Il boicottaggio continua e il Brunei tenta ancora di difendersi: la disperata scusa del sultano

Anche il sultano ha tentato di difendere il loro codice penale. Ma come il suo ministro, ha solamente peggiorato le cose.

brunei
2 min. di lettura

A volte, le sanzioni e il boicottaggio degli hotel di proprietà del sultano del Brunei funzionano. O fanno paura. Dopo l’entrata in vigore del nuove codice penale basato sulla sharia, l’intervento del ministro degli Esteri del piccolo Stato non aveva sortito l’effetto desiderato, dato che non aveva annunciato alcun passo indietro, bensì aveva difeso le nuove regole, che prevedono la lapidazione per le persone omosessuali. Affermare che le lapidazioni sarebbero state rare non significa che non ci saranno, tant’è che c’è una legge che lo permette. E che rende illegale l’omosessualità.

Impaurito dalle decisioni che il Parlamento Europeo potrebbe adottare verso di loro, il sultano ha deciso di intervenire personalmente, scrivendo una lettera in cui parla appunto del codice penale, inviata poi agli uffici UE. Ha annunciato una revisione del codice? Ha deciso di fare un passo indietro? Legalizzerà l’omosessualità e il matrimonio egualitario? Naturalmente, nulla di tutto questo. Anzi, ha difeso ancora una volta la sua decisione. 

Tolleranza, rispetto e comprensione: le richieste del sultano del Brunei all’UE

Saranno escluse tutte le prove circostanziali (non sono prove dirette, ovvero che confermano che una determinata persona sia la responsabile dell’atto) e ci dovrà essere la testimonianza di almeno due persone di alta statura morale e di fede. Queste le prime scusanti, che dovrebbero difendere il codice e far capire che la lapidazione sarà un fatto molto raro. Il tentativo è quello di prevenire i valori tradizionali, e per questo il sultano ha chiesto all’UE comprensione, tolleranza e rispetto. 

La lettera di quattro pagine è l’ultimo tentativo del Brunei di difendersi dagli attacchi che stanno ricevendo da settimane. Mentre molti omosessuali stanno scappando dal Paese, una mobilitazione internazionale ha preso vita davanti gli alberghi del sultano, e negli ultimi giorni il Parlamento Europeo ha chiesto a Bruxelles di intervenire. La proposta prevedeva il congelamento dei beni, il divieto di approvare visti e l’inserimento nella lista nera degli hotel appartenenti al sultano. Se queste sanzioni fossero approvate, si vedrà se i “valori tradizionali” saranno più importanti del denaro.

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