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Senza testamento o polizza vita, il partner convivente non è tra gli eredi legittimi: decidere prima significa proteggere le persone e le cause che contano

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Quando Lucio Dalla morì, nel marzo 2012, non aveva lasciato testamento. Il suo patrimonio, stimato in decine di milioni di euro, passò per legge a cinque cugini. Marco Alemanno, il compagno che gli era stato accanto negli ultimi anni, non rientrò tra gli eredi: per il Codice Civile italiano il convivente di fatto non ha diritto all’eredità.

Il caso è celebre, il meccanismo che lo ha determinato è ordinario: in Italia, in assenza di testamento o polizza vita, si applicano le regole della successione legittima, contenute in un impianto codicistico nato nel 1942 e modificato nel tempo.

Secondo i dati raccolti dal Comitato Testamento Solidale, circa l’87% delle persone non pianifica e lascia decidere la legge; solo il 13% sceglie come distribuire ciò che possiede.

Lascito solidale: perché per le persone LGBTQIA+ testamento e polizza vita fanno la differenza - lena enz Li1vX2m1ARA unsplash - Gay.it
Foto di lena Enz su Unsplash

Cosa prevede la legge in assenza di testamento

L’articolo 565 del Codice Civile indica chi può ereditare quando manca un testamento: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali – fratelli e cugini – gli altri parenti entro un grado determinato e, in mancanza di tutti, lo Stato. In questo elenco non compaiono il partner non sposato, gli amici, le persone di riferimento, né le organizzazioni a cui si è legati.

Chi non scrive le proprie volontà, quindi, non lascia il patrimonio a chi conta di più, ma a chi la legge individua secondo un ordine fissato ottant’anni fa.

Perché riguarda da vicino le persone LGBTQIA+

Dal 2016, con la legge sulle unioni civili, chi è unito civilmente è equiparato al coniuge anche ai fini successori e rientra tra gli eredi legittimi.

Chi vive una convivenza di fatto però non acquisisce la qualità di erede: alla morte del partner può conservare per un periodo limitato il diritto di abitare nella casa comune, ma il patrimonio passa ai parenti indicati dalla legge.

A questo si aggiungono situazioni ricorrenti. Le coppie senza figli, in caso di morte prematura di uno dei due, possono trovare i parenti dell’uno in contrapposizione al partner superstite. Le persone i cui legami con la famiglia d’origine si sono interrotti vedono la successione destinare i propri beni proprio a quei parenti, e non alle relazioni costruite nel tempo.

Per molte persone LGBTQIA+ le figure di riferimento non coincidono con quelle che la legge riconosce.

Gli strumenti da utilizzare: testamento o polizza vita?

La polizza vita è probabilmente lo strumento più semplice e agile per disporre della destinazione dei propri beni dopo la scomparsa.Rispetto al testamento, la polizza vita non distribuisce direttamente l’eredità, ma permette di indicare uno o più beneficiari — una persona, il partner convivente, un’amica o un amico, oppure un’organizzazione non profit — a cui il capitale verrà liquidato dalla compagnia.

Per molte persone LGBTQIA+ questo può essere uno strumento particolarmente utile: consente di proteggere legami che la successione legittima non riconosce automaticamente, con una procedura semplice, modificabile nel tempo e tendenzialmente più riservata.

Non sostituisce il testamento, soprattutto quando ci sono immobili o patrimoni complessi, e non può essere usata per aggirare del tutto i diritti degli eredi legittimari. Ma proprio per flessibilità e immediatezza è uno degli strumenti più interessanti da valutare quando si vuole scegliere consapevolmente chi proteggere e quali valori sostenere.

Polizza vita o testamento: le differenze in breve

La polizza vita e il testamento non sono strumenti identici: possono convivere, ma funzionano in modo diverso. Ecco perché, in alcuni casi, la polizza vita può risultare più semplice e immediata per tutelare una persona o una realtà scelta.

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Polizza vita o testamento: le differenze in breve

La polizza vita e il testamento possono convivere, ma funzionano in modo diverso. In alcuni casi, la polizza può essere lo strumento più semplice e immediato per proteggere una persona o sostenere una realtà scelta.

