Affitti negati, Carfagna: “Inaccettabile in un paese civile”

Sul crescente fenomeno degli affitti negati a gay e lesbiche interviene la ministra per le Pari Opportunità: "Serve cultura della non discriminazione". Della vicenda si occuperà l'Unar

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Il problema è noto da tempo, almeno da quando a portarlo alla luce è stata una piccola rete televisiva, ReteSole, e poi le denunce di singoli, gay e lesbiche che si sono visti rifiutare una stanza o una casa in affitto a causa del proprio orientamento sessuale. Adesso, a riportare all’attenzione il fenomeno degli affitti negati è Repubblica con un’inchiesta telefonica.
"Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro" ha commentato la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna secondo la quale, riporta il sito di Repubblica, bisogna investire sulla "cultura della non discriminazione, come abbiamo fatto con la campagna contro l’omofobia in cui dicevamo: non essere tu quello diverso". Una campagna che è piaciuta a molti, ma che, a quanto pare, non è stata sifficiente.

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E di questo pare essere consapevole anche la ministra che ha annunciato che, dopo tavoli di lavoro con le organizzazioni e le associazioni lgbt ha annunciato, il passo successivo sarà "creare grazie all’Unar e in sinergia con molte Regioni ed enti locali, una rete efficiente di centri territoriali anti discriminazione".
L’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, Unar appunto, è più volte intervenuto nei casi di discriminazioni contro cittadini migranti. Da adesso, questa sarebbe l’idea, dovrà occuparsi anche delle situazioni in cui ad essare esclusi dagli affitti sono i cittadini e le cittadine omosessuali e transessuali.
"Al di là dell’omofobia – dichiara Vladimir Luxuria – c’è il pregiudizio che gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c’è l’idea che un gay voglia sedurre chiunque, come se non avesse gusti e preferenze  come tutti. Sono comportamenti anti costituzionali perché è come dire: tu non meriti neppure di avere un posto dove vivere, non hai diritto neanche ad un tetto sopra la testa".

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"Le cose devono cambiare – aggiunge il presidente di Gaynet Franco Grillini -, altrimenti non resterà altra scelta che continuare a fingere o a nascondersi per poter avere un tetto come hanno fatto alcuni amici". Più preoccupante il commento di Andrea Berardicutri della segreteria politica del Mario Mieli che denunciando come all’ufficio legale dell’associazione si moltiplichino i casi di affitti negati, dice: "Il fatto che la gente scriva chiaramente negli annunci ‘non si affitta ai gay’ significa che si sente autorizzata a dirlo senza che nessuno contesti, significa che c’è un clima culturale favorevole a questo rifiuto".

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