CitizenGo chiede l’eliminazione dei colori rainbow nella metro di Milano

Il gruppo integralista non è nuovo ad attacchi contro la comunità LGBT+.

citizengo
2 min. di lettura

CitizenGo torna a fare polemica contro i colori arcobaleno di una fermata della metro di Milano.

Non è giusto utilizzare i servizi pubblici per esaltare le idee di certi passeggeri a scapito degli altri“. La richiesta arriva dal gruppo integralista di CitizenGo, in Italia rappresentato da Filippo Savarese. Questa volta i conservatori se la prendono con i colori rainbow che hanno vivacizzato le pareti della fermata Porta Venezia, nella metropolitana di Milano.

L’abbellimento della fermata metropolitana era stato pensato da ATM per sostenere il Gay Pride di quest’anno. Il Comune aveva poi insistito affinché le pareti rimanessero “arcobaleno” in modo permanente. La fermata di Porta Venezia poi non era stata di certo scelta a caso: qui si trova la Gay Street e il quartiere più gay-friendly del capoluogo.

Le accuse del gruppo conservatore

Filippo Savarese, nella richiesta inviata ad ATM, rivendica il fatto che gran parte dei cittadini milanesi si sentirebbero in forte disaccordo con quella decisione, perché violerebbe il concetto di bene comune. Nella nota, il rappresentante di CitizenGo spiega anche che ATM con questa decisione ha voluto portare avanti le cause della comunità LGBT+, come matrimoni gay, utero in affitto e l’introduzione del gender nelle scuole con corsi creati ad hoc, ma in realtà storpiando completamente quello che la società di trasporti milanese voleva dimostrare.

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Ma quali sono queste cause? Matrimonio gay. Adozioni gay. Corsi scolastici sulla fluidità sessuale dei bambini. Utero in affitto. Poliamori/poligamia. Si tratta di cause ideologiche e politiche, totalmente divisive nella cittadinanza, peraltro largamente contraria a quasi tutte queste istanze.

CitizenGo conclude il suo attacco scrivendo che da questa iniziativa ogni città si potrebbe sentire in diritto di concedere un pezzo del proprio comune a una qualsiasi entità politica per soli fini elettorali, indicando così la comunità LGBT+ come una lobby operante nella politica italiana. La richiesta di ripristinare l’aspetto “normale” della fermata di Porta Venezia è stata indirizzata all’assessore alla Mobilità e all’Ambiente Marco Granelli e a Luca Bianchi, presidente di ATM.

CitizenGo da anni si batte per imporre un pensiero conservatore e bigotto alla società, attraverso l’imposizione dei crocifissi in tutti i luoghi pubblici, l’intitolazione a strade e ospedali a santi o personaggi collegabili all’epoca fascista e naturalmente contro l’ideologia gender e tutte le leggi e iniziative a favore della comunità omosessuale.

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herinanth 11.9.18 - 9:13

Uahoo, non sapevo che affiggere un arcobaleno su un muro implicasse appoggiare di tutto, dal gender al poliamore. Ma non ci sono gli asessuali! Non vengono considerati nemmeno dagli haters!

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Monsi67 11.9.18 - 4:38

Come ha scritto qualcuno sopra : Hanno ragione, subito via i crocifissi ed ogni altro simbolo religioso da ogni luogo pubblico

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Rocco Smit 10.9.18 - 18:57

Scusate,ma non possiamo pensare di colorare le fermate del metrò Non è con questi mezzucci che infastidiscono gli etero che noi gay usciremo dal nostro ghetto Ci saranno sempre gli omofobi forse aumenteranno dobbiamo capire che la società non è ancora pronta a tollerare la nostra diversità e cercare di non esagerare con istanze che la gente non può condividere Cerco di essere realista