34enne rugbista australiano che fino a pochi mesi fa giocava per i Glebe Dirty Reds, Kane Evans ha fatto coming out nel corso di un’intervista tv. Colosso di due metri per 116 kg, Evans ha in precedenza giocato per i Sydney Roosters, i Parramatta Eels e i New Zealand Warriors nella National Rugby League, e per l’Hull F.C. nella Super League inglese, oltre ad aver rappresentato le Fiji ai Mondiali di Rugby League del 2013 e del 2017, raggiungendo per due volte le semifinali.
Il mese scorso, sui social media, Kane aveva rivelato di come stesse dando una svolta alla sua vita, dopo aver affrontato problemi di senzatetto e dipendenza. Adesso è diventato il secondo giocatore NRL apertamente gay nella storia, dopo il leggendario Ian Roberts, che fece coming out 30 anni fa.
L’emozionante coming out di Kane Evans
Nel corso di un’intervista al programma “100% Footy”, Evans ha dichiarato: “Avevo tre obiettivi nella vita: giocare nella NRL, comprare una casa ai miei genitori e poi volevo togliermi la vita. Vivevo nella negazione, fin da piccolo sapevo di essere gay, ma ho cercato in tutti i modi di erigere muri per essere qualcun altro, per sfuggire a chi sono veramente“.
Ora che la sua carriera da giocatore è arrivata al termine, Evans ha ricordato gli anni difficili vissuti sulla propria pelle.
“Non riesco ancora a credere di essere qui a parlare con voi. Questo è sicuramente il mio peggior incubo, ma so che se no. mi arrendo, è l’inizio di una nuova vita”. “Dormivo nei parchi, mi drogavo, cercavo di morire per non arrivare a questo punto. So che ci sono persone che affrontano le stesse difficoltà che ho affrontato io, quindi mi sento molto fortunato di poter essere qui a parlare con voi e di poter salvare una o due vite. Ho portato questo peso dentro per tutta la vita, ma oggi sono qui per dimostrare alla gente che non è necessario vivere così.”
Evans, scrive OutSports, aveva firmato un contratto biennale con l’Hull FC, nel 2022, ma si è svincolato nel 2023 per motivi personali. Ha aperto una caffetteria a Sydney, ma l’attività è fallita e si è ritrovato a dormire sui divani di amici e nei parchi pubblici. Nel corso degli anni diverse persone hanno cercato di ricattarlo rivelando la sua omosessualità.
“Ci sono state persone che hanno cercato di mettermi nei guai, persone che hanno cercato di deviare i loro problemi rivelando la mia omosessualità. E questo ha generato in me molta vergogna, paura e senso di colpa”. “Ora che ne ho parlato, ho spezzato tutte quelle catene. Hanno perso il loro potere. Sentivo il bisogno di venire a parlarvi oggi, paura, vergogna, senso di colpa… ho reciso ogni legame con tutto questo.”
Dallo storico coming out di Ian Roberts nel 1995, quando era ancora all’apice della sua carriera, il mondo del rugby professionistico maschile ha poi abbracciato solo i coming out del gallese Gareth Thomas (2009) e dell’ex pilone dei Batley Bulldogs e dei Wakefield Trinity Keegan Hirst (2015). Il giocatore dei Cronulla Sharks Toby Rudolf ha dichiarato nel 2022 che “la sessualità è fluida” e di aver “baciato molti uomini gay”, ma si è astenuto dal fornire ulteriori dettagli sul suo orientamento sessuale.
Evans ha ringraziato la Rugby League Players Association (RLPA) e il suo ex allenatore dei Roosters, Trent Robinson, per avergli salvato la vita aiutandolo a entrare in un centro di riabilitazione. Kane ha raccontato che solo dopo aver parlato con Joe Galuvao, ex giocatore che lavora con la Rugby League Players’ Association (RLPA), si è reso conto di quanto l’aiuto fosse a portata di mano. “Ringrazio Dio che sia venuto a trovarmi e che mi abbia aiutato a entrare in un centro di riabilitazione grazie all’aiuto della RLPA“. Trent Robinson lo ha invece aiutato a pagare le spese durante il periodo di riabilitazione e lo ha invitato a tornare nel club. “Mi ha chiamato solo per farmi sapere che i Roosters sono ancora casa mia e che mi sostengono, qualunque cosa stia affrontando”. “Questo ha significato tantissimo per me. Ha portato me, la mia migliore amica e uno dei miei mentori al quartier generale dei Roosters una settimana dopo la mia uscita dal centro di riabilitazione.”
“Combatto una guerra interiore da quando avevo circa 15 anni e non è sostenibile“, ha concluso Evans. “Sono qui oggi per mostrare alla gente che non si deve vivere così. Anche ora mi sento un po’ più libero, solo per averlo detto ad alta voce, l’ho portato alla luce.”
La reazioni al coming out di Kane Evans
Anthony Minichiello, 46enne leggenda dei Sydney Roosters ed ex compagno di squadra di Kane Evans, si è complimentato con l’ex rugbista, sottolineando come “potrebbe aver appena salvato molte vite“.
Minichiello, che era il capitano dei Roosters quando Evans fece il suo debutto nella NRL nel 2014, ha dichiarato a 702 ABC Sydney di essere certo che Kane avrebbe avuto il supporto della squadra se avesse rivelato il proprio orientamento sessuale all’inizio della sua carriera, ma ha capito che “non era pronto quando giocava a rugby“. Ha infine aggiunto che la NRL ha fatto molta strada in questi ultimi anni e si è detto fiducioso che la decisione di Evans di parlare apertamente del proprio orientamento sessuale e dei suoi problemi di salute mentale possa dare fiducia ad altre persone che potrebbero trovarsi in una situazione simile.
Ian Roberts, oggi 61enne e primo rugbista professionista a fare coming out negli anni ’90, ha descritto l’intervista di Evans come un “momento straordinario”. “Mi sono commosso fino alle lacrime guardandola”. “Sono così orgoglioso di lui”, ha confessato Roberts a News Corp. “Tutto quello che diceva… ho pensato ‘povero ragazzo’, so esattamente cosa gli passa per la testa, cosa sta attraversando, l’estrema incertezza riguardo alla propria autostima e al rapporto con gli altri“.
Andrew Johns, uno dei più grandi giocatori di rugby league, ha ribadito come il coraggio dimostrato da Evans sarà di incoraggiamento per gli altri. “Uscire allo scoperto e raccontare tutto al mondo, soprattutto al mondo del rugby league, è incredibilmente forte“, ha detto Johns alla rete televisiva Nine. “Riceverà tantissimo affetto nel mondo del rugby league: salverà molte vite“. Johns ha ricordato come molti giovani stiano lottando con la propria sessualità: “quando vedono qualcuno come Kane, il dolore che ha provato e la forza che ha dimostrato, questo li aiuterà a farsi avanti e a parlare con i genitori o con le persone a loro vicine”.
