Non era mai successo prima, in decenni di sfilate, che il Roma Pride venisse attaccato con gli spray urticanti. Ma sabato pomeriggio, in una Roma infuocata da un sole cocente, è accaduto in più occasioni. Due i carri attaccati da sconosciuti, criminali che avrebbero potuto creare il panico, in una manifestazione con centinaia di migliaia di persone presenti, tra giovani, anziani e minori. I
l carro di Gender X e il trenino fucsia delle Famiglie Arcobaleno, come ogni anno carico di bambini.
Roma Pride 2026 sotto attacco, spray urticante tra i carri
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Chi pensa che uno spray al peperoncino sia poca cosa non l’ha mai provato in prima persona, probabilmente. Al sottoscritto non era mai accaduto, fino a sabato pomeriggio. Ero con amici al fianco del trenino delle famiglie arcobaleno, a ballare sulle musiche di Raffaella Carrà e Nada, quando all’improvviso è venuta a mancare l’aria. È una sensazione stranissima, difficilmente descrivibile. Quello che inizia come un ‘cattivo odore’ si trasforma improvvisamente in qualcosa di soffocante, che ti riempie la gola e i polmoni, togliendoti il respiro. Sei costretto a scappare, per riprendere fiato, rischiando di travolgere altre persone, di creare del panico laddove fino a pochi secondi prima c’erano solo sorrisi. Chiunque sia stato ha voluto attaccare due specifiche realtà, ovvero le persone trans e le famiglie omogenitoriali, puntando ad un eventuale caos incontrollato. Fortunatamente la folla del Roma Pride ha saputo resistere anche agli spray urticanti, senza farsi sopraffare dalla paura. Ma l’attacco è stato deliberato, preciso.
Le immagini Instagram pubblicate dal club BDSM Pantheon Roma mostrano i presenti sul carro dopo l’ultimo attacco a Gender X, che li precedeva, con ragazzi e ragazze che si coprono bocca e naso, non poca agitazione e una persona che ha avuto bisogno di un controllo da parte della croce rossa.
Il trenino delle Famiglie Arcobaleno è stato invece attaccato in 3 occasioni distinte. La prima volta alla partenza in piazza della Repubblica, la seconda una volta superato il Colosseo e la terza quasi all’arrivo alla Pride Croisette. Il più grave, in termini di conseguenze, è stato quello registrato lungo via di San Gregorio, che ha investito genitori, bambini e bambine presenti sul trenino, insieme alle persone che sfilavano accanto. Tra i sintomi: bruciore a occhi, naso e gola, tosse persistente e senso di soffocamento. In alcuni casi è stato necessario l’intervento del personale sanitario.
“Restiamo in contatto con il coordinamento Roma Pride e con l’associazione Mario Mieli per capire come sia possibile evitare in futuro ulteriori aggressioni come queste, pericolose per gli adulti ma ancora di più per le persone piccole. E ci auguriamo che la gestione dell’ordine pubblico possa continuare ad assicurare il diritto di tutte a manifestare in sicurezza. Siamo vicine a tutte le altre associazioni colpite, sarebbe grave se dietro a questi fatti ci fosse un movimento organizzato di persone omolesbobitransfobiche che abbia come obiettivo attaccare una manifestazione come il Pride, che da più di 30 anni attraversa pacificamente le vie di Roma“, scrive l’associazione, con Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, che ha pubblicamente invitato le forze politiche conservatrici a cambiare rotta:
“Il clima politico che stiamo vivendo in questi anni non fa che alimentare la cultura dell’odio e della discriminazione. Dopo un Pride così vivo e partecipato cogliamo l’occasione per richiamare la politica, anche quella di estrema destra, alla responsabilità e la invitiamo a pesare le dichiarazioni perché le parole sono macigni e da troppo tempo le persone, considerate da alcuni “anormali”, vengono schiacciate dall’omolesbobitransfobia”.
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