Aspetto Polizza vita Testamento
Asse ereditario Il capitale viene liquidato direttamente al beneficiario e, in linea generale, non entra nell’asse ereditario. I beni rientrano nella successione e seguono le regole ereditarie.
Persone scelte Può indicare anche il partner convivente, un’amica, un amico o un’altra persona di riferimento. Permette di scegliere i beneficiari, nel rispetto delle quote riservate agli eredi legittimari.
Quota di legittima Nei casi previsti dalla legge, gli eredi possono contestare i premi versati se ledono i loro diritti. La quota disponibile è libera; la parte riservata ai legittimari resta tutelata.
Riservatezza Il rapporto viene gestito dalla compagnia assicurativa con il beneficiario indicato. Le disposizioni emergono nella gestione della successione e coinvolgono gli eredi.
Modifiche Il beneficiario può generalmente essere cambiato nel tempo, secondo le regole della polizza. Il testamento può essere modificato o revocato durante la vita del testatore.
Quando è utile Per destinare un capitale a una persona o a un’organizzazione scelta. Per regolare l’intero patrimonio, soprattutto in presenza di immobili o situazioni complesse.
Imposte Il capitale liquidato è generalmente escluso dall’imposta di successione. Si applicano aliquote, franchigie ed esenzioni previste dalla normativa.

Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il confronto con un notaio, un consulente patrimoniale o un professionista qualificato.

Che cos’è il lascito solidale

Nel 2013 alcune grandi organizzazioni non profit hanno costituito il Comitato Testamento Solidale per diffondere informazione sulla solidarietà testamentaria. Oggi le organizzazioni aderenti sono ventisette.

Il lascito solidale può avvenire tramite testamento, destinando denaro, beni mobili o immobili, titoli o altri beni a un’organizzazione non profit. In alternativa o in aggiunta, una polizza vita può indicare un ente come beneficiario: in quel caso il capitale viene liquidato secondo le regole del contratto assicurativo

Due elementi lo caratterizzano. Le organizzazioni non profit sono esenti dall’imposta di successione, quindi il lascito raggiunge per intero la causa indicata. E permette di destinare risorse a ciò in cui ci si riconosce, dando continuità ai propri valori oltre la propria vita. Il lascito opera sulla quota disponibile del patrimonio, quella di cui si può disporre liberamente; le quote riservate dalla legge agli eredi legittimari restano tutelate.

Per chi ha costruito appartenenze fuori dai confini della famiglia tradizionale, il lascito solidale è anche un modo di proseguire un legame con una comunità o con una causa che si è scelta.

Chi sceglie oggi il lascito solidale

La conoscenza dello strumento è cresciuta:

nel 2025 gli italiani over 50 propensi a prendere in considerazione un lascito solidale sono il 19%, poco meno di 5 milioni; più di mezzo milione lo ha già previsto nel proprio testamento.

Sul fronte delle organizzazioni non profit, però, il dato è in crescita: tra 2020 e 2024 quelle che hanno ricevuto almeno un lascito sono passate dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, dall’8% al 14%.

Chi compie questa scelta presenta tratti ricorrenti. Rispetto alla media si dichiara più orientato al futuro (+3%), a quello dell’Italia (+10%), del pianeta (+5%) e dei propri cari (+4%), e mostra una maggiore sensibilità verso l’inquinamento (+7%), le guerre (+5%), la sovrappopolazione (+4%) e le migrazioni (+4%), rispetto alla popolazione generalista.

Patrimonio e valori, anche in vita

La destinazione del patrimonio dopo la morte è una parte del quadro. L’altra è come quel patrimonio viene gestito finché non viene liquidato alle persone che abbiamo scelto. La finanza etica permette di destinare il nostro patrimonio a investimenti che riteniamo etici mentre accantoniamo i nostri risparmi, e di lasciarlo alle persone che riteniamo giusto li ricevano dopo la nostra scomparsa.

Ed escludere così ciò che va contro ciò che abbiamo amato o in cui abbiamo creduto, a partire dagli investimenti in  armi o fonti fossili, ad esempio. È il terreno su cui opera Banca Etica.

Se vuoi maggiori informazioni sui lasciti solidali compila il modulo qui sotto.

     

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