Commissario Consiglio d’Europa esorta la Slovacchia a non bloccare il riconoscimento delle persone trans

"La proposta di riconoscere "solo il sesso maschile e femminile" rischia di negare la realtà delle persone trans e intersessuali". Anche la Slovacchia, come Polonia e Ungheria, sotto attacco UE per leggi dichiaratamente omobitransfobiche.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Slovacchia, la legge presentata dal Governo Fico chiede restrizioni per le coppie omosessuali e divieto di transizione di genere.
Slovacchia, la legge presentata dal Governo Fico chiede restrizioni per le coppie omosessuali e divieto di transizione di genere.
3 min. di lettura

Il principale commissario europeo per i diritti umani ha esortato la Repubblica Slovacca a riconsiderare un disegno di legge che eliminerebbe il riconoscimento legale delle persone trans.

L’omotransfobia in Costituzione?

Gli emendamenti proposti alla Costituzione slovacca da parte del governo guidato da Robert Fico consentirebbero al Paese di ignorare le leggi internazionali sui diritti umani per preservare la propria “identità nazionale” e rispondere a quelle che definiscono “domande etico-culturali fondamentali”. Uno degli emendamenti proposti riconosce “solo il sesso maschile e femminile”, negando di fatto l’esistenza di persone trans, non binarie o intersessuali.

Un altro emendamento, se approvato, limiterebbe i diritti di adozione, consentendo l’adozione solo alle coppie eterosessuali sposate. Si chiede inoltre di costituzionalizzare il diritto all’obiezione di coscienza in ambito sanitario, di introdurre l’obbligo di consenso genitoriale per l’educazione sessuale nelle scuole, di ridurre drasticamente l’accesso all’aborto e di vietare sia la fecondazione assistita che la gestazione per altri. Nel 2014 la Slovacchia aveva già inserito in Costituzione il principio secondo cui il matrimonio è “un’unione esclusiva tra un uomo e una donna”.

Per l’approvazione definitiva di questo nuovo pacchetto di emendamenti costituzionali sarà necessaria una maggioranza qualificata di almeno 90 voti su 150 in Parlamento.

La reazione del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa

“I parlamentari non dovrebbero adottare emendamenti alla Costituzione slovacca che compromettano la tutela generale dei diritti umani o che indeboliscano i diritti umani di specifici gruppi della società”, ha dichiarato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty.

Nei prossimi giorni, il Consiglio Nazionale della Repubblica Slovacca discuterà in seconda lettura gli emendamenti alla Costituzione presentati dal governo filo putiniano. Questi emendamenti hanno sollevato preoccupazioni da parte del Centro Nazionale Slovacco per i Diritti Umani, del Difensore Civico dei Diritti, della società civile e di diversi esperti legali. Tra le proposte si chiede che la Repubblica Slovacca mantenga la sovranità su questioni che rientrino nell’ampia nozione di “identità nazionale“, in particolar modo sulle “questioni etico-culturali fondamentali“.

Michael O’Flaherty, in tal senso, è stato netto:

“Temo che questa proposta sia