Chiude il Village Voice, storico giornale di New York portavoce delle battaglie LGBT

Era nato nel 1955 nel Greenwich Village di Manhattan, quartiere abitato storicamente da artisti e intellettuali di sinistra.

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Il Village Voice, storico giornale newyorkese, famoso per le sue inchieste e per la sua sezione di critica, chiuderà i battenti a causa dei problemi economici della testata.

Negli anni ’60 e ’70 era stato uno dei portavoce delle battaglie per i diritti civili, soprattutto quelle della comunità gay.

Il Village Voice, che nel corso del tempo ha vinto tre premi Pulitzer, nel 2015 aveva cambiato proprietà, e un anno fa aveva già interrotto le pubblicazioni cartacee (da sessant’anni veniva distribuito gratuitamente a New York).

Era nato nel 1955 nel Greenwich Village di Manhattan, un quartiere abitato storicamente da artisti e intellettuali di sinistra. Inizialmente si occupava soltanto delle notizie che riguardavano il quartiere, per poi allargarsi a coprire le altre zone della città negli anni ’60. Era caratterizzato dallo spirito critico, provocatorio e alternativo, indagava sulle politiche locali e dava conto delle novità più interessanti in campo culturale, cominciando come punto di riferimento della Beat Generation e raccontando poi le trasformazioni della controcultura newyorkese.

Per anni le inchieste del giornale hanno preso di mira imprenditori e politici locali newyorkesi. Tra questi in molte occasioni c’è stato anche Donald Trump, tanto che le scoperte del Village Voice spesso sono diventate un punto di partenza importante per le successive indagini giornalistiche sul conto dell’attuale presidente degli Stati Uniti.

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