“Mi ha sputato addosso e insultato e voleva fare a botte” la testimonianza video di Samuele

"Voglio raccontarvi dell'aggressione subita a Porto Ercole  in Toscana". Inizia così la video-testimonianza di Samuele Latini.

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Samuele Latini ha raccontato su TikTok un episodio di omobtransfobia che ben descrive lo stigma diffuso intorno alle persone non conformi allo schema binario.
Samuele Latini ha raccontato su TikTok un episodio di omobtransfobia che ben descrive lo stigma diffuso intorno alle persone non conformi allo schema binario.
2 min. di lettura

Voglio raccontarvi dell’aggressione subita a Porto Ercole  in Toscana“. Inizia così la video-testimonianza di Samuele Latini su TikTok “Facevo una camminata con mamma, io ero vestito così, sportivo, collana e ciabatte” spiega Samuele, sottolineando la mascolinità del suo look “capita spesso che io vesta anche in modo assai più femminile“.

Samuele infatti sul suo canale social posta contenuti orgogliosamente queer. Quel giorno, lo scorso 31 Agosto, il ragazzo indossa una semplice canotta da basket quando, camminando con sua madre, si sente improvvisamente sputare addosso da un tizio di circa 40 anni, che si aggirava con boccale di birra in mano e sigaretta tra le labbra.

Samuele, in buona fede, si volta e chiede all’uomo di prestare attenzione, immaginando si trattasse di un errore, o di un malinteso. Ma l’uomo reagisce e sputa di nuovo addosso a Samuele, da una distanza di più di un metro, e impreca contro il ragazzo “Devi stare zitto“, sputando di nuovo e lanciando sguardi minacciosi. A seguire, l’uomo compie un gesto di sfida fisica “come a dire ti vengo addosso, facciamo una rissa” spiega Samuele, che poco dopo si è allontanato, insieme a sua madre.

@samuelelatiniysl♬ suono originale – latini samuele

Secondo Samuele era chiaramente un atto omofobico, sebbene l’uomo non abbia fatto riferimento alle treccine indossate di Samuele, né ad altri dettagli dell’aggressione riconducibili direttamente a un atto di omobitransfobia.

Sotto il post del video su TikTok appaiono commenti omobitransfobici, quali “Non è che sculettavi un po troppo?“, ma la maggior parte degli interventi sono di solidarietà. Qualcuno segnala a Samuele di aver corso un pericolo nel reagire “non dovevi rispondere, stavi con tua mamma. poteva farvi del male“. Ma è Samuele a ribadire quanto sia importante invece avere un po’ di coraggio “ovviamente se siete in pericolo, scappate” aggiunge.

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Questa testimonianza racconta il clima che c’è intorno alle persone non conformate a un’idea di genere prestabilito e binario. Per quanto l’uomo che ha aggredito Samuele possa sembrare un balordo, lo stigma intorno alle persone LGBTIAQ+ in Italia resta persistente e si manifesta con crescente impudenza. ( Le nostro notizie su omofobia e transfobia ).

Mi ha guardato come a dire mi fai schifo” dice Samuele “dopo tanti episodi e occhiatacce, percepisci gli sguardi di disapprovazione e odio” spiega.

La buona notizia è che sempre più ragazzi, come Samuele, non si tirano indietro “Io ci voglio mettere la faccia, mi costa molta fatica, ma voglio raccontare questa storia” spiega il ragazzo.

Se sei stat* vittima di omobitransfobia e vuoi raccontare la tua storia, scrivi a redazione@gayit.

 

@samuelelatiniysl @Nicolepallado @Gianmarco Zagato #nicolepallado #gianmarcozagato #tavoloparcheggio #tavoloparcheggiosceglime #dresstoimpress #roblox credit: @DENISE MANNO @Sephora Italia @Douglas Cosmetics ♬ suono originale – Christian Gancitano

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