Popper e coca, chiusa la prima disco gay italiana

Consentiva il consumo di cocaina e popper nel privè. Con questa accusa il proprietario del Tabasco di Firenze è stato sottoposto a misura cautelativa. Il locale fu la prima discoteca gay in Italia

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Il Tabasco di Firenze, primo locale gay ad aprire in Italia nel 1974, è stato chiuso dalle forze dell’ordine. L’accusa per il proprietario Marco Bagnai, 56 anni, di Scandicci, è di aver consentito il consumo di droga all’interno del locale. Oltre a lui sono finite nei guai anche Giuseppe Avella, dipendente della discoteca e Mario Renato. Entrambi hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Per una fiorentina di 22 anni e due fiorentini di 31 e 25 anni, invece, il gip ha disposto l’obbligo di dimora.

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In base a quanto ricostruito dai carabinieri, i clienti che potevano avere accesso al privè erano selezionati e nella saletta loro riservata venivano consumate sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e popper. L’inchiesta è stata condotta anche grazie ad intercettazioni telefoniche. Gli investigatori hanno sequestrato anche i video delle telecamere di sicurezza, che dimostrerebbero il consumo di droga nel locale prive’ della discoteca.

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Il Tabasco fu la prima discoteca gay d’Italia ad aprire i battenti. Il locale si trova in Piazza della Signoria, nel pieno centro della città, e occupa i locali di quello che fu il ritrovo di Dante con Beatrice, poi distrutto dalla guerra tra guelfi e ghibellini.

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