Quel bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione di Papa Leone XIV, Juan e Bruno: “Eravamo solo noi stessi”

La storia del bacio gay durante l’elezione di Papa Leone XIV tra Juan e Bruno in Piazza San Pietro, simbolo di amore e visibilità LGBTQIA+. La coppia: “Non cercavamo nulla, eravamo solo noi stessi”.

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Bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione del Papa
Bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione del Papa
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Nel cuore di Piazza San Pietro, durante la festa per l’elezione di Papa Leone XIV, un gesto semplice ha catturato l’attenzione globale. Mentre le telecamere della TV Vaticana riprendevano la folla festante sotto la loggia centrale, due ragazzi hanno condiviso un bacio spontaneo e pieno di significato. In un contesto pubblico e profondamente religioso, quel bacio gay si è trasformato istantaneamente in un simbolo di amore e inclusività. Il video con protagonisti i due giovani ragazzi è diventato virale sui social, dove molteplici account hanno condiviso il momento immortalato dalla TV del Vaticano. Ma qual è la storia dietro a quel gesto naturale e al tempo stesso potente?

Quel bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione di Papa Leone XIV, Juan e Bruno: “Eravamo solo noi stessi” - ragazzi gay si baciano in Vaticano - Gay.it
Un bacio gay in una piazza San Pietro in festa per l’elezione di Papa Leone XIV

Il bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione di Papa Leone XIV

Senza alcuna intenzione provocatoria, il bacio gay scambiato in Piazza San Pietro durante l’elezione di Papa Leone XIV è stato descritto dai due giovani protagonisti come un’espressione autentica del loro amore. Questo momento privato, immortalato in un contesto così pubblico, ha acquisito una dimensione politica e sociale, diventando virale in pochi istanti.

In una Piazza San Pietro gremita di gente (si stima la presenza di circa 150mila persone presenti per l’annuncio dell’elezione del nuovo pontefice), le telecamere inquadrano nell’attesa la folla in festa. Accanto a due suore che salutano, in basso a destra, ci sono due ragazzi che si baciano. Pochi secondi, per un gesto naturale, ma impossibile da ignorare. “Era il nostro amore”, hanno raccontato i due ragazzi a Pasquale Quaranta, intervistati per il quotidiano La Stampa meno di 24 ore dal bacio.

Chi sono Juan e Bruno, i protagonisti del bacio in Piazza San Pietro

Si chiamano Juan e Bruno i protagonisti del bacio gay immortalato in Piazza San Pietro. I loro volti sono diventati noti in tutto il mondo. Insieme da dodici anni, vivono entrambi in Brasile: Juan è Argentino e di mestiere fa il parrucchiere, il compagno Bruno, medico di base, è brasiliano. Per quest’ultimo era la prima volta in Vaticano, ed insieme si trovavano in visita, ignari che proprio quel giorno sarebbe stato eletto il successore di Papa Francesco. Poi la fumata bianca, le urla della gente e l’entusiasmo dilagante, proprio nel momento in cui la coppia era in fila per entrare nella piazza.

“Non capivamo cosa stesse succedendo. Sapevamo che poteva succedere, ma non pensavamo proprio quel giorno”, hanno raccontato i due ragazzi al quotidiano. Nonostante questo, Juan e Bruno hanno deciso di entrare in Piazza San Pietro, superando i controlli serrati e decidendo di restare in fondo rispetto alla folla festante. 

Ma cosa c’è davvero dietro quel bacio che qualcuno ha intravisto come provocatorio e studiato a tavolino? I due ragazzi hanno svelato che in realtà si è trattato di un gesto “totalmente spontaneo”. A spiegarlo è stato Juan: “A un certo punto ho visto che una telecamera ci stava riprendendo. Ho detto a Bruno: “Guarda, guarda, ci stanno inquadrando”. Lui ha risposto: “Sì”. E io l’ho baciato. Non lo avevamo deciso. È successo. È stato naturale”. Un gesto che per i due ragazzi ha un significato semplice da spiegare a parole: “Solo amore. Non cercavamo nulla”.

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La stessa coppia protagonista del bacio gay, non si aspettava un clamore simile: “Non pensavamo sarebbe diventata una cosa così grande. Ora che lo vediamo, sì, e lo capiamo. Pensiamo che anche noi abbiamo diritto a essere rappresentati”, hanno commentato. 

Juan e Bruno, i protagonisti del bacio gay - Foto La Stampa
Juan e Bruno, i protagonisti del bacio gay – Foto La Stampa

La loro risposta alle critiche

Juan e Bruno si definiscono entrambi atei e, spiegano, “quel giorno eravamo semplicemente noi stessi”. Il momento del bacio in Piazza San Pietro è stato visto in tutto il mondo, ed anche i loro amici, dall’Argentina e dal Brasile, sono rimasti increduli. Per la coppia, invece, è stato divertente. Tuttavia, le critiche e le reazioni negative non si sono fatte attendere. “Penso che la gente dovrebbe amare di più e criticare di meno. Chi scrive certe cose ignora un pezzo di realtà. Non la prendo sul personale. Le persone che ci conoscono ci hanno sostenuti. Chi non ci conosce… non mi importa. Stiamo insieme da dodici anni. Il nostro amore è forte”, ha replicato uno dei due innamorati. 

Proprio le reazioni negative – sebbene siano stati moltissimi anche coloro che si sono sentiti rappresentati dal bacio gay – dimostrano l’importanza, ancora oggi, della visibilità. A pensarlo sono anche Juan e Bruno: “Questo caso dimostra che serve ancora. Non era una grande scena. Solo un bacio sulle labbra. Eppure, nel 2025, ha ancora il potere di scioccare”.

Il loro messaggio a Papa Leone XIV

Prima della loro partenza dall’Italia verso altre tappe in giro per l’Europa, la coppia di fidanzati ha svelato cosa avrebbero voluto dire al nuovo pontefice, Leone XIV, se solo ne avessero avuto la possibilità: “Che l’amore dovrebbe venire prima di tutto. E l’empatia. L’amore deve guidare tutto. Penso che amore ed empatia dovrebbero essere la guida. La religione senza empatia non serve a nessuno”.

Quel bacio gay in Piazza San Pietro durante l’elezione di Papa Leone XIV, Juan e Bruno: “Eravamo solo noi stessi” - Robert Francis Prevost che ha scelto il nome di Leone XIV 1 - Gay.it

Non possiamo ancora sapere quale sarà il lavoro di Robert Francis Prevost, né il futuro della Chiesa, ma Juan e Bruno hanno avanzato le loro speranze: “Che sia aperta, che includa tutti. Io non sono religioso. Non mi piace che la religione divida. Potrei vivere anche senza. Ma già che c’è, spero che accolga, che smetta di giudicare. E invece molte persone religiose giudicano troppo. Dovrebbero essere un esempio”.

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