Anthony Boyle e il nudo integrale in House of Guinness, protesi o full frontal reale? Parla l’attore

A volere quella scena è stato proprio Anthony Boyle, che ha così motivato il chiacchierato nudo integrale.

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Disponibile su Netflix da poco più di una settimana, House of Guinness racconta un’epopea ispirata a una delle dinastie più celebri e antiche d’Europa: la famiglia Guinness. Ambientata tra Dublino e New York nel XIX secolo, la storia prende avvio subito dopo la morte di Sir Benjamin Guinness, l’uomo a cui si deve lo straordinario successo dell’omonimo birrificio. La serie esplora il notevole impatto del suo testamento sui suoi quattro figli adulti, Arthur, Edward, Anne e Ben, oltre che sulla vita di un gruppo di abitanti di Dublino coinvolti nel fenomeno Guinness.

Come scritto nei giorni scorsi, House of Guinness affronta anche la presunta omosessualità di Arthur Guinness, interpretato dal sempre più lanciato Anthony Boyle. Il 31enne attore inglese, candidato ai Tony per aver interpretato Scorpius Malfoy nella produzione originale di Harry Potter e la maledizione dell’erede, appare completamente nudo nella 3a puntata della serie.

Sui social è presto esplosa la domanda delle domande: protesi o reale full frontal?

Anthony Boyle e la richiesta di full frontal

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Nella chiacchieratissima scena (da vedere qui) vediamo Arthur Guinness che fuma mentre fa il bagno, per poi alzarsi dalla vasca completamente nudo.

Quando un giornalista di Men’s Health gli ha chiesto se avesse usato una protesi per la scena presto diventata virale, Boyle ha candidamente risposto: “Non è una protesi. È il mio corpo”.

L’unico altro personaggio presente in questa scena è un anziano domestico che porge ad Arthur un asciugamano. Sebbene le loro dinamiche di potere fossero immediatamente chiare, questo momento ha mostrato agli spettatori come Arthur Guinness portasse ancora un peso sulle spalle, desiderando affermare il proprio dominio in ogni momento. Di conseguenza, è stato lo stesso Boyle a proporre l’idea di includere una scena di nudo per Arthur all’interno della serie Netflix.

“In un certo senso ho inserito io questo aspetto nella scena”. “Era la sera prima delle riprese e nella sceneggiatura originale Arthur  avrebbe dovuto mettersi i gemelli davanti allo specchio. Mi sembrava un po’ noioso, così ho chiamato il regista e gli ho detto: ‘Penso che dovrebbe fumare e bere whisky nella vasca da bagno, e dovrebbe essere completamente nudo e alzarsi, per dimostrare che è il padrone di tutto il mondo'”. “Non avrebbe nemmeno dovuto dire nulla, della serie ‘Sono al di sopra di questi servi. Questo è il mio mondo. Sono dominante e controllo tutto’. Questo è ciò che volevo mostrare”.

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Idea piaciuta al regista e allo showrunner Steven Knight, tanto dall’essere girata e finire nel montato finale.

Anthony Boyle e l’omosessualità di Arthur in House of Guinness

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Boyle ha poi affrontato il tema della presunta omosessualità del suo Arthur. Sebbene autori come Joe Joyce abbiano scritto libri come “The Guinnesses: The Untold Story of Ireland’s Most Successful Family”, in cui si certifica la sua omosessualità, nessuno era mai stato tanto esplicito come nella serie Netflix.

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“Non sapevo molto della famiglia Guinness e tutto era nuovo. Stavo imparando”, ha spiegato l’attore. “Una cosa che Steven [Knight], che ha scritto la serie, e io volevamo davvero chiarire è che non abbiamo mai pensato che Arthur dovesse vergognarsi della sua sessualità. Avrebbe dovuto esserne orgoglioso: il mondo intorno a lui si sbagliava, ma lui sapeva chi era e ne era orgoglioso. Le persone sono gay fin dall’alba dei tempi e se non seguiamo gli indizi e non inseriamo queste persone nella storia, allora le cancelleremo dalla storia. Con un ruolo come quello di Arthur gli indizi ci sono, quindi se fingessimo semplicemente che non fosse gay, faremmo un torto a tutti – e alla storia”.

House of Guinness, ci sarà una 2a stagione?

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Netflix non ha ancora rinnovato House of Guinness ma il finale di stagione fa immaginare una conferma quasi obbligata. Lo stesso Steven Knight, già creatore di Peaky Blinders, ha confermato di voler realizzare nuovi episodi, seppur probabilmente consapevole che dalla sua nuova creatura era lecito attendersi numeri più soddisfacenti.

House of Guinness ha infatti debuttato al 3° posto tra le serie Netflix più viste al mondo dietro Wayward e Black Rabbit, con “solo” 35.700.000 ore visualizzate. Se nel Regno Unito la serie ha chiaramente esordito al primo posto, negli USA non è andata oltre l’ottavo.

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