Ve ne avevamo parlato un anno fa, quando la pellicola entrò in produzione, e ora che è sbarcato al Festival di Cannes Pillion dell’esordiente Harry Lighton è diventato uno dei film più chiacchierati del momento. Protagonisti Alexander Skarsgard e Harry Melling, indimenticato Dudley Dursley in Harry Potter, in una pellicola che ha adattato “Box Hill” di Adam Mars-Jones, vincitore del Fitzcarraldo Editions Novel Prize 2019.
Pillion di Harry Lighton, la trama
Pillion segue Colin (Melling), un timido tappezziere la cui vita è alla deriva. Questo fino a quando Ray (Skarsgård), leader di rara bellezza di un club di motociclisti, lo prende come suo sottomesso. Ray sradica Colin dalla sua triste vita suburbana, introducendolo in una comunità di motociclisti stravaganti e queer, togliendogli ogni sorta di verginità lungo la strada. Ma man mano che Colin si addentra sempre più nel mondo di regole e misteri di Ray, inizia a chiedersi se la vita di un sottomesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sia adatta a lui. Ha trovato la sua vocazione o ha semplicemente scambiato una vita tossica con un’altra?
La stampa internazionale è rimasta travolta da Pillion, che non è in corsa per la Palma d’Oro perché inserito nella sezione Un Certain Regard, con scene di sesso BDSM particolarmente riuscite, tra lunghe leccate di stivali, piercing nelle parti basse, wrestling omoerotico sulle note di “I Think We’re Alone Now” di Tiffany, scene di gruppo e una guest star a sorpresa: Jake Shears degli Scissor Sisters.
Pillion, parlano il regista Harry Lighton e i due protagonisti
Prima della proiezione del film a Cannes, Lighton ha dichiarato di volere che Pillion “facesse ridere, pensare, emozionare e eccitare”. Alexander Skarsgard, in passato più volte andato incontro a ruoli queer, si è presentato sulla Croisette con dei pantaloni in pelle e una t-shirt bianca con sopra raffigurato un uomo baffuto che lecca la suola di uno stivale di pelle.
Intervistato da Vanity Fair, Lighton ha confessato che molte scene piccanti ancor più esplicite rispetto a quelle finite nel film sono state tagliate in fase di montaggio. “Abbiamo girato alcune scene più esplicite e non mi è stato detto di eliminarle dal montaggio. Ho scelto di farlo perché credo sia importante per me che la provocazione non prevalga sul sentimento, sull’esperienza”.
Per quanto riguarda l’esperienza di Alexander Skarsgård e Harry Melling nel girare le scene di sesso gay, i due attori si sono definiti “molto a loro agio“.
“Mi sono innamorato di Harry dal primo secondo che l’ho visto. È semplicemente l’essere umano più dolce, gentile e amabile“, ha precisato Skarsgård. “Mi sentivo a mio agio nell’andare fino in fondo in queste situazioni insieme a lui. Ho anche scoperto molte cose sulla relazione tra Colin e Ray che non mi aspettavo di scoprire quando abbiamo iniziato a lavorarci. Ci sono stati questi momenti teneri e bellissimi che sono accaduti spontaneamente, altri momenti strani e altri ancora divertenti. Ma lui è stato incredibilmente coraggioso, molto coraggioso nel buttarsi.”
Allo stesso modo, Melling ha elogiato il suo partner di scena Skarsgård per averlo messo a suo agio. “Alex è semplicemente un partner di scena così generoso, da sogno, quindi quella che avrebbe potuto essere un’esperienza piuttosto scoraggiante non avrebbe potuto essere più diversa, in realtà. Quando si decide la coreografia nelle scene di sesso, che spesso è la parte più difficile – si capisce cosa stanno facendo tutti, dove andranno a finire le loro mani – e poi, una volta che arriva il ciak ci si ritrova nel mondo di Colin e Ray.”
Chi ha visto il film ha parlato anche di nudi frontali di Alexander Skarsgård, da sempre molto portato al full frontal. Pillion, ad oggi non ha ancora trovato un distributore italiano ma è facile ipotizzare un’imminente acquisto, visto il clamore suscitato al Festival.
Pillion, le recensioni da Cannes
“Non c’è alcun cedimento in “Pillion”, un film che si assume dei rischi nel raccontare come due uomini estremamente diversi trovino soddisfazione sessuale quasi in virtù del modo in cui interpretano i ruoli che hanno imparato a ricoprire nella società“, scrivono su RogerEbert.com
“Un film che bilancia abilmente una commedia sdolcinata con un delicato pathos, suspense sociale con un calore insolito. Pillion lascia pochi indizi sul fatto che Lighton sia un regista esordiente“, aggiunge Vanity Fair.
“In definitiva, una storia d’amore profondamente commovente, in cui diventiamo sottomessi alla visione strana, bella e sensuale di Lighton. Inoltre, non guasta mai essere ancorati a due attori totalmente impegnati e dediti a quella visione“, scrive Indiewire.
“Intriso di un sottile senso dell’umorismo, “Pillion” riesce a essere al tempo stesso discreto ed esplicito nel modo in cui Lighton presenta praticamente tutto ciò che accade nella relazione non convenzionale tra Colin e Ray“, aggiunge Variety.
“È praticamente quello che Cinquanta sfumature di grigio avrebbe dovuto essere“, sentenzia il The Guardian.
“Questo è il ruolo della svolta per Melling… Colin è come un uccellino appena nato, pieno di intensità folle e chiacchiere compulsive. È una gioia vederlo prendere forma, capire esattamente cosa vuole e come ottenerlo“, scrive l’Hollywood Reporter.
“È un film complesso per un’opera prima, ma Lighton trova un delicato equilibrio tra l’inquietante, il divertente, dolcezza e tristezza“, scrive Times.
“Pillion è un’opera prima che riflette l’innocenza e l’entusiasmo dell’autore e ha il suo punto di forza nella commedia per ribaltare nel finale il segno emotivo delle scene” si legge su Sentieri Selvaggi.
“È un po’ la versione queer di Secretary, il film del 2002 con Maggie Gyllenhaal e James Spader, ma con un tono ancora più romantico e un umorismo grandioso, tanto che viene da pensare a film come (500) giorni insieme“, scrive Best Movie.

