Sceneggiato dall’italiano Diego Scerrati, romano di Monteverde trasferitosi a Londra 11 anni or sono, A Night Like This ha raccolto plausi prima al BFI Flare 2025 e successivamente al Lovers Film Festival di Torino, dove è planato in concorso. Diretto da Liam Calvert, giovanissimo regista e scrittore originario di Leeds qui al suo esordio, il film ruota attorno ad un attore gay di origini tedesche sull’orlo del suicidio e ad un aitante giovanotto consapevolmente privilegiato con un’attività in fallimento e chitarra in spalla.
A Night Like This, la trama

Lukas (Jack Brett Anderson) e Oliver (Alexander Lincoln) si incrociano per puro caso una sera di Natale per le strade di Londra. Un’intera notte in cui si ritroveranno a vagare e a discutere per dare un senso alle proprie esistenze, confrontandosi tra difficoltà personali, rivelazioni e potenziali nuovi punti di vista. Ma quando il loro improbabile legame evolve in qualcosa di più profondo, le paure e i demoni del passato mettono a rischio l’intero percorso.
Una non rom-com natalizia

Un po’ Andrew Haigh con Weeekend, un po’ Richard Linklater con Prima dell’Alba, A Night Like This è un film difficilmente classificabile. Volutamente e felicemente inclassificabile. Perché è più bromance che romance, non è propriamente una storia d’amore così come si potrebbe definire un anomalo titolo natalizio, avendo come protagonisti due anime complicate, fuori dal comune per non dire borderline, visibilmente perse, sull’orlo di un baratro, che si incontrano del tutto casualmente. Due ragazzi profondamente diversi, uno estroverso, un giullare incapace di star zitto, e l’altro chiuso in sè stesso, silenzioso, con passati difficili da parte di entrambi da elaborare, rapporti con i propri genitori da dover affrontare.
Lo script di Diego Scerrati trasuda cinefilia, con riferimenti dichiarati a non pochi classici, mentre Lukas e Oliver imparano a conoscersi, scoprendosi sempre più affini, seppur dal diverso orientamento sessuale. Lucas è gay, sempre disposto ad illudersi che l’incontro con qualcuno possa tramutarsi in qualcosa di serio, mentre Oliver è etero, eppure come poli opposti si attraggono, traendo energia l’uno dall’altro. Camminando tutta la notte per le strade di Londra i bravissimi Jack Brett Anderson e Alexander Lincoln, che era già stato a Torino con In from the Side, si avvicinano e si allontanano come molle, a seconda dell’umore del momento, della verità appena rivelata, della consapevolezza finalmente acquisita, incrociando sul proprio cammino un 15enne sbandato in fuga dai propri genitori e un anziano e burbero proprietario di un pub (il grande David Bradley), toccando con mano il peso della solitudine e della mancata realizzazione, delle aspettative sociali e degli inevitabili fallimenti. Due uomini in profonda crisi, letteralmente alla deriva, che a inizio serata si erano promessi di dirsi addio alle 8 del mattino. E se così non fosse?

Calvert e Scerrati, autore di uno script tutto dialoghi, resistono e non cedono al lieto fine di stampo natalizio, piegandosi così ad un’ovvia, fastidiosamente banale e felice conclusione di coppia, ma soppesano con coraggio un finale che rimane sapientemente in bilico, negandosi tanto il dramma estemo quanto l’esplosione romantica che non avrebbe minimanente tenuto conto del vissuto precedentemente mostrato, accompagnando con delicatezza queste due anime perse verso un’alba dai colori più tenui, meno violenti e cupi, semplicemente più speranzosi rispetto al loro recente e tradizionale quotidiano. Superata la notte più difficile della loro vita, Lukas e Oliver guardano al domani. Insieme?
