Burundi, è caccia ai gay: due ragazzi arrestati perché ballavano assieme

Il Paese africano è stato uno dei 13 ad aver contro l’abolizione della pena di morte per i gay.

Facebook Twitter Messenger Whatsapp

Il Burundi ha annunciato una caccia ufficiale indirizzata alla comunità LGBT.

Le ultime notizie emerse riportano di membri della comunità LGBT, compresi i giovanissimi, imprigionati e forzati a pagare per la libertà: ad annunciarlo la stessa polizia lo scorso 6 ottobre. Quelli che non possono permetterselo vengono picchiati e torturati. Abbracciato tra il Ruanda, il Congo e la Tanzania, il Burundi è stato uno dei 13 Paesi che hanno votato contro il bando voluto dalle Nazioni Unite alla pena di morte per i gay.

Bakari Ubena, un giornalista specializzato in diritti umani, ha raccontato: “L’unica ragione della caccia? Il loro orientamento sessuale: il governo dice che l’omosessualità è contro la cultura del Burundi”. E rivela che anche le associazioni LGBT sono state chiuse dalla polizia.

Jean-Daniel Ndikumana, un avvocato gay che ora lavora in Belgio ma originario del Burundi, ha condannato gli arresti e rivelato un episodio risalente al 4 ottobre quando la polizia avrebbe ammanettato sette persone a Kamenge (comune del Burundi di 65.000 abitanti), di cui due sotto i 18 anni. I due sarebbero stati rintracciati dopo la diffusione di un video su Facebook in cui ballano assieme.

Omofobia

Pillon, interrogazione parlamentare in difesa dell’avvocatessa che aveva detto “i gay sono malati”

Persino il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova aveva preso le distanze dalla donna, che aveva scritto sui social "l’omosessualità è un disturbo psichiatrico e che chi ne è affetto non può lavorare a contatto con i minori, altrimenti questi disturbati trasmetteranno il disturbo nelle scuole".

di Federico Boni