Dal 17 giugno 2025, Netflix ha portato sulla sua piattaforma Matogrosso, il biopic dedicato all’artista brasiliano che ha trasformato il palcoscenico in un atto politico e di liberazione. Diretto e scritto da Esmir Filho, il film racconta la vita e la forza rivoluzionaria di Ney Matogrosso, interprete, performer, sex symbol e simbolo queer di resistenza in un Brasile ancora segnato dall’autoritarismo e dal pregiudizio di genere.

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Chi è Ney Matogrosso, tutto sul cantante queer brasiliano
Nato nel 1941 a Bela Vista come Ney de Souza Pereira, figlio di un militare severo e di una madre affettuosa, Ney Matogrosso cresce immerso nella natura e con una sensibilità artistica che fin da giovane lo spinge a ribellarsi all’ambiente familiare rigido. La fuga verso la libertà coincide con la scoperta della musica, che diventa il suo linguaggio identitario.
Negli anni Settanta, la sua voce inconfondibile da controtenore e la sua presenza scenica androgina conquistano il Brasile con il gruppo folk-rock Secos & Molhados. Il loro album d’esordio del 1973 vende oltre un milione di copie e impone la band come un fenomeno culturale. Ma l’animo irrequieto e indipendente di Ney lo porta presto a intraprendere la carriera solista che lo renderà leggenda.
Una carriera tra arte e provocazione
Il successo da solista consacra Matogrosso come artista capace di unire teatro, erotismo e politica. I suoi concerti, caratterizzati da costumi audaci e movimenti sensuali, diventano atti di sfida al regime militare e ai codici morali del tempo.
Sulla scena, il corpo di Matogrosso diventa simbolo di libertà: un’arma artistica contro l’oppressione e le convenzioni di genere. Nonostante le critiche dei censori, continua a esibirsi senza filtri, alternando momenti di ironia e trasgressione a interpretazioni intense di brani divenuti cult come América do Sul, Bandolero e Homem com H – canzone che diventerà anche il titolo originale del film e una chiave interpretativa del suo stesso messaggio.
Il biopic: la visione di Esmir Filho
Il regista Esmir Filho sceglie di raccontare il percorso umano e politico di Ney Matogrosso privilegiando la dimensione intima e sensoriale rispetto al classico racconto “da biografia musicale”. La pellicola, liberamente ispirata alla biografia Ney Matogrosso: A biografia di Julio Maria, traccia una storia di emancipazione: dall’autorità paterna all’amore libero, dai palchi dei teatri brasiliani alla consapevolezza di sé come corpo politico.
Il film attraversa gli anni più duri della dittatura, la nascita della scena glam latinoamericana, il rapporto con la malattia e la perdita durante la crisi dell’AIDS. Ney è interpretato da Jesuíta Barbosa, che offre una performance travolgente e fisica, riuscendo a catturare la carnalità del personaggio e la sua energia fluida.
La voce che si ascolta nei numeri musicali è invece quella autentica del cantante brasiliano, scelta che restituisce al protagonista tutta la sua forza iconica.
Un simbolo di libertà e identità queer
“Matogrosso” è un film biografico sulla libertà di essere. Attraverso il corpo di un uomo che rifiuta ruoli predefiniti, Esmir Filho racconta una resistenza estetica e politica. In un Brasile attraversato dalla censura, Ney Matogrosso ha reso queer la ribellione, fondendo arte sperimentale e successo popolare fino a diventare un simbolo di autenticità e coraggio.
Rolling Stone lo ha definito tra i tre più grandi cantanti latinoamericani di tutti i tempi. Più che un musicista, Ney Matogrosso è un linguaggio, un modo di incarnare libertà, fluidità e rivolta.
Matogrosso celebra proprio questo: l’uomo che ha avuto il coraggio di essere se stesso.
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