Esce al cinema “Fratellanza”: imbrattati a Roma i cartelloni

Da non perdere l'esordio dell'italodanese Nicolo Donato vincitore del Festival di Roma sull'amore tra due neonazisti. Eccellenti gli attori protagonisti. Nella Capitale danneggiati alcuni cartelloni.

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Nel piazzale romano Delle Belle Arti, nei giorni scorsi, alcuni cartelloni pubblicitari di Fratellanza – Brotherhood sono stati oggetto di atti vandalici, vistosamente imbrattati da bombolette spray di vernice rossa. E dire che persino il sindaco Alemanno applaudì, quando Fratellanza – Brotherhood vinse il primo premio al Festival di Roma, il Marc’Aurelio d’Oro: «Una vittoria utile a rifiutare qualsiasi forma di discriminazione». Esce oggi al cinema, vietata ai minori di 14 anni (e non ai 18 come inizialmente temuto), quest’intensa opera prima danese diretta dall’ex fotografo di moda di origini italiane Nicolo Donato, talento trentacinquenne cresciuto alla Zentropa, il quartier generale ex-caserma di Lars Von Trier.

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Non era affatto facile affrontare un tema spinoso e controverso, l’amore passionale tra due giovani neonazisti, Lars e Jimmy, senza cadere nelle trappole del voyeurismo o dell’eccesso melodrammatico: l’esordiente Donato riesce invece brillantemente nell’intento, con un’encomiabile regia acutamente sorvegliata, al servizio di un efficace stile quasi documentaristico. Ma il merito va anche alle calibrate interpretazioni degli insostituibili attori protagonisti, Thure Lindhardt e David Dencik, tra i quali si instaura una chimica davvero magica che rende credibile il climax di attrazione erotica (raramente si sono viste scene di sesso così necessarie e non esibite in un film queer).

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La profondità di Fratellanza sta però anche nel saper descrivere in maniera realistica il gruppo neonazi dedito soprattutto a violenti raid contro arabi e omosessuali, facendo emergere – senza giudicarla né giustificarla – la solitudine estrema dei singoli componenti che trovano nel rifugio del branco una consolazione emotiva non secondaria nell’assecondare i folli dettami razzisti imposti dal vertice (l’educazione, ahimé, si fa ancora ripassando il Mein Kampf). Il clima concentrazionario tutto al maschile, fatto di confidenze virili che diventano intimità domestica, riti d’iniziazione goliardici che escludono il genere femminile, è reso benissimo e sembra quasi costituire un preambolo alla svolta gay della storia.

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Nel saggio Il segreto di Hitler dello storico tedesco Lothar Machtan, edito nel 2001 da Rizzoli, si adduce un’imponente messe di dati e testimonianze che proverebbero addirittura giovanili storie d’amore di Hitler con uomini e fornirebbe una nuova interpretazione della notte dei lunghi coltelli (Ernst Röhm fu massacrato non solo perché omosessuale ma in quanto testimone diretto delle avventure gay del Führer). Certamente non erano pochi gli omosessuali nascosti dell’entourage diretto di Hitler: su quaranta fedelissimi ne verrebbero certificati sedici tra cui Rudolf Hess, Joseph Goebbles e Hermann Goering.

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«Abbiamo girato nei posti dove veramente si riuniscono i nazisti» racconta il regista Donato. «Non vi nascondo che un po’ di timore c’era. Poi ci siamo documentati molto parlando con una persona che è stata a lungo un militante nel mondo dell’estrema destra danese: è stato cinque volte in carcere e poi ne è uscito. Ci ha dischiuso il mondo degli usi e costumi dei nazionalsocialisti di oggi. Fratellanza – Brotherhood è una storia d’amore, che tratta innanzitutto e soprattutto di un amore proibito. Le persone che cedono alla violenza lo fanno per alienazione. Hanno provato a risolvere i loro problemi con altri metodi, ma hanno fallito, ed ora si sentono indifesi nella loro lotta contro il sistema. Quello è il momento in cui alcuni fanno appello alla violenza, e in quella situazione l’amore viene davvero messo alla prova».

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Il film pone infatti interrogativi inquietanti, soprattutto per un pubblico omosex: si può parteggiare per due amanti razzisti e violenti? Esiste un confine che rende giustificabile la violenza per la difesa della propria integrità o del proprio amore? Uno dei migliori film queer del 2009, assolutamente da non perdere.

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