Questa mattina al The Social HUB è stato presentato il Roma Pride 2026, con gli interventi di Mario Colamarino, Portavoce del Roma Pride 2026 e Presidente del C.C.O. “MarioMieli”; Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; Marilena Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBTQIA+ di Roma Capitale; Daniele Palano, Direttore Artistico Roma Pride 2026, e Romina Cecconi, scrittrice.

Roma Pride 2026, il documento politico

Roma Pride Croisette 2026, tre settimane di eventi. Dibattiti, concerti, Pride Summit e "sfida" al Campo Largo. Il programma completo - Roma Pride Ellekappa - Gay.it
Vignetta di Ellekappa per il Roma Pride 2026

Una 32esima edizione che andrà in scena sabato 20 giugno, con lo slogan “La Repubblica è di chi la abita“, per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana, nata dalle macerie della guerra e dalla lotta antifascista. Una Repubblica fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla dignità. Una Repubblica che prometteva diritti per tutt3.

Il documento politico del Roma Pride 2026 vede anche quest’anno al primissimo posto i diritti delle persone trans e non binarie, per poi passare alle famiglie omogenitoriali, all’approvazione di una legge sul matrimonio egualitario, ad un divieto sulle cosiddette teorie riparative, a spazi più sicuri tra scuola e università, al lavoro delle persone LGBTQIA+, allo sport, alla salute, all’intersessualità, all’autodeterminazione, alle persone LGBTQIA+ in terza età, all’invisibilizzazione o alla discriminazione attraverso battaglie giudiziarie nazionali o sovranazionali, a cui reagire con la resistenza, all’antifascismo, al transfemminismo, all’antirazzismo e alla giustizia climatica, alle violenze di genere, all’identità fetish e kinky e ad una maggiore rappresentazione nei media e nella cultura.

Siamo arrivati alla 32esima edizione del Roma Pride, il Pride più longevo d’Italia“, ha sottolineato Colamarino. “Il tema di quest’anno vuole inserirsi negli 80 anni della Repubblica. In questo Paese noi ci siamo e da qui non ce ne andiamo, anche se qualcuno non ci vuole, se ne facessero una ragione”. “Ci dicono che non possiamo autodeterminare i nostri corpi. Ci negano il diritto di esistere pienamente, di formare le nostre famiglie, di essere riconosciut3. Ci accusano di essere un’ideologia. Ci usano come bersagli politici. In Italia, come in molti posti del mondo di oggi, essere persone LGBTQIA+ significa ancora vivere ai margini: criminalizzat3, censurat3, ridott3 a terreno di scontro. La comunità transgender* e non binaria è sempre di più al centro di un tentativo globale e sistematico di cancellazione. Dall’Europa agli Stati Uniti, avanzano governi e politiche che negano diritti, riscrivono la realtà, impongono modelli unici di esistenza. In Italia, il governo guidato da Giorgia Meloni continua a restringere gli spazi di libertà: attacca le famiglie arcobaleno, ostacola l’educazione alle differenze, nega strumenti concreti contro discriminazioni e violenze e non tutela pienamente il diritto delle donne all’autodeterminazione e al consenso”, ha continuato Colamarino. Viviamo in un tempo attraversato da guerre, occupazioni, violenze sistemiche. Ancora una volta sono le popolazioni civili a pagare il prezzo più alto. Esprimiamo solidarietà al popolo ucraino colpito dall’invasione russa e a tutt3 coloro che nel mondo vivono sotto guerra, repressione e oppressione, dall’Iran a tutti i contesti in cui libertà e diritti vengono negati fino alla negazione del diritto alla stessa vita, spezzata dai bombardamenti funzionali alle politiche imperialiste. In particolare, condanniamo con forza il genocidio e le violenze in corso a Gaza ad opera dello Stato di Israele che, in arrogante noncuranza del diritto internazionale, colpiscono la popolazione civile palestinese. Denunciamo l’occupazione dei territori palestinesi e chiediamo lo stop alle colonie in Cisgiordania e il pieno riconoscimento della Palestina come Stato libero, sovrano e autodeterminato, così come l’escalation militare e le gravi violazioni che stanno investendo anche il Libano e la sua popolazione civile. Chi scenderà in piazza con noi lo farà nella consapevolezza che la Resistenza ha dato vita al nostro Paese e alla nostra Repubblica. Negare il diritto di resistere ed esistere del popolo palestinese equivarrebbe a negare la nostra stessa Storia e le rivendicazioni di libertà e autodeterminazione della nostra stessa piazza. Nessuna discriminazione, persecuzione o violenza può dipendere dall’identità, dall’appartenenza etnica, dalla religione, dalla nazionalità o da qualsiasi altra condizione personale. Perché la nostra lotta è una sola: libertà, autodeterminazione, dignità. Per tutt3, ovunque. Rifiutiamo che i diritti LGBTQIA+ vengano usati come strumenti di propaganda bellica. La nostra lotta è per la pace, per la giustizia, per la libertà di tutt3. La nostra comunità promuove valori di umanità e rispetto, ripudia le guerre, opera affinché le realtà di tutte le persone siano visibili”.

