“Non avevo mai conosciuto donne trans prima d’allora. All’inizio pensavo fossero donne”
Poi, don Andrea ha capito che in effetti si trattava di donne. Di donne trans. Prima l’ascolto, poi la cura: pacchi alimentari e visite mediche, documenti e scuola di italiano, tavoli condivisi dove il pane ricomponeva i frammenti. Nel 2021 si muove perché ci siano i vaccini in Vaticano anche per loro; nel 2022 accompagna le sue parrocchiane all’incontro con Papa Francesco. Mani strette, lacrime non smentite, una frase che resta:
“siamo tutti uguali agli occhi di Dio”.
Ora va detto che sappiamo bene che una domanda fluirà intrepida alla mente di chi legge, ritenendo – a ragione – di essere davanti a un giornale saldamente laico, razionale, democratico e critico verso tutto ciò che è anti-scientifico: ma perché raccontare su Gay.it di un prete che dà risposte a donne trans che inseguono l’amore di un dio di una religione monoteista? La risposta di chi scrive sta nelle parole che pronunciò quel vecchio saggio gesuita di Bergoglio, buono e furbo quanto volete, che disse a proposito delle persone omosessuali:
“Chi sono io per giudicare?”

Don Andrea Conocchia ricorda che il Vangelo non è un codice penale: è porta, acqua, tovaglia. Sa che molte donne trans vivono ai margini, tra prostituzione forzata, dipendenze, baracche nella pineta; e tuttavia ti offrono un piatto caldo, come fosse liturgia. Ad Alessia Cesana che l’ha intervistato per il National Catholic Reporter ha detto
“Sono il primo ministro nella storia della Chiesa cattolica ad aver reso possibile questo incontro straordinario, e ne sono profondamente grato”
“La realtà è più grande delle idee“, ripete Don Andrea: la riconciliazione comincia quando smetti di chiedere identità e inizi a guardare il volto. A proposito della deriva transfobica che sta devastando il globo anche nelle società occidentali don Andrea dice: “Per le persone trans, oserei dire che si tratta di un’emergenza“.
La sua parrocchia diventa una casa dove le trans cattoliche possono pregare, confessarsi, sedere ai primi posti senza paura. La Chiesa, qui, non è un tribunale che assolve o condanna, ma una comunità ospitale che riconosce persone prima delle categorie. Insomma, qualcosa che somigli più a Cristo che alle dorate stanze del potere vaticano.
Alcune frasi di Don Andrea raccolte da NCR e rilanciate da La Tenda di Gionata che mi hanno colpita:
“Alcune vivono letteralmente in capanne nella pineta, senza elettricità né acqua, minacciate dai cinghiali. Sono invisibili, ignorate”
“Quando ci manca la conoscenza diretta e la capacità di ascoltare, rischiamo di dimenticare che la realtà è molto più grande delle idee”
“Ho sperimentato un amore incondizionato, donato liberamente e non meritato”
Intervistato da Sat2000 nel lontano 2021 don Andrea (qui il video su YT) dice: “Dove c’è Dio devono esserci le persone“. E poi dice: “Chi ha deve mettere per chi non ha“.
Per un cattolico LGBTIAQ+ (io non sono cattolica, né cristiana nda) questo è l’essenziale: non devi scegliere tra fede cristiana e accoglienza. C’è un prete, a un’ora da Roma, che continua a fare ciò che dovrebbe essere normale: apre la porta, benedice il pane, accompagna chi chiede pace.
Fonti
- National Catholic Reporter – Q&A con p. Andrea Conocchia (2025)
- El País (EN) – Le donne trans che hanno incontrato Papa Francesco (2025)
- New Ways Ministry – Come una parrocchia è cambiata con la presenza delle donne trans (2025)
- The Washington Post – Con la benedizione di Francesco, la Chiesa italiana e la comunità trans (2022)
- La Tenda di Gionata
