È bastata un’immagine social per scatenare un’inutile polverone. Un anno fa all’Its Eat Academy, cittadella dello studente di Grosseto, hanno inaugurato i bagni gender neutral.
Sulla porta, per estremizzare consapevolmente il concetto di inclusione per dei bagni aperti a tuttə, hanno attaccato degli sticker raffiguranti uomini e donne ma anche alieni, sirene e persino Batman. Una sciocchezza.
La destra impazzisce per un bagno no gender

Eppure con un anno di ritardo da destra ne hanno approfittato per tornare a sbraitare contro la cosiddetta ‘ideologia woke’, con Fabrizio Rossi, 51enne deputato di Fratelli d’Italia cresciuto a Grosseto, che ha prima via social citato Giacomo Leopardi (“Direbbe il poeta ‘non so se il riso o la pietà prevale‘”), per poi pubblicare un ulteriore post in cui ha parlato di “ennesimo gesto di conformismo woke che, passo dopo passo, pretende di piegare la realtà, il linguaggio e perfino l’evidenza biologica a una delle ideologie più folli che il progresso umano abbia mai conosciuto“.
Secondo Rossi “le differenze biologiche, piaccia o meno, esistono; sono imprescindibili rispetto a gusti e orientamenti. Ed è su questa tautologica distinzione che si sono costruiti anche spazi separati pensati per garantire dignità, tutela e riservatezza a donne e uomini. Mentre una certa cultura woke arriva perfino a moltiplicare identità e categorie fino all’assurdo e al ridicolo, si pretende che tutti si adeguino in silenzio, senza discutere, senza dissentire, senza neppure poter chiamare le cose con il loro nome. Questo non è progresso, è solo stupido conformismo ideologico. Una forzatura culturale che vuole autoimporsi con l’obiettivo di piegare la realtà alla propaganda, inventando icone la cui collocazione più adatta, alla fine, è proprio quella del “wc””. Questo è il volto vero del Partito Democratico che va al governo: sempre più suddito del pensiero woke, sempre più schiacciato su battaglie ideologiche lontane dalla realtà fattuale e dalla vita concreta delle persone“.
Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega, ha invece parlato di “follia”, tuonando: “Basta propaganda ideologica sulla pelle dei nostri studenti!”.
Tutto questo per degli sticker sulla porta di un bagno.
La replica del centrosinistra
Dal centrosinistra è arrivata la risposta social di Francesco Limatola, 55enne presidente della provincia di Grosseto: “Rossi dovrebbe preoccuparsi un po’ di più di dare risposte ai territori e un po’ meno di inseguire un maldestro tentativo di fare il fenomeno sui social. Trovo davvero fuori luogo fare ironia. L’inclusione non è uno slogan buono per i convegni. È cultura del rispetto. Ridicolizzare tutto questo per una polemica social significa mandare un messaggio sbagliato, soprattutto ai più giovani“.
Intervistato dal Corriere della Sera, Limatola ha aggiunto: “È un forte messaggio di inclusione. Quegli spazi sono stati realizzati per far sentire ogni persona accolta, rispettata e libera di vivere un ambiente formativo senza disagio o discriminazioni. In Italia, in Europa e anche in provincia di Grosseto, lo avevano già fatto, non è una novità. I ragazzi e le ragazze che frequentano l’Its non hanno mai detto nulla. Anzi, il dibattito sembra appassionare più che altro gli “over-boomer”. Mi meraviglio che dopo un anno scoppi la polemica“.
Alessandra Nardini, assessora Regione Toscana a istruzione, formazione professionale, università e ricerca, impiego, relazioni internazionali e politiche di genere, ha aggiunto: “Discriminare è il punto numero uno del programma politico della destra ma non glielo consentiremo. Coloreremo Grosseto e la Maremma con i colori dell’arcobaleno, se ne faccia una ragione Fabrizio Rossi“.
Il Toscana Pride risponde alla destra ossessionata dal Woke

Il 13 giugno ci sarà infatti a Grosseto il Toscana Pride, con le tempistiche che sono tutt’altro che causali. Perché polemizzare sui bagni no gender ad un anno dalla loro inaugurazione? Quando la destra è in difficoltà, tanto in Italia quanto all’estero, la strada più facile per provare ad uscire dall’angolo è quella di gridare all’ideologia gender e/o woke. Una tattica ormai ampiamente riconosciuta e riconoscibile presa in prestito dagli USA di Donald Trump, a voler intossicare la comunicazione e il dibattito politico, sviando dai reali problemi di maggioranze in crisi.
Gli organizzatori del Toscana Pride hanno replicato a FDI e Lega denunciando “l’ennesima polemica costruita per alimentare paura e distrazione. Quando si indica la luna, c’è chi continua a guardare il dito. Perché un bagno agender non toglie diritti a nessunə. È semplicemente uno spazio più inclusivo e sicuro per persone trans, non binary e per tutte quelle soggettività che non si riconoscono nel binarismo di genere. Dietro questi attacchi c’è sempre la stessa idea: colpire chi lavora per una società più giusta, più libera, più rispettosa delle differenze. Per questo siamo vicinə all’Assessora Nardini, intervenuta pubblicamente a difesa dell’istituto e della necessità di costruire spazi accoglienti, sicuri e rispettosi per tuttə. Noi scegliamo un’altra strada: quella della cura, del rispetto e della visibilità. Il 13 giugno saremo a Grosseto, numerosə e orgogliosə, perché le nostre comunità non si cancellano con campagne d’odio o polemiche costruite ad arte. E perché l’unica risposta alla discriminazione è continuare a esserci. Insieme”.

Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, ha pubblicato la foto di un bagno in un normale negozio ricordando a “Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e a tutti i fenomeni che pur di far polemica dimenticano che nel 90% delle piccole attività il bagno è unico per chiunque ne abbia bisogno”
Roberta Parigiani, presidente del MIT – Movimento Identità Trans, ha ricordato via social come i bagni “no gender” che tanto spaventano le destre esistono da sempre: “ce li abbiamo in casa“. Per poi domandarsi: “L’unico mio dubbio è sull’utilità di perdere tempo a cercare loghi o disegnini accattivanti. Non basterebbe scriverci bagno?”.

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