivi di Mediaset. Lo conferma Fasulo:

“In questo caso c’è da considerare che nella prima e seconda settimana di febbraio 2027 saranno in onda in chiaro su Mediaset i quarti di finale della Coppa Italia; si è deciso allora di collocare il Festival la settimana del 16 febbraio, quando ci saranno in onda ‘solo’ i play off delle coppe europee, che andranno sui canali pay Sky e Prime Video”.

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Una strategia simile a quella del 2026, quando la Rai aveva spostato la kermesse per non sovrapporsi ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

Sanremo 2027, cosa aspettarsi sul fronte rappresentazione queer

De Martino e Ferraguzzo non hanno ancora svelato né il cast né i co-conduttori, quindi sulla rappresentazione si ragiona per ipotesi. Un dato però pesa: il nuovo conduttore arriva da un percorso pop e televisivo leggero e ironico, dagli esordi come ballerino ad Amici fino a Bar Stella e Affari Tuoi.

La curiosità, per chi guarda il Festival con occhi queer, riguarda la direzione che sceglierà. Riporterà al centro i corpi, i look e i gesti che hanno segnato gli anni di Amadeus, oppure proseguirà la linea più sobria delle due edizioni di Conti?

Le cose da tenere d’occhio sono tre: la presenza di artisti dichiaratamente LGBTQIA+ tra i big in gara, l’eventuale scelta di co-conduttrici e co-conduttori vicini alla scena queer, e la conferma del Premio Queer indipendente, nato nel 2025 grazie a M.I.A. Arcigay Imperia e Agedo Genova.

Da Achille Lauro al Premio Queer, cosa hanno lasciato le ultime edizioni

Per capire la posta in gioco basta riavvolgere il nastro. Nel 2019 Mahmood vinse con “Soldi” e Achille Lauro portò “Rolls Royce”, anticipando un’estetica androgina e senza confini di genere.

Nel 2020, in gara con “Me ne frego”, nella serata finale Lauro baciò il suo produttore Boss Doms, mentre indossava abiti ispirati alla regina Elisabetta I Tudor; la stessa edizione vide Fiorello baciare a sorpresa Tiziano Ferro sulle labbra dopo “Finalmente tu”.

L’anno dopo, da ospite fisso, Lauro salì sul palco in abito da sposa e sollevò il velo dal volto di Boss Doms prima di un altro bacio. Il 2022 fu l’edizione più gender fluid di sempre: trionfo di Mahmood e Blanco con “Brividi”, un amore che non dichiara il genere, il coming out di Michele Bravi e Drusilla Foer tra i conduttori.

Nel 2023 Rosa Chemical, in gara con “Made in Italy”, girò tra il pubblico e trascinò Fedez sul palco baciandolo nella serata finale, in un’edizione che vedeva in gara anche Ariete con “Mare di guai”, brano rivolto a una donna.

Poi qualcosa è cambiato. Nel 2025, prima edizione targata Carlo Conti, la stampa ha parlato di un Festival più istituzionale e meno apertamente queer, con l’inclusività presente ma senza gesti eclatanti.

Proprio quell’anno è nato il Premio Queer indipendente: a vincerlo è stato Lucio Corsi, arrivato secondo nella gara, davanti ad Achille Lauro ed Elodie.

Tra le menzioni speciali, il riconoscimento per il miglior messaggio queer è andato a Simon Le Bon dei Duran Duran, che dal palco dell’Ariston ha gridato “We got you LGBTQ”.

Nel 2026, edizione vinta da Sal Da Vinci, il momento più discusso è arrivato nella serata cover, quando Gaia e Levante si sono baciate sulle note de “I maschi” di Gianna Nannini, con la regia che ha allargato il campo proprio in quell’istante; la stessa edizione vedeva Achille Lauro tornare come co-conduttore della seconda serata.

Da Lauro al bacio di Gaia e Levante, la rappresentazione queer è diventata parte stabile del racconto sanremese, anche quando passa per la sobrietà. Sanremo 2027 di De Martino sarà la prima occasione per capire quanto spazio il nuovo corso vorrà lasciare alle identità LGBTQIA+ sul palco più visto d’Italia.

 

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