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Il Catania Pride si prepara per scendere nelle strade sabato 5 luglio 2025. Non sarà una data qualsiasi: l’edizione di quest’anno vuole celebrare i 25 anni dal primo corteo che attraversò la città. Per chi conosce la storia arcobaleno di Catania, è un passaggio importante, un “Pride d’argento” che assume un significato simbolico e che arriva dopo un altro traguardo festeggiato l’anno scorso, quando nel 2024 sono stati celebrati i 30 anni dalla prima manifestazione in piazza, chiamata all’epoca “Gay Pride”, organizzata in piazza Vincenzo Bellini. Due anniversari che raccontano un percorso fatto di conquiste, sfide e coraggio.
L’appuntamento del 5 luglio 2025 è già fissato, ma i dettagli su orari, luogo di partenza del corteo e iniziative collaterali saranno resi noti nei prossimi mesi. Catania Pride invita a seguire le proprie pagine social per aggiornamenti e novità. Si annunciano momenti di confronto, ospiti speciali e un percorso che andrà ben oltre il semplice arco di un pomeriggio. L’idea, come sempre, è di coinvolgere scuole, istituzioni, realtà associative e cittadini, per fare di Catania un laboratorio di dialogo e un luogo dove le differenze possano convivere al meglio
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Dalla prima “Festa dell’orgoglio omosessuale” con poche centinaia di persone ai cortei attuali con migliaia di partecipanti
Nel 1994, un gruppo di attivisti di Arcigay Pegaso decise che era tempo di organizzare una Festa dell’orgoglio omosessuale in pieno centro, a Catania. Fu un evento ancora timido, con poche presenze e un clima di diffidenza generale, ma che aprì la strada a esperienze successive. Solo sei anni più tardi, nel 2000, ci si spinse oltre, portando la manifestazione dalle piazze alle strade: nacque così la prima parata, un corteo che avrebbe poi dato forma al Catania Pride come oggi lo conosciamo. Quel passaggio fu anche un atto di intersezione con lo scenario nazionale, in quanto il Pride etneo si legava al World Pride di Roma.
La “Resistenza queer” catanese

Ogni anno, il Pride catanese ha saputo rinnovarsi, pur rimanendo fedele al suo spirito originario. Nell’edizione 2024, gli organizzatori hanno scelto lo slogan “Resistenza queer” e migliaia di persone hanno percorso via Etnea tra musica, cartelli e bandiere arcobaleno. Il documento politico parlava del sistema patriarcale e cis-eteronormativo che va superato, di un modello capitalista ritenuto insostenibile per le persone e per l’ambiente, e di un urgente bisogno di cambiamento. Tra le fila di quel corteo, la comunità LGBTQIA+ ha ricordato di essere parte attiva di una lotta che tocca tutti gli ambiti della società: “Siamo ancora soggettività marginalizzate e discriminate da quel sistema che, come in un complesso gioco di scatole cinesi, racchiude in sé vari livelli di criticità contro le quali combattere“, si legge nello scorso documento politico di Catania Pride.
L’eredità di Arcigay Pegaso e il ruolo del territorio
A Catania, l’associazionismo ha radici profonde, alimentate anche da eventi tragici come il “Delitto di Giarre” del 1980, in cui furono uccisi due giovani perché omosessuali. Quella vicenda sconvolse l’opinione pubblica e dette la spinta alla nascita di Arcigay a Palermo, gettando le basi per un’attività di rivendicazione che presto si sarebbe estesa a tutta la Sicilia. A Catania, Arcigay Pegaso è tuttora l’associazione di riferimento: iniziata negli anni Novanta con le prime manifestazioni di piazza, si è poi formalizzata nel 2006, continuando a promuovere progetti e iniziative a favore della comunità LGBTQIA+.
Oggi Arcigay Pegaso ha una sede in via Verona 84/86, aperta a chiunque abbia bisogno di uno spazio sicuro, di assistenza o di un semplice confronto. Al suo interno operano vari gruppi e sportelli: c’è un gruppo giovani per gli under 30, un gruppo transfemminista e un altro dedicato alla salute sessuale. Tutto questo s’intreccia con il percorso del Pride: i cortei non sono episodi isolati, ma il culmine di un lavoro ininterrotto sul territorio.
Un traguardo di 25 anni e tanti passi avanti

Arrivare ai 25 anni di Pride vuol dire ripercorrere storie individuali e collettive che hanno cambiato il volto di Catania. Nel 1994, le persone erano poche e si nascondevano in fondo alla piazza, timorose di mostrarsi. Oggi i cortei contano migliaia di partecipanti, segno di una città che, come dice la presidente di Arcigay Catania Vera Navarrìa, è “più felice grazie all’attivismo LGBTIQ+”. Il Pride è diventato non solo una festa, ma una forma di resistenza culturale: un modo per affermare che esiste un’altra Catania, aperta e pronta a difendere le differenze contro ogni forma di violenza e discriminazione.
Un cammino di lotta e solidarietà
Il Pride d’argento etneo rappresenta dunque un’occasione per guardare al passato con gratitudine, riconoscendo chi ha aperto la strada quando esporsi comportava un rischio enorme, e per affrontare il futuro con rinnovata determinazione. Da quell’evento in piazza Bellini del 1994 al primo corteo del 2000, fino alle edizioni più recenti, Catania ha raccontato una storia di crescita, di prese di posizione e di conquiste sociali.
Catania Pride 2025 promette di essere un nuovo tassello di questa narrazione: 25 anni di cammino, dove verrà nuovamente lanciato un messaggio di resistenza, speranza e amore per una città che non smette di battersi per la libertà di ogni persona.
Qui trovi il calendario costantemente aggiornato dei Pride 2025 in Italia
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