Bari Pride 2026, 13 giugno: corteo per Ambra Dentamaro, donna trans uccisa

Il corteo barese attraverserà la città con una forte impronta politica. “Non è solo un gesto simbolico”: l’edizione è dedicata a una vittima di transfobia.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Bari Pride 2026, il 13 giugno - Foto Instagram
Bari Pride 2026, il 13 giugno - Foto Instagram
7 min. di lettura

Il Bari Pride 2026 si prepara a tornare nelle strade del capoluogo pugliese con un messaggio diretto e profondamente politico: “Se l’odio avanza, il Pride risponde”. L’appuntamento è fissato per sabato 13 giugno, in una fase storica che gli organizzatori definiscono segnata da tensioni sociali e arretramenti sui diritti, in cui la presenza della comunità LGBTQIA+ assume un valore ancora più urgente. Accanto al messaggio “Se l’odio avanza, il Pride risponde”, l’edizione 2026 si riconosce anche nello slogan “Da ddo ama partì”, che richiama la necessità di ripartire dal territorio, dalla memoria delle lotte e da una visione intersezionale del Pride.

Madrina onoraria dell’edizione sarà Ambra Dentamaro, donna trans uccisa a Bari nel 2018: una scelta politica con cui il coordinamento intende denunciare la transfobia e la violenza esercitata anche attraverso il linguaggio.

L’evento si inserisce nel calendario nazionale dei Pride come uno dei momenti centrali del Sud Italia, capace di intrecciare rivendicazione, visibilità e partecipazione collettiva, in un territorio dove il Pride è anche strumento di trasformazione sociale.

Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

Bari Pride, ph: @a.tropo_ and @federica._.garofalo
Bari Pride, ph: @a.tropo_ and @federica._.garofalo

Bari Pride 2026: una risposta politica al clima attuale

“Se l’odio avanza, il Pride risponde” non è solo uno slogan, ma una presa di posizione netta. Il Bari Pride 2026 nasce infatti come “una risposta collettiva a un clima politico e sociale che cerca di silenziare le nostre identità, limitare i nostri diritti e cancellare le nostre esistenze”, si legge nel testo di presentazione del progetto.

Gli organizzatori collocano l’iniziativa dentro un contesto nazionale percepito come sempre più ostile, in cui – spiegano – “le vite delle persone trans sono sempre più a rischio, le famiglie omogenitoriali vengono criminalizzate e i luoghi di aggregazione LGBTQIA+ sono bersaglio di attacchi e vandalismi”.

In questo scenario, scendere in piazza diventa una scelta politica precisa: “un atto necessario”, definito come “un grido di resistenza contro chi vorrebbe riportarci nell’invisibilità e nella paura”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Bari Pride (@baripride)

La locandina ufficiale e lo slogan “Da ddo ama partì”

Accanto al messaggio politico “Se l’odio avanza, il Pride risponde”, il Bari Pride 2026 ha presentato anche la sua locandina ufficiale, che aggiunge un ulteriore livello di significato al percorso di quest’anno. Lo slogan scelto, “Da ddo ama partì”, richiama infatti il tema della ripartenza, della mobilitazione e del legame con il territorio, mettendo al centro la necessità di costruire reti e connessioni in un contesto segnato, secondo gli organizzatori, da un generale inasprimento delle condizioni materiali e da un arretramento dei diritti sociali e civili.

Nel testo di accompagnamento alla locandina, il coordinamento colloca il Pride dentro una fase storica in cui gli attacchi colpiscono “violentamente, e primariamente, le soggettività oppresse e marginalizzate, schiacciate sotto molteplici strati di discriminazione”. Da qui la rivendicazione di una prospettiva intersezionale, ritenuta necessaria per “fare rete” e adottare un approccio organico alle lotte.

Lo slogan “Da ddo ama partì” si sofferma proprio su questo: ripartire dalla storia, dalle radici e dal territorio. “Siamo terronɜ, siamo orgogliosɜ, non dimentichiamo la nostra storia e ricominciamo da quella”, scrivono gli organizzatori, rilanciando anche un messaggio politico preciso: “occhi sulla provincia”, per allargare lo sguardo oltre il capoluogo e includere le realtà spesso più marginalizzate.

