È arrivata su Netflix il 10 aprile la settima, attesissima stagione di Black Mirror, cupa e satirica serie antologica di Charlie Brooker che si è concessa sei nuove puntate. Una di queste ci ha regalato una nuova, bellissima e romantica storia d’amore lesbica, dopo l’iconico episodio queer della terza stagione dal titolo “San Junipero“.
Black Mirror 7, “Hotel Reverie” (attenzione SPOILER)
In “Hotel Reverie” Brandy Friday (Issa Rae) è un’attrice particolarmente famosa e frustrata, perché da tempo incasellata in un ruolo. Stanca di fare sempre la spalla del solito protagonista maschio, Brandy desidera ardentemente qualcosa di romantico e senza tempo, come l’indimenticato Casablanca. Per sua fortuna la direttrice di un vecchio studios di Hollywood sull’orlo della bancarotta, Judith Keyworth (Harriet Walter), accetta di utilizzare un software che inserisce star moderne in film del passato per dare forma a remake interattivi, in modo tale da rivitalizzare la sua sgangherata Keyworth Pictures. Brandy coglie al volo l’opportunità di interpretare una nuova versione del suo film preferito, Hotel Reverie, in cui va ad indossare gli abiti dell’eroe Alex Palmer, nel film originale interpretato da un uomo. Nel film c’è anche la sua attrice preferita, Dorothy Chambers (Emma Corrin), morta suicida decenni prima e qui negli abiti del suo grande amore, Clara. Dopo essere entrata in una versione immersiva del film del 1949, generata dall’intelligenza artificiale, Brandy scopre che attenersi alla storia originale è più facile a dirsi che a farsi, perché basta poco, una battuta venuta male, per stravolgere la narrazione. Ed è quel che avviene, perché tutto va a rotoli nel momento in cui Brandy si perde un’informazione importante che dà vita ad un buco nella trama, da correggere assolutamente per far partire i titoli di coda ed evitare di rimanere bloccata per sempre in quella realtà alternativa.
Such a beautiful scene from #HotelReverie #BlackMirror. pic.twitter.com/iY2q17NHLo
— . handmaid’s tale spoilers (@livcookegf) April 14, 2025
Nel frattempo un ingegnere del software Redream fa cadere del caffè sul server mandandolo off line, con Brandy ancora dentro. Sebbene il programma torni attivo nel giro di pochi minuti all’interno della versione immersiva del film sono passati mesi, con le due donne che hanno imparato a conoscersi e ad innamorarsi perdutamente l’una dell’altra. Durante la scena finale del film Clara spara e uccide il marito, svolta che nella pellicola originale non c’era, rimanendo ferita mortalmente dopo aver aperto il fuoco contro un detective. Mentre Clara muore tra le braccia di Brandy, quest’ultima, riluttante a lasciare Dorothy una volta terminato il film, fatica a pronunciare la sua ultima battuta che la libererà dalla simulazione, risvegliandosi nel mondo reale ancora sconvolta da quanto accaduto. Nonostante i cambiamenti involontari alla trama, il nuovo Hotel Reverie ha successo. Per ringraziarla la rappresentante di Redream che aveva seguito Brandy durante le riprese della pellicola le invia per regalo un telefono a disco che le permetterà di parlare con Dorothy, l’attrice che ha interpretato Clara, ogni volta che vorrà.
Charlie Brooker e il finale di “Hotel Reverie”
Il creatore e showrunner di Black Mirror, Charlie Brooker, sapeva fin dall’inizio quale finale volesse. “Che [Dorothy e Brandy] avessero questa sorta di storia d’amore a distanza, mi sembrava agrodolce”.
Connesse al telefono, le due donne potrebbero dare inizio ad una nuova storia d’amore? “Brandy voleva quasi rimanere in quel mondo”, ha osservato Brooker a Tadum. “È una domanda aperta su cosa potrebbe succedere, perché abbiamo dimostrato che c’è la possibilità di entrare in quel mondo, e chi può dire che si siano limitati a quel remake?”
“Hotel Reverie” ha un lieto fine?
Corrin, che interpreta Dorothy, ha sottolineato come il finale metta in luce “la bellezza di queste due persone che si sono trovate in questa circostanza straordinaria“. Ma è anche triste, perché “la versione di Dorothy con cui Brandy sta parlando esiste ancora in quella bolla“.
Awkwafina, che ha interpretato la rappresentante di Redream, ha osservato come la scelta di Brandy di lasciare il remake di Hotel Reverie per poi connettersi con Dorothy tramite un telefono a disco sia stato “un modo fantastico di ipotizzarlo, perché non possiamo lasciare le nostre vite per andare a vivere in un vecchio film“. Anche se le telefonate tra Dorothy e Brandy “non sono salutari, lei non vuole dimenticare. Penso che sia un finale agrodolce“.
Dal canto suo, Rae, che interpreta Brandy, l’ha definito un “finale piuttosto lieto” per il suo personaggio. “Come spettatrice, è molto agrodolce. Sono triste perché ho assistito al legame che avevano e alla felicità che Brandy provava e al fatto che entrambe si sentissero finalmente viste“. Tuttavia, Clara e Dorothy sono “destinate a questo finale che mai cambierà. E Brandy ha la sensazione di avere ora un modello per dare forma ad una connessione che vorrebbe vivere anche nel mondo reale.”
“Hotel Reverie” è sempre stata una storia d’amore?
Non esattamente. L’episodio è nato da diverse idee che frullavano per la testa di Brooker, tra cui una storia horror su qualcuno che restaurava vecchie scene di un film muto sui vampiri degli anni ’30. “Ho avuto quest’idea in cui qualcuno restaura un vecchio film horror e si rende conto di poter parlare con qualcuno all’interno del film“. Un’altra idea prevedeva di inserire un nuovo attore in un vecchio film di James Bond. “Ne ho discusso a lungo con [co-sceneggiatrice] Bisha K. Ali. Abbiamo visto un paio di film di Bond che non vedevo da un po‘”. Tuttavia, tra le sorprendenti somiglianze con la trilogia di Austin Powers con Mike Myers e l’enorme budget che una parodia di Bond avrebbe richiesto, quell’idea non ha avuto successo.
A quel punto Brooker ha guardato il dramma romantico degli anni ’40 “Breve incontro” di David Lean e la storia di “Hotel Reverie” ha preso finalmente forma. “Ho pensato: ‘Oh, un classico romantico. Che ne dici di un film romantico d’epoca? È la cosa giusta da fare’. Un film romantico d’epoca, con una storia più semplice. E c’è qualcosa di un po’ alla Ritorno al Futuro [in questo film], come se avessi interrotto una storia e dovessi rimetterla in carreggiata.”
L’easter egg con “San Junipero”
Gli spettatori più attenti di “Hotel Reverie” hanno colto un riferimento diretto a “San Junipero”, strepitoso episodio queer della 3a stagione di Black Mirror. Sul finire di Hotel Reverie Rae riceve un pacco da Redream. In quella singola inquadratura vediamo il suo indirizzo fisico, che è “3049 Junipero Drive, Beverly Hills, 90211“. Genio di un Charlie Brooker.








