Sarah McBride attacca il movimento per i diritti trans e invita all’autocritica, l’intervista potente

La prima deputata trans al Congresso USA riflette sul crollo del consenso e invita la comunità a recuperare la grazia politica.

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Sarah McBride critica movimento trans New York Times
Sarah McBride critica alcune scelte di postura politica del movimento trans in una intensa intervista rilasciata al podcast di Ezra Klein e pubblicata in forma testuale anche sul New York Times
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Sarah McBride, prima persona transgender eletta al Congresso degli Stati Uniti, ha partecipato a un lungo episodio del podcast “The Ezra Klein Show” del New York Times per riflettere sul fallimento della sinistra progressista — e in particolare del movimento per i diritti trans — nel mantenere vivo il consenso dell’opinione pubblica. Le critiche provenienti da una autorevole esponente della comunità trans risuonano pungenti non solo per le persone T, ma per tutta la comunità LGBTIQ+ che negli ultimi anni ha avviato un processo di radicalizzazione.

Secondo McBride, alla quale i repubblicani plasmati dalla ferocia di Trump volevano negare l’accesso ai bagni femminili al Congresso, negli ultimi anni si è smarrito il cuore stesso del cambiamento democratico: la capacità di persuadere:

“Non siamo in questa situazione perché la comunità trans ha sbagliato. Ma il modo in cui abbiamo portato avanti le battaglie ha smesso di funzionare”

L’ex senatrice del Delaware denuncia un eccesso di fiducia seguito alla conquista del matrimonio egualitario, che ha portato a una campagna culturale troppo avanzata per una società ancora ferma a “Trans 101”. Nello slang americano “Trans 101” allude a un elenco di spiegazioni elementari per chi non sa nulla di identità trans: questioni basilari come la differenza tra sesso e genere, cosa significa essere transgender o non binariə.

Perché negli USA di Trump le persone trans si stanno armando con pistole e fucili?

In molti, afferma McBride, hanno appoggiato i diritti trans solo per evitare l’errore commesso con quelli gay: un sostegno fragile, che si è sciolto appena è iniziato il contrattacco politico e mediatico della destra.

I dati lo confermano. Secondo recenti sondaggi, la maggioranza degli americani oggi appoggia le restrizioni volute da Trump ai diritti trans nei contesti sportivi, scolastici e sanitari. Ma, osserva McBride, non è colpa del linguaggio sbagliato dei singoli: è l’intero sistema di comunicazione che ha premiato i toni più estremi, condannando al silenzio chi cerca confronto.

Abbiamo confuso l’urgenza con l’intransigenza“, dice. la deputata democratica “Abbiamo chiesto alle persone di usare le parole perfette invece di costruire alleanze imperfette ma strategiche“.

McBride difende la necessità di una cultura politica che lasci spazio al dissenso interno, che distingua tra chi sbaglia in buona fede e chi agisce con odio, che riconosca la fatica delle persone marginalizzate ma non trasformi “la grazia in un lusso borghese“. E cosa sarà mai questa “grazia politica” invocata dall’esponente democratica? “È la capacità di creare spazi dove ci si può anche non capire subito. È l’assumere che chi sbaglia non lo fa per odio. L’ho visto in Delaware: ci si ascolta di più, si abbassa la temperatura. E sì, chiede più impegno a chi è marginalizzato. Ma il cambiamento è sempre stato ingiusto e faticoso“.

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Una grazia che spesso manca nelle alzate di scudi identitarie issate talvolta con troppa aggressività: “Abbiamo fatto passare l’idea che un errore verbale equivalga a un’aggressione. Ma spesso è solo ignoranza. L’importante è distinguere chi sbaglia in buona fede da chi lo fa apposta. Abbiamo smesso di considerare il contesto, e questo allontana le persone

Durissima McBride sulla febbre da social network: “Si premiano i contenuti estremi, ma non si crea consenso. L’80% delle persone scrolla passivamente; il 20% – diviso tra estrema destra e sinistra – posta. Ma ciò crea una percezione falsata della realtà, polarizza. La politica non si fa con i like“.

Quindi un passaggio di strategia politica. Alla domanda di Klein su come la destra abbia usato bene temi divisivi come lo sport, i bambini, le drag queen, la deputata risponde “Il problema è che abbiamo fatto passare l’idea che per essere alleati bisogna essere perfetti. Ma così, se sbagli anche solo una parola, sei fuori. La destra è stata brava a prendere queste persone e dirgli: ‘Da noi sei il benvenuto’. E così si crea una frattura irreparabile“.

La deputata parla della sua visione liberaleL’ho coltivata. Ho visto i miei genitori cambiare, imparare. Ho imparato io stessa a concedere spazio all’altro. E ho visto funzionare questo approccio: nel Delaware, nella mia famiglia, nella politica” e racconta anche episodi personali: le pressioni ricevute da destra — come le polemiche sui bagni — ma anche la freddezza di una parte della sinistra per il suo rifiuto di alimentare polemiche da social. “Mi accusavano di normalizzare l’odio perché non reagivo. Ma a volte, non rispondere è la scelta più forte“.

Per McBride, serve un ritorno a una politica paziente, capace di accettare compromessi tattici senza rinunciare ai principi:

Nessuna legge sui diritti civili è mai passata tutta in una volta. Ogni progresso è stato costruito nel tempo, attraverso imperfezioni, negoziazioni, contraddizioni“.

Un appello alla comunità:

Se continuiamo a escludere chi è con noi nel 90% delle cose perché sbaglia una parola, avremo un movimento puro — ma irrilevante“.

Infine la stoccata:

“Abbiamo scambiato il cinismo per lucidità. Ma la speranza va coltivata. È l’unica strada che porta al cambiamento vero. Le generazioni prima di noi avevano molte più ragioni per perdere la speranza. Eppure hanno lottato.”

© Riproduzione riservata.

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stock spir 9.7.25 - 12:30

E' strano che tentare di infilare persone biologicamente uomini in competizioni femminili non sia stato preso come esempio di pretesa assurda che ha portato a questo. E anche la pretesa di chiedere a gente normale di far finta che esistano persone non binarie, ed adeguarsi alla follia. Sono assurdita' simili a quelle delle religioni, che fortunatamente stanno scomparendo tra la gente normale, perche' far finta di essere scemi sta passando di moda.