“Attacco squadrista al Roma Pride, bambina di 10 anni terrorizzata”. La foto consegnata alla polizia. Parla Gender X

“Non si poteva più respirare”: Gender X spiega il doppio attacco. La presenza della bambina sul carro. La foto consegnata alla polizia. E le quattro domande di Gay.it

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Attacco al carro di Gender X al Roma Pride 2026
Attacco al carro di Gender X al Roma Pride 2026
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Due episodi con spray urticante contro il carro di Gender X, persone in difficoltà a respirare, panico a bordo e una bambina coinvolta. È la ricostruzione affidata dall’associazione a Gay.it su quanto accaduto durante il Roma Pride 2026 di sabato 20 giugno, in una situazione che ha richiesto anche l’intervento della polizia e che Gender X descrive come un’azione mirata contro il proprio carro.

Il Pride fermo dopo lo spray urticante: le persone vengono allontanate dai carri - foto Gender X
Il Pride fermo dopo lo spray urticante: le persone vengono allontanate dai carri – foto Gender X

Spray urticante contro il carro di Gender X al Roma Pride 2026

Stando al racconto fornito da Gender X, il carro dell’associazione sarebbe stato colpito in due momenti diversi nel corso della parata romana. Il primo episodio si sarebbe verificato già durante il concentramento iniziale, mentre il secondo, più violento secondo il racconto, sarebbe avvenuto verso la fine del corteo, durante una sosta.

“Il primo attacco lo abbiamo subito al concentramento, durante la sosta in piazza”, raccontano i portavoce di Gender X. “Delle persone dal basso hanno spruzzato dello spray direttamente sopra il carro”.

Una dinamica che, sempre secondo l’associazione, avrebbe provocato panico immediato tra le persone presenti. In un primo momento, infatti, non sarebbe stato chiaro di che sostanza si trattasse.

“Inizialmente abbiamo avuto paura che avessero gettato un liquido tossico sul carro”, prosegue la testimonianza. “Non si poteva più respirare. C’è stato il panico, con grida e persone che non riuscivano ad aprire gli occhi perché lacrimavano”.

“Non si respirava più”: panico durante la parata

 

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Dopo il primo episodio, il carro di Gender X avrebbe comunque proseguito il percorso all’interno del Roma Pride, cercando però di aumentare l’attenzione e la sorveglianza attorno al mezzo. “Siamo partiti cercando di controllare il più possibile il carro, sia da sopra che da sotto”, spiegano dall’associazione.

Il timore, a quel punto, era che l’episodio potesse ripetersi. Secondo quanto riferito, verso la fine della parata, durante una sosta, sarebbe arrivato un secondo attacco. Questa volta, racconta Gender X, l’azione sarebbe stata ancora più aggressiva e sempre diretta contro le persone sul carro.

A rendere il momento ancora più grave, stando al racconto, la presenza sul carro di una bambina di 10 anni, che avrebbe avuto una forte reazione di paura dopo essere stata raggiunta dagli effetti dello spray. “Una bambina di 10 anni, che era sul nostro carro, ha avuto un attacco di panico perché non vedeva più”, raccontano.

A quel punto, la situazione avrebbe costretto le persone presenti sul carro a scendere. Il corteo, secondo la ricostruzione dell’associazione, si sarebbe fermato per circa dieci minuti. “Siamo scesə tuttə”, riferiscono. “Hanno spruzzato talmente tanto spray che il vento lo ha fatto arrivare anche ai carri vicini”.

L’intervento della polizia e la fuga delle persone coinvolte

Durante il secondo episodio sarebbe intervenuta anche la polizia. Gender X riferisce di aver consegnato una foto alle forze dell’ordine, utile all’identificazione delle persone coinvolte, viste poi allontanarsi rapidamente dal luogo dell’attacco.

Al momento, resta da chiarire l’esatta natura dello spray utilizzato e l’identità delle persone che avrebbero materialmente compiuto il gesto. Secondo Gender X, però, la percezione sul posto sarebbe stata quella di un’azione diretta proprio contro il loro carro: “A detta della sicurezza avevano mirato al nostro carro”.

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Una valutazione che l’associazione collega anche ai contenuti politici esposti durante la parata. Il carro, infatti, portava messaggi esplicitamente pro-Palestina e antifascisti.

L’ipotesi dell’azione mirata: “Per le associazioni coinvolte è stato un attacco squadrista”

Secondo quanto riferito dall’associazione, anche altri carri, come quello del Club BDSM Pantheon, avrebbero segnalato disagi o episodi critici nel corso della parata. Su questo punto, però, Gender X invita alla prudenza: non è chiaro se si sia trattato di attacchi distinti o degli effetti dello spray spruzzato contro il loro carro, poi trasportato dal vento.

“Sono stati attaccati anche altri carri, anche se non si capisce bene se fosse lo spray che arrivava da Gender X”, spiegano. “Dicono che ci siano stati furti, ma su questo non possiamo dare certezza”.

La parte più forte della denuncia riguarda invece la lettura politica dell’accaduto: “Tutte le associazioni coinvolte parlano di un attacco squadrista”, riferiscono a Gay.it.

Una definizione che racconta il clima vissuto da chi era sul carro e da chi ha assistito alla scena. Il Roma Pride 2026, che avrebbe dovuto essere uno spazio di rivendicazione, festa, visibilità e autodeterminazione, si è così trasformato per Gender X in un momento di paura e allarme.

Anche Famiglie Arcobaleno nel mirino, il Roma Pride denuncia

L’episodio denunciato da Gender X si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni arrivate dopo il Roma Pride 2026. Anche il trenino di Famiglie Arcobaleno sarebbe stato colpito in più occasioni con spray urticante, coinvolgendo genitori, bambini e bambine presenti alla parata. Il Comitato Roma Pride ha annunciato una denuncia contro ignoti per fare piena luce su quanto accaduto e verificare l’eventuale connessione tra i diversi episodi registrati lungo il percorso.

In una nota, il Comitato ha parlato di “gravi episodi” che hanno colpito persone e associazioni presenti al corteo, chiedendo alle forze dell’ordine e alla magistratura di accertare se si sia trattato di un’azione coordinata o mirata contro la manifestazione. Anche Famiglie Arcobaleno, attraverso la presidente Alessia Crocini, ha richiamato la politica alla responsabilità: “Il clima politico che stiamo vivendo in questi anni non fa che alimentare la cultura dell’odio e della discriminazione”.

Per Gender X, che ha affidato a noi la propria versione dei fatti, quanto avvenuto non può essere letto come un semplice incidente di percorso. La ripetizione degli episodi, la scelta dei carri colpiti e la presenza di minori tra le persone coinvolte rendono necessario fare piena luce su quanto accaduto. Perché colpire un Pride, e in particolare realtà che rappresentano persone trans e famiglie omogenitoriali, significa colpire uno spazio pubblico di libertà, autodeterminazione e visibilità conquistato in oltre trent’anni di presenza nelle strade della Capitale.

Le domande di Gay.it

  • Si trattava davvero di microcriminalità che avrebbe spruzzato lo spray urticante soltanto per rubare?
  • La questura interverrà per arrivare ai responsabili?
  • Sappiamo che c’erano telecamere ovunque puntate sul corteo: saranno visionate?
  • Chi ha interesse a indebolire una manifestazione come il Pride’

© Riproduzione riservata.

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