Anche la grafica della locandina si muove in questa direzione. L’illustrazione richiama i binari, le connessioni e il movimento: fermate, punti di partenza e i nomi dellɜ attivistɜ che hanno aperto la strada al movimento. Un’immagine che restituisce l’idea di un Pride come percorso collettivo, radicato nella memoria e proiettato verso il futuro.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Bari Pride (@baripride)

Bari Pride 2026 nel nome di Ambra Dentamaro: “Una scelta politica”

Il Bari Pride 2026 avrà come madrina onoraria Ambra Dentamaro, donna trans uccisa a Bari nel 2018. Una dedica che, nelle parole del coordinamento, non ha soltanto un valore commemorativo, ma vuole denunciare una transfobia descritta come sempre più diffusa e istituzionalizzata.

“Ambra è stata vittima anche di violenza mediatica da parte delle testate giornalistiche che hanno continuato ad appellarla con nome e pronomi sbagliati”, ha dichiarato Zeno Ricchiuti, presidente di Mixed e componente del Coordinamento Bari Pride, come riporta La Repubblica.

“Il nostro non è solo un gesto simbolico, ma una scelta politica chiara contro la transfobia interiorizzata in un sistema culturale fondato sul binarismo di genere”, ha aggiunto Ricchiuti.

Il corteo del 13 giugno: percorso, orari e spettacolo finale

Bari Pride - Foto Instagram
Bari Pride – Foto Instagram

Il cuore del Bari Pride sarà il corteo di sabato 13 giugno, pensato come un momento di riappropriazione collettiva dello spazio urbano. Il raduno è previsto alle 15 in piazza Umberto, da dove la manifestazione partirà per attraversare le vie del centro cittadino.

Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici delle istituzioni baresi, tra cui la Prefettura e il Comune, per poi fare ritorno in piazza Umberto intorno alle 19. Attraversare la città significa, per il coordinamento, rendere visibili corpi, identità e rivendicazioni che troppo spesso vengono marginalizzati o esclusi dal dibattito pubblico.

L’obiettivo dichiarato è “riappropriarsi della città, attraversandola insieme, contro chi ogni giorno cerca di invisibilizzare le nostre istanze e relegarci ai margini”. Non soltanto una parata, dunque, ma un’azione politica che mette al centro la presenza, la visibilità e il diritto di esistere nello spazio pubblico.

Al termine del corteo si terrà un evento gratuito dedicato alla promozione delle artistə locali e queer. Sul palco si alterneranno gli interventi delle realtà che compongono il Coordinamento Bari Pride e le esibizioni di Mehid, Tuasorellaminore, Kyoto, dj Amarena e dj Kucciola.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Bari Pride (@baripride)

La precedente edizione

La precedente edizione del Bari Pride si è svolta sabato 21 giugno 2025, attraversando il cuore della città come momento centrale per la comunità LGBTQIA+ locale. Inserito in un contesto segnato dall’approvazione nel 2024 della legge regionale pugliese contro l’omolesbobitransfobia – definita “una grande vittoria collettiva” ma anche “solo un primo passo” – il Pride ha rappresentato un forte richiamo alla necessità di politiche inclusive e tutele concrete. 

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Non sono mancate tensioni politiche: nei giorni precedenti al corteo, esponenti della destra hanno chiesto il ritiro del patrocinio comunale, richiesta poi respinta, mentre il sindaco ha ribadito la propria presenza definendo il Pride “un simbolo di civiltà, una voce contro ogni discriminazione”

Un’edizione partecipata e attraversata da tensioni e prese di posizione istituzionali, che ha confermato il ruolo del Pride come spazio politico oltre che comunitario.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Bari Pride (@baripride)

Il significato politico del Bari Pride

Nel racconto degli organizzatori, il Pride mantiene la sua doppia natura di festa e protesta. È “un momento di visibilità, di affermazione e di lotta”, ma anche “l’occasione per rivendicare i nostri diritti, per celebrare le nostre identità e per costruire una società più giusta per tuttə”.

Il Bari Pride 2026 si inserisce in un contesto che viene descritto come segnato da “politiche che minacciano le nostre esistenze e da una crescente oppressione”. In questo quadro, la manifestazione rappresenta “un’importante risposta collettiva a tutte le repressioni che attraversano questo momento storico”.

Un posizionamento che rafforza il ruolo del Pride come spazio politico e non solo celebrativo, capace di connettere le lotte LGBTQIA+ con quelle di altre comunità oppresse.

“Da ddo ama partì” indica, secondo il coordinamento, la volontà di considerare il Pride come il punto di partenza di un nuovo anno di mobilitazioni. “La fase politica che stiamo attraversando ha prodotto un diffuso arretramento sul fronte dei diritti civili e sociali”, ha spiegato Marta Farina, indicando nei provvedimenti Valditara e Bongiorno l’emblema di un’operazione culturale che, secondo il Bari Pride, non interviene realmente sulla prevenzione delle violenze e delle discriminazioni fondate sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale.

