Mieli pedofilo? La morale a corrente alternata di Malan & co.

formigoniUn drappello di senatori cattolici si è da poco accorto che il circolo Mario Mieli di Roma ha partecipato alla “Strategia nazionale contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere” voluta dall’Unar, da realizzare a scuola. Gli stessi hanno fatto un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio chiedendo se sia opportuno che un’associazione intitolata a «un intellettuale che inneggiava apertamente alla pedofilia» possa essere considerata un ente formatore.

Gli eroi in questione sono il classico Giovanardi, l’imbarazzante Gasparri, il semprevergine Formigoni e l’astro nascente dell’omofobia di palazzo, Lucio Malan. Quest’ultimo dice di aver letto gli Elementi di critica omosessuale, riportando le frasi incriminate del libro in cui l’autore inneggerebbe ai rapporti pedofili. Credo che su questo occorra fare molta chiarezza, sia rispetto al pensiero stesso di Mario Mieli sia in merito all’obiettivo dei parlamentari in questione.

interpellanza_mieli

In primo luogo: Mieli non era pedofilo. La psicologia di allora (era il 1977) condannava l’omosessualità come perversione e per opporsi a quelli che l’autore chiamava “psiconazisti”, riabilita tutte le parafilie: coprofagia, zoofilia, necrofilia e sesso con i minori. Il punto di partenza era però estremamente diverso, rispetto a quello che vogliono farci credere i nostri “fantastici quattro”. Mieli, infatti, non teorizzava la libertà dell’adulto di abusare a suo piacimento del minore. Era semmai l’individuo sessualmente libero a poter disporre del suo corpo sin dalla più giovane età.

mieliStiamo parlando di quarant’anni fa e di un modello chiaramente utopistico. È scientificamente accertato – anche dalla psicologia, nel frattempo cambiata – che la sessualità debba avvenire tra soggetti paritari e consenzienti. E non può esserci rapporto simmetrico tra un adulto e un bambino. Ciò porta, va da sé, tutta una serie di implicazioni morali che il movimento LGBT non ha mai messo in discussione, ovvero: non si fa sesso con i bambini. Non siamo mica preti! L’interrogazione dei senatori risulta perciò pretestuosa e con il solo scopo di voler mettere sullo stesso piano pedofilia e omosessualità. Una novità assoluta a ben vedere…

Al di là del pensiero dell’autore degli Elementi, cerchiamo di capire l’assurdità del procedimento culturale portato avanti dai signori sopra menzionati. Partendo da alcune evidenze. Il testo incriminato è stato pubblicato prima da Einaudi e poi da Feltrinelli, case editrici di comprovata professionalità. Ammettere che Mieli fosse un teorico della pedofilia significa screditare in primo luogo chi lo ha pubblicato. Fossi nei responsabili delle case editrici, agirei nelle sedi opportune contro quello che si profila come reato di diffamazione.

Ancora sui senatori in questione, così attenti su quanto accade altrove, ma forse un po’ distratti in casa loro: ricordate il famoso convegno omofobo di Milano con tanto di marchio Expo? C’era un prete, tale don Inzoli, tra i partecipanti, incriminato per atti pedofili. E chi c’era seduto vicino a lui, una fila davanti? Proprio il senatore Formigoni. Prima di chiedere al presidente del Consiglio spiegazioni sul Mieli, forse dovrebbe capire chi fa certi inviti a convegni ai quali lui stesso partecipa, sempre se vuole apparire credibile.

inzoli_convegno_milanoStrano poi che questi signori frequentino piazze e associazioni che si battono in prima linea contro legge 194, divorzio, educazione alle differenze, lotta all’omofobia, unioni civili, ecc, ma che – almeno a mia memoria – mai si siano distinti in una campagna contro gli abusi sui minori interni a quella chiesa cattolica a cui dicono di appartenere e a quella famiglia tradizionale che pretendono di difendere. Non era Gesù, loro leader spirituale, che diceva che prima di guardare alla pagliuzza dell’occhio del vicino occorre togliersi la trave che acceca il proprio sguardo?

E a proposito di testi citati: la condanna all’omosessualità risale all’episodio biblico di Sodoma. Cosa riporta quel testo? Lot, presagendo che i suoi concittadini vogliono stuprare gli angeli mandati da Dio, dice: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini» (Genesi 19, 7-8). Se volessimo ribaltare i termini della questione e giocare a citare passi decontestualizzati, ne consegue che la Bibbia è un testo che teorizza (e sacralizza) lo stupro. Sempre in Italia, per altro, esiste tale “Gruppo Lot” a favore delle teorie riparative che ha partecipato alla famigerata malanpiazza del Family Day, dove c’erano i quattro senatori. Seguendo il loro schema mentale: è opportuno che un politico che si dice “cattolico” possa sedere in parlamento, visti i testi sacri di riferimento?

Ricapitolando: il Mieli è famoso a Roma per il suo impegno civile in ambiti quali salute, contrasto al bullismo omofobico, assistenza carceraria, promozione della cultura, ecc. Ha un curriculum che parla da sé. L’azione politica dei quattro senatori sembra invece orientata a gettare discredito sulle persone LGBT, con pretesti e inesattezze, con l’unico scopo di affossare le unioni civili. Questi i fatti, davanti agli occhi di chiunque. È oggettivamente grave, infine, che per impedire che gay e lesbiche abbiano diritti di base, siano dipinti come potenziali violentatori di infanti. Criminale, oserei dire. E di questo qualcuno, prima o poi, dovrà risponderne.

Condividi con i tuoi amici

Leggi Anche

Commenta l'articolo

3 commenti

  1. Era uno che mangiava in maniera “esoterica” la cacca e che voleva libertà sessuale per chi voleva “insegnare” a fare sesso ai bimbi. Se non è pedofilia questa? Anche i pedofili dicono che amano i ragazzini che vogliono sodomizzare, ragionando così liberalizziamo tutto, anche la zoofilia! Pedofili sempre e comunque vanno annientati, peccato non ci sia la pena di morte per questi elementi innaturali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *