Che si parli di una fiction super popolare e degna rappresentante del cosiddetto trash praticamente non serve dirlo. Ma anzi, proprio per questo è bene segnalare che il ritorno in tv de Il bello delle donne 4 – Alcuni anni dopo, ieri sera su Canale 5, ha portato con sé, oltre a una serie di scene imbarazzanti e involontariamente comiche, anche alcuni momenti molto bassi per quanto riguarda la rappresentazione televisiva del mondo e dell’identità LGBT, soprattutto tenendo presente che si trattava di una prima serata della rete ammiraglia Mediaset e di una produzione dal cast importante (Anna Galiena, Lina Sastri, Claudia Cardinale).

È stato attorno al personaggio di Sam (interpretato da Nitto Flores) che si sono concentrate le miglior perle in termini di resa macchiettistica dell’identità omosessuale ma anche proprio di insulti e sdoganamento del cosiddetto hate speech. Questo Sam nella fiction è un ragazzotto coatto che di fatto cerca di salire la scala sociale seducendo signore e signorine romane ed è proprio in una di queste scene di seduzione che ieri sera, durante la prima puntata, è scattato il degrado: per ingannare il marito di una delle sue prede, Sam, colto sul fatto, si improvvisa parrucchiere gay, ovviamente effemminato, cambiando la voce – acutizzata – e adattando i mimica e movenze alla parte.

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Molto grave poi che, con grande libertà, soprattutto visto che si trattava pure di una prima serata, sia stata ripetutamente usata la parola “fr*cio”: “Certo che so bravo a fa er fr*cio”, “Ma lei non era fr*cio” e così via. Una parola che, tanto per dirne una, sui social network, se usata – anche solo per citare insulti altrui – fa scattare la sospensione del profilo dell’utente (anche noi di Gay.it ci siamo visti sospendere per alcune ore la nostra pagina Facebook a causa di un articolo che denunciava alcuni commenti omofobi che utilizzavano il termine).

Qualcuno potrà dire: si tratta di un prodotto televisivo “basso”, il cui fine è intrattenere senza pretese un pubblico di un certo tipo. Vero, ma esattamente come per Uomini & Donne e il trono gay, è possibile ritenere che, anzi, sia proprio confezionando prodotti televisivi di questo tipo, destinati alle fasce sociali culturalmente meno raffinate, che occorrerebbe fare più attenzione, perché è proprio in queste fasce di popolazione che più facilmente si verificano episodi di intolleranza, insulti e aggressioni.

 

 

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