
Milano. Una pietra miliare dello spettacolo internazionale arriva in Italia e debutta al Teatro degli Arcimboldi (dove starà in scena fino al 28 novembre). Si tratta di Swan Lake (il Lago dei Cigni), rivisto e corretto in chiave ironica, spettacolare e molto gay dal geniale Matthew Bourne. Il coreografo inglese pur mantenendo inalterati due degli elementi che hanno reso quest’opera immortale, come le magnifica partitura di Tchaikovsky e la storia della ricerca costante e struggente di un ideale irraggiungibile, ha sconvolto la tradizione del balletto classico operando una scelta tutta al maschile. Le leggiadre ballerine che interpretavano i cigni sono così sostituite con un ensemble di prestanti danzatori uomini, a un uomo è affidato anche il ruolo del Cigno protagonista della storia.

«L’idea di un uomo che personificasse il cigno aveva perfettamente senso per me – spiega Bourne – la forza, la bellezza, l’ampiezza dell’apertura alare di queste creature mi suggerisce e evoca più facilmente la muscolatura di un danzatore più che una ballerina con un tutù bianco». Dal suo debutto nel 1995, Swan Lake di Bourne è diventato negli anni il balletto più longevo nel West End londinese e Broadway (ma chiamarlo balletto è davvero riduttivo), vincitore di oltre 30 premi teatrali internazionali, vanta persino una citazione cinematografica nella scena conclusiva di Billy Elliot. Il film, infatti, termina con l’entrata in scena di Billy nel Lago dei cigni di Bourne. Billy, ormai adulto, è interpretato da Adam Cooper, ex danzatore del Royal Ballet e primo ballerino ad aver ballato nel ruolo del Cigno per Bourne.
Dopo le repliche milanesi lo spettacolo sarà a Trieste (Politeama Rossetti) dal 1 al 5 dicembre e poi a Firenze dall’8 al 12 dicembre (Teatro Verdi).
di Francesco Belais
