E venne il giorno. Sabato mattina, ore 5 italiana, Iran ed Egitto si affronteranno in una fondamentale partita del Gruppo G, che deciderà l’eventuale passaggio del turno delle due nazionali ai Mondiali di Calcio, in quella che sarà il primo Pride Match della storia.
In Italia la partita sarà visibile in esclusiva su DAZN.
Una “Partita dell’Orgoglio” voluta da Seattle, che nel weekend andrà incontro al proprio Pride cittadino e ospiterà una partita dei Mondiali di Calcio che si stanno svolgendo tra USA, Canada e Messico. Un anno fa venne deciso di festeggiare l’evento con un Pride Match ad hoc, ben prima che Iran ed Egitto, ovvero due dei Paesi più omobitransfobici al mondo, venissero sorteggiati.
Seattle arcobaleno per il Pride Match tra due nazioni che criminalizzano l’omosessualità

Da allora è successo di tutto, con le due delegazioni che hanno più volte minacciato la FIFA di non scendere in campo perché infastidite dal dover giocare proprio il Pride Match, ma il comitato organizzatore locale di Seattle, che ha la facoltà di designare eventi al di fuori dello stadio, è sempre stato irremovibile: nessun Paese omofobo potrà impedire loro di celebrare la comunità LGBTQ+. La stessa FIFA ha dichiarato che le bandiere arcobaleno possono entrare all’interno di tutti gli stadi dei Mondiali, compreso Seattle, che si prepara così ad un’invasione rainbow.
“Prevediamo di vedere molte bandiere arcobaleno nello stadio e magliette con i colori dell’arcobaleno“, ha dichiarato Hedda McLendon, Vicepresidente Senior per l’Eredità dei Mondiali di calcio di Seattle (FWC26), a Outsports. “Diamo loro il benvenuto a Seattle. È la Coppa del Mondo. E mostriamo loro come celebriamo il Pride. Non è un giorno, non è un fine settimana. È un mese intero.”
Ai mondiali di calcio in Qatar, nel 2022, la FIFA disse ai visitatori LGBTQ+ di rispettare la cultura locale, vietando bandiere e oggetti arcobaleno. Quattro anni dopo sono Iran ed Egitto a dover rispettino la cultura locale di Seattle, che accoglie calorosamente e valorizza la comunità LGBTQ+. “Ciò che emerge ripetutamente è la responsabilità di celebrare il Pride per tutti“, ha precisato Jen Barnes, CEO e fondatrice di Rough & Tumble, pub di Seattle incentrato sullo sport femminile. “È un’opportunità per portare il Pride a chi non può vivere apertamente la propria identità. Vogliamo dare loro visibilità. Per quei tifosi, per quegli atleti, in tutto il mondo, sarà un momento di festa insieme a noi. Quando miliardi di persone guardano insieme quello stesso momento, e mentre siamo seduti sugli spalti, sappiamo cosa abbiamo realizzato, è meraviglioso poter dare un po’ di lustro alla comunità per tutta la durata dei Mondiali.”
Il Pride Match del comitato organizzatore dei Mondiali di calcio di Seattle coinvolgerà artisti locali, aziende e moltissimi membri della comunità. Gli organizzatori hanno contattato i quartieri di tutta la città, con l’obiettivo di creare connessioni e dare visibilità a Seattle, indipendentemente dal luogo di residenza. “Siamo l’unica città a celebrare un Pride Match nell’ambito di questi Mondiali“, ha sottolineato Barnes. “Sento che la gioia di celebrare la comunità LGBTQ+ in tutto il mondo ricade sulle nostre spalle“.
Come riporta Equaldex, Egitto e Iran sono due tra i Paesi peggiori in cui vivere per le persone LGBTQ+. In Iran l’omosessualità è punibile con la pena di morte, mentre in Egitto si finisce in carcere.
Da un punto di vista puramente calcistico, la partita è decisiva per entrambe le squadre. Sia l’Iran che l’Egitto hanno pareggiato con il favorito Belgio, che sabato notte affronterà la Nuova Zelanda. Se il Belgio dovesse vincere passerebbe il turno, i neozelandesi verrebbero eliminati e sia l’Iran che l’Egitto punterebbero ai sedicesimi di finale, vincendo il Pride Match a lungo contestato ma ora pronto a riscrivere la storia dei mondiali di calcio.
