Arriva ancora una volta dal calcio brasiliano l’ultima follia di uno sport che non riesce proprio a scrollarsi di dosso il marchio dell’omofobia.
Abel Braga, 73enne allenatore dell’Internacional, ha infatti lasciato interdetti dopo essere tornato per l’ottava volta in carriera ad allenare il club di Porto Alegre, vincitore nel corso della propria storia di due Coppa Libertadores e di una Coppa del mondo per club.
Chi ha paura di una maglietta rosa?
Durante la conferenza stampa di presentazione Braga ha ricordato una conversazione con il direttore del club Andrés D’Alessandro, in cui ha chiesto di non vedere “tute rosa” in allenamento, per una squadra che è a rischio retrocessione.
“Gli ho detto: ‘Non voglio vedere la mia dannata squadra allenarsi con una maglietta rosa, sembriamo fr*ci”.
Braga ha utilizzato il termine “viado”, che in portoghese significa letteralmente “fr*cio”.
La reazione del Gremio
In molti hanno collegato la “battuta” di Braga al Gremio, eterno rivale dell’Internacional che da tempo indossa una maglia rosa durante il mese della sensibilizzazione del cancro al seno.
Dal Gremio è subito arrivata la dura replica, con una bandiera arcobaleno pubblicata sul proprio profilo social: “Siamo orgogliosi di tutti i nostri tifosi, che siano blu, bianchi, neri, rosa o di qualsiasi altro colore. Il Gremio è un luogo di passione, dove ognuno può essere ciò che vuole essere, un luogo in cui la cosa più importante è l’incoraggiamento. Il Gremio è il club di tutti e siamo contro ogni discriminazione”.
Le scuse di Braga
Travolto dalle critiche Braga, che ha firmato un contratto con l’Internacional fino alla fine del campionato brasiliano del 2025 senza prevedere un compenso, si è scusato su Instagram: “Tifosi dell’Internacional, prima di tutto, riconosco di non aver fatto una bella dichiarazione sul colore rosa durante la mia conferenza stampa. Prima che questo si diffonda, mi scuso. I colori non definiscono i sessi. Ciò che definisce è il carattere. L’Internacional ha bisogno di pace e tanto duro lavoro. Forza Inter!”.
L’Internacional è in zona retrocessione, a pari punti con il Santos, quart’ultimo in classifica a due partite dalla fine che dovrà giocare con il San Paolo e in casa contro il Bragantino. Il club di Porto Alegre è retrocesso solo una volta nei suoi 116 anni di storia. Nelle ultime settimane il calcio brasiliano è andato incontro ai casi omofobia che hanno riguardato il San Paolo e l’attaccante della nazionale verdeoro Vitor Roque.