Il documento politico del Bari Pride allarga inoltre lo sguardo alle guerre, alla repressione e alla situazione palestinese. “Ci opponiamo fermamente al genocidio palestinese, al bellicismo e allo sdoganamento di strumenti violenti e repressivi anche nel nostro Paese”, ha dichiarato Tiziana Fioravanti, dell’Esecutivo di Zona Franka e del Coordinamento Bari Pride.

Per il coordinamento è quindi necessario unire le lotte sociali e civili, costruire reti e riaffermare il valore dell’antifascismo, contrastando un modello culturale, sociale ed economico nel quale discriminazioni e violenze finiscono per alimentarsi reciprocamente.

Un Pride per tuttə: accessibilità, sicurezza e partecipazione

Tra gli elementi centrali del Bari Pride 2026 c’è la volontà di costruire un evento realmente inclusivo. Gli organizzatori sottolineano l’impegno a rendere il Pride “un luogo sicuro, accessibile, dove ogni persona possa partecipare pienamente”.

Per questo, l’organizzazione sta lavorando a una serie di misure concrete per garantire accessibilità e sicurezza:

  • Spazi accessibili a persone con disabilità motoria, per garantire la partecipazione senza barriere;
  • Servizi di interpretariato LIS, per includere anche le persone sorde;
  • Un palco pubblico, pensato come spazio di parola e visibilità;
  • Presidi sanitari, con ambulanze e personale medico per la sicurezza dellə partecipanti;
  • Supporto alla partecipazione artistica, con trasferte per artistə queer;
  • Sostegno a cause affini, attraverso donazioni legate ai valori del Pride.

L’obiettivo è costruire un Pride che non sia solo simbolico, ma concretamente accessibile e condiviso, capace di tenere insieme dimensione politica e cura della comunità.

Comunità e alleanze: un Pride che guarda oltre

Il Bari Pride 2026 si propone come uno spazio aperto, che non riguarda solo la comunità LGBTQIA+, ma tutte le soggettività marginalizzate. L’invito è esplicito: costruire una giornata “di tuttə, per tuttə”, attraverso il coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle realtà sociali del territorio.

La presenza di simboli e riferimenti a diverse lotte suggerisce una visione intersezionale del Pride, che mette in relazione diritti civili, giustizia sociale e autodeterminazione.

In questo senso, il Pride barese si inserisce in una tendenza sempre più diffusa all’interno del movimento LGBTQIA+ italiano: quella di costruire alleanze e connessioni tra diverse forme di oppressione.

Un Pride che si costruisce insieme: come contribuire

La realizzazione del Bari Pride passa anche attraverso il sostegno diretto della comunità. Il progetto è accompagnato da una campagna di raccolta fondi che invita a contribuire alla costruzione dell’evento.

“Come vedi le cose da realizzare sono tantissime! Ma noi ci proviamo a farlo insieme! Ogni supporto è fondamentale”, scrivono gli organizzatori, sottolineando la dimensione collettiva del Pride.

L’appello è a contribuire alla costruzione di una giornata che sia davvero di tuttə, per tuttə. Perché, come sottolineano, “l’orgoglio è la nostra risposta all’odio”.

Perché partecipare

Il Bari Pride 2026 si presenta quindi come un appuntamento che va oltre la semplice manifestazione. È un atto politico che passa anche dalla visibilità, una presa di parola collettiva e un’occasione per ridefinire il ruolo del Pride oggi.

In un contesto segnato da tensioni e arretramenti, l’invito a esserci si fa esplicito e urgente. E farlo insieme, attraversando la città, significa trasformare lo spazio pubblico in un luogo di resistenza, espressione e libertà.

Il 13 giugno, Bari torna a colorarsi di orgoglio. E lo fa con una promessa: rispondere all’odio con la presenza, la comunità e la lotta.

Bari Pride 2026: canali ufficiali per restare aggiornatə

Il 13 giugno, Bari non sarà solo una città in festa, ma uno spazio politico attraversato da corpi, voci e rivendicazioni. Un luogo in cui esserci diventa un atto collettivo, visibile e necessario, per rispondere a un clima che prova a marginalizzare e silenziare.

Per restare aggiornatə su programma, percorso, accessibilità e logistica del Bari Pride 2026, l’invito è a seguire i canali ufficiali dell’evento (FB | IG).

Qui trovi altre date di Pride 2026 in Italia

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.