In questi 32 anni sono cambiate molte cose ma non tutte, bisogna cogliere lo spirito del tempo che è preoccupante“, ha aggiunto l’assessore Smeriglio. “Roma Capitale fa un lavoro straordinario, inserito in un contesto europeo e mondiale da brividi. Esiste un’idea della società che è l’idea degli oligarchi, che si assomigliano in tutte le parti del mondo. In 32 anni questo movimento, questa comunità, ha migliorato la nostra città, ha dato un contributo a renderla più abitabile, sicura, gentile, più bella. Sono stati anni di grande crescita. Ci troviamo di fronte ad un movimento ideologico brutale che impatta anche sul movimento LGBTQIA+, come se la dimensione sessuale e affettiva fosse uno dei loro obiettivi. Roma sostiene il Pride e le attività collaterali all’evento, perché ne abbiamo bisogno. Siamo felici di esserci e di patrocinarlo, collaborando con il movimento tutti i giorni, andando oltre la giornata del Pride, che non riguarda solo la comunità ma tutta la città di Roma nel suo complesso”.

Il Roma Pride risponde non solo ai bisogni della comunità LGBTQIA+ ma si apre alla città“, ha precisato Grassadonia. “Le persone LGBTQIA+ contribuiscono con il lavoro alla bellezza e alla ricchezza di Roma. Il Pride di Roma è un momento straordinario, un’occasione unica per dare risposte alla comunità. Entro il 2026 chiuderemo altri bandi a sostegno della comunità”.

10 anni di Pride Croisette

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Uno degli appuntamenti culturali e artistici più attesi del Roma Pride 2026, che quest’anno si svolgerà dal 28 maggio al 20 giugno nello straordinario scenario delle Terme di Caracalla all’interno della storica manifestazione Jazz & Image, è la Pride Croisette, mai tanto lunga.

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Giunta al traguardo della decima edizione, la Pride Croisette durerà ben tre settimane, dimensione aperta, inclusiva e popolare dove arte, spettacolo e diritti si incontrano, dando vita a una programmazione ricca, multidisciplinare e completamente gratuita. Ad inaugurare ufficialmente questa edizione speciale sarà Margherita Vicario con uno speciale live evento in programma il 28 maggio durante il Gran Galà di apertura della manifestazione. Un opening simbolico e potente che segna l’inizio di oltre tre settimane di cultura, spettacolo e orgoglio nel cuore della città.

Gli ospiti del 2026

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Shooting “Il Quinto Stato”, prende ispirazione da Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1901), reinterpretandone
la marcia storica in chiave contemporanea e queer per riflettere sul significato di cittadinanza e partecipazione attiva nella Repubblica Italiana a ottant’anni dalla sua nascita.

Per tutta la durata della manifestazione il pubblico potrà partecipare gratuitamente a presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti, talk, cinema queer, dj set, stand up comedy, format live e serate di clubbing, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il meglio della produzione artistica LGBTQ+ italiana contemporanea. Tra gli ospiti e protagonisti di questa decima edizione figurano BigMama, Federica Cacciola, Fabio Canino, Serena Bortone, Marco Bianchi, Pierluca Mariti, Chiara Galeazzi, Antonino, Pino Strabioli, Le Karma B, Alessio Marzilli, Marcello Cesena, Simona Garbarino, Lorenzo Cantarini, Giulia Ottonello e Laura Pirrigheddu, oltre a performer, artisti, musicisti, attivisti e collettivi provenienti da tutta Italia.

I leader del Campo Largo alla Pride Croisette

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Grande attenzione sarà dedicata al confronto politico e civile attraverso una serie di talk e incontri che porteranno sul palco alcune delle voci più autorevoli del panorama italiano contemporaneo. Parteciperanno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Riccardo Magi e Maurizio Landini, protagonisti di momenti di dialogo e approfondimento dedicati ai diritti civili, al lavoro, all’inclusione, alla libertà e al ruolo della politica nella costruzione di una società più equa, accessibile e democratica. Sul palco potrebbe vedersi anche Matteo Renzi, che 10 anni fa guidava il governo che approvò le unioni civili, mentre nessun esponente di governo è stato volutamente invitato, così come fuori dal programma sono rimasti i cosiddetti Gay Conservatori e Arcilesbica, dal comitato Roma Pride considerati oramai ‘megafoni’ di una destra oscurantista e assai distanti dai valori e dal programma politico del Comitato.

Cinema e teatro alla Pride Croisette, primo Roma Pride Summit

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Accanto al confronto politico, la Pride Croisette conferma la propria vocazione come spazio di riflessione culturale e approfondimento sui temi che attraversano il presente. Il programma dei talk ospiterà infatti appuntamenti dedicati al linguaggio, alla salute, alle trasformazioni sociali e ai diritti, con incontri come “Il potere delle parole” con Vera Gheno e Fabrizio Acanfora, “Soldi, sesso e potere” con Azzurra Rinaldi e Cucinare Stanca, “La divulgazione inclusiva” con Minerva Salute, la più giovane primaria d’Italia, e “Maschi del futuro” con Francesca Cavallo. Spazio anche alla memoria e alle conquiste della comunità con un appuntamento speciale dedicato ai dieci anni delle unioni civili insieme a Monica Cirinnà e altri ospiti, oltre a momenti di confronto sulle famiglie arcobaleno con Chiara Tagliaferri. La programmazione affronterà temi internazionali e di attualità, dal dialogo sulla situazione a Gaza all’interno della rassegna QUEER PICTURES con Valerio Nicolosi, fino al Roma Pride Summit del 17 giugno, organizzato in collaborazione con EuroPride Torino 2027 e InterPride, spazio di confronto politico, culturale e strategico tra attivisti, istituzioni, accademici e rappresentanti della società civile, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle iniziative per i diritti LGBTQIA+ in Italia e in Europa.

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Shooting “Il Quinto Stato”, prende ispirazione da Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1901), reinterpretandone
la marcia storica in chiave contemporanea e queer per riflettere sul significato di cittadinanza e partecipazione attiva nella Repubblica Italiana a ottant’anni dalla sua nascita.

Presso The Social Hub Rome, al centro di questa prima edizione ci sarà un panel dedicato all’evoluzione del discorso pubblico sui diritti e alla crescente polarizzazione culturale e politica che attraversa le società contemporanee: il “woke” è davvero superato o è diventato un bersaglio politico? Il confronto analizzerà l’ascesa delle nuove destre e il ruolo sempre più centrale di attori globali, incluse grandi piattaforme digitali e tecnomiliardari, nella diffusione di narrazioni anti-LGBTQIA+ e nella costruzione di campagne culturali reazionarie. Allo stesso tempo, il Summit proporrà una riflessione sul ruolo dei media, delle comunità e delle organizzazioni nel costruire strategie di risposta più efficaci, radicate nel contesto sociale attuale e capaci di parlare a una società in trasformazione. L’obiettivo del Roma Pride Summit è individuare strumenti concreti per contrastare la regressione dei diritti, rafforzare le reti di collaborazione internazionale e ridefinire un’agenda condivisa per il movimento LGBTQIA+, attraverso panel, tavoli di lavoro, momenti di dibattito pubblico e networking tra realtà associative, istituzionali e culturali.

Quest’anno ci sarà anche il Premio Roma Pride, riconoscimento ufficiale promosso dal Coordinamento Roma Pride e organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, nato con l’obiettivo di celebrare artistə, autorə, opere, personalità ed enti che, attraverso la cultura, l’arte e l’impegno pubblico, contribuiscono alla diffusione dei valori di libertà, autodeterminazione, uguaglianza .

Amiche del Roma Pride

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Tra le novità del 2026 il concertone Amiche del Roma Pride, che si terrà il 19 giugno all’Atlantico, alla vigilia del Pride. Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario, ambassador ufficiali della manifestazione, saranno sul palco insieme a Sarah Toscano, Malika Ayane e Alexia, per un concerto che unirà voci, generazioni e sensibilità diverse in un racconto collettivo di libertà, alleanza e celebrazione. Biglietti in vendita su TicketOne, mentre la sera del Roma Pride l’evento conclusivo di Caracalla, alla Pride Croisette, sarà interamente gratuito e aperto a tuttə.

Sia le ambassador ufficiali della manifestazione che le artiste che si esibiranno il 19 giugno, hanno precisato gli organizzatori, parteciperanno a titolo gratuito, come sempre avvenuto anche negli anni precedenti.

 LA PRIDE CROISETTE 2026 – FANCUBO AI PREGIUDIZI – DECIMA EDIZIONE – PROGRAMMA

 

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