84 anni il prossimo 24 aprile, Barbra Streisand è una delle più grandi e indiscutibli leggende d’America, dall’alto dei suoi 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, due premi Oscar come miglior attrice per Funny Girl e per la miglior canzone in A Star is Born, cinque Emmy Award, undici Golden Globe, dieci Grammy Award, un Tony Award, due Cable Ace award, l’American Film Institute’s Lifetime Achievement Award, due David di Donatello e una Palma d’Oro alla Carriera che le verrà consegnata il prossimo 23 maggio durante la serata di premiazione del Festival di Cannes.
Cannes 2026 celebra Barbra Streisand
“È con orgoglio e profonda umiltà che sono onorata di unirmi al gruppo di ex vincitori della Palma d’Oro Onoraria, il cui lavoro mi ha ispirato a lungo“, ha dichiarato Streisand. “In questi tempi difficili, i film hanno la capacità di aprire i nostri cuori e le nostre menti a storie che riflettono la nostra comune umanità e a prospettive che ci ricordano sia la nostra fragilità che la nostra resilienza. Il cinema trascende i confini e la politica e afferma il potere dell’immaginazione nel plasmare un mondo più compassionevole”.
“Star mondiale, Barbra Streisand è prima di tutto un’artista, che avvia progetti che riflettono chi è, che sono suoi e che condivide con il mondo intero“, ha dichiarato il direttore del festival Thierry Frémaux. “È la leggendaria sintesi tra Broadway e Hollywood, tra il palcoscenico del music hall e il grande schermo. Ascoltarla cantare e vederla esibirsi fa parte dei nostri anni migliori”.
Anche Peter Jackson, regista de Il Signore degli anelli, riceverà la Palma d’Oro alla carriera, con Park Chan-wook presidente di giuria. Tra i precedenti vincitori della Palma d’Onore figurano Peter Jackson, Agnès Varda, Marco Bellocchio, Jodie Foster, Meryl Streep, Robert De Niro e Tom Cruise. Il comunicato stampa diramato dal Festival ha anche sottolineato l’impegno filantropico della Streisand, tra cui il Barbra Streisand Women’s Heart Center presso il Cedars-Sinai Heart Institute e il sostegno della Streisand Foundation all’uguaglianza di genere e delle minoranze, ai diritti LGBTQ+, alle questioni ambientali, alla ricerca medica e all’educazione artistica per i bambini svantaggiati. Ancor prima di Cannes 2026, secondo quanto riportato da Variety Barbra Streisand dovrebbe esibirsi agli Oscar domenica notte l’emozionante monento “In Memoriam”, in omaggio all’indimenticato compagno di set di “Come eravamo” Robert Redford.
Da sempre e per sempre icona, Barbra Streisand

Da sempre icona gay, Barbra Streisand è stata forse la madre di tutte le icone LGBTQIA+ d’America, una volta morta Judy Garland. Un legame nato nei primi anni ’60 nei club di Greenwich Village, quello di Barbra con la comunità LGBTQIA+, poi consolidatosi in decenni di carriera tra musica, cinema e vita privata. Streisand ha infatti un unico figlio, Jason Gould, nato nel 1967 dal matrimonio con l’ex marito Elliott Gould, che è gay dichiarato dall’età di 25 anni. Jason fece coming out nel 1991, dalle pagine di un tabloid. Streisand difese da subito l’amato figlio, con parole nette e inequivocabili: “Non vorrei mai che mio figlio fosse nient’altro che quello che è”. “È solare, gentile, sensibile, buono. Cosa potrebbe chiedere di più un genitore? Sono stata benedetta”.
C’è poi l’infinita parte artistica, che vede Barbra inarrivabile icona con quell’estensione vocale di circa tre ottave che la collocano spesso come un mezzo-soprano lirico. Il suo debutto teatrale e il successo cinematografico con Funny Girl la consacrarono come la “diva” per eccellenza, figura centrale nel camp e nell’immaginario collettivo gay, oltre ad essere stata tra le prime grandi star a schierarsi apertamente per i diritti civili e a sostenere la ricerca contro l’hiv/aids. Da sempre al fianco di The Human Rights Campaign, nel 2016 appoggiò la candidatura di Hilary Clinton alla presidenza USA con un evento a tema Lgbt, mentre nel 1983 interpretò Yentl nell’omonimo film da lei stessa diretto, travestendosi da uomo e denunciando la disparità di genere che in quell’epoca era pura e semplice normalità.
Ma come dimenticare l’esuberante protagonista di Hello, Dolly!, Funny Lady, il secondo remake di È nata una stella dopo la versione del 1954 con Judy Garland, Pazza, la doppietta in sala comedy Mi presenti i tuoi? / Vi presento i nostri e il suo ultimo film Parto con mamma, nel 2012, senza dimenticare le 3 esperienze da regista con Yentl, Il principe delle maree e L’amore ha due facce. Perché Barbra Streisand in 60 anni di carriera ha fatto tutto, con i suoi 66 album pubblicati, il teatro, il cinema, la regia, la filantropia, l’impegno politico che l’ha sempre vista sostenitrice del Partito Democratico statunitense, l’amore più volte esplicitato per Anna Magnani ed Eleonora Duse, Mariangela Melato e Monica Vitti, e la vicinanza alla comunità LGBTQIA+ sempre rivendicata con orgoglio.


