Angelica Bove, con il brano Mattone, ha vinto sia il premio della critica Mia Martini (assegnato dalla Sala Stampa Roof), che il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” per le Nuove Proposte in gara a Sanremo 2026.
La vittoria delle Nuove Proposte, invece, è andata a Nicolò Filippucci con “Laguna”.

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Angelica Bove vince (quasi) tutto a Sanremo 2026
Romana, nata nel 2003, Angelica Bove è tra i nomi più osservati della nuova scena pop italiana. Il rapporto con la musica nasce prestissimo, quando da bambina canta da sola in casa, spesso nella vasca da bagno. Crescendo decide di condividere quella passione online e inizia a pubblicare cover su TikTok. La sua voce graffiata e riconoscibile circola rapidamente sui social e attira le prime attenzioni.
A diciannove anni si presenta ai casting di X Factor Italia. Convince subito pubblico e giudici e viene scelta da Ambra Angiolini, che la segue per tutta la sua avventura nel talent. Durante le semifinali porta l’inedito “L’inverno”, firmato da Tananai, Davide Simonetta e Paolo Antonacci, uno dei momenti più significativi del suo percorso televisivo.
Negli anni successivi continua a pubblicare nuova musica e partecipa due volte a Sanremo Giovani, definendo sempre di più la propria identità artistica. Con “Mattone” sceglie un registro diretto e personale. Il brano racconta il dolore e la perdita, temi legati a una vicenda privata molto profonda, la scomparsa di entrambi i genitori.
Angelica ha perso madre e padre, un’assenza che continua a far parte della sua quotidianità. A Leggo ha raccontato: “Se potessi vederli non gli direi nulla. Li abbraccerei e so che parleremmo con gli occhi”.
Sui social ha dedicato loro anche un lungo messaggio:
“Siete dentro ogni parte della mia anima. Arriverà il giorno in cui troverò il coraggio di riviverci dentro i ricordi più felici della mia vita, ma per ora cerco solo segnali in ogni angolo di questo piccolo grande mondo, se ci siete ancora. Vostra, per l’eternità”.
“Mattone”, significato del brano e testo
La cantante ha spiegato la nascita della canzone con parole molto chiare: “Parla di un’impotenza che, all’inizio, mi ha strappato la voce, ma che col passare del tempo me l’ha riscritta, facendomi morire e poi rinascere”.
Il testo della canzone di Angelica Bove
Dicono che per amare serve stare bene da soli
Di non accontentarsi pur di rimanere insieme da fuori
Noi ci somigliamo come i cani coi padroni, mmh-mmh
Ma non ci capiamo come figli e genitori
Mi prendo un altro po’
Troppe informazioni che mi confondono, ah-ahQuanta pioggia ancora cadrà
Per un po’ di pace in queste giornate, ah-ah
So che prima o poi passerà
L’ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare malе in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivеreDicono che per odiare serve litigare
Servono parole dette bene
Io che mi ritrovo sempre a dire cattiverie
Fino a tre non riesco mai a contare
Perdo la pazienza come perdo le occasioni
Sono treni così lontani
Aspetto ancora un po’
Troppe direzioni possibili
Quanta pioggia ancora cadrà
Per un po’ di pace in queste giornate, ah-ah
So che prima o poi passerà
L’ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare male in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivereDicono che porto un peso, che per me è un mattone
Ma un mattone serve a costruire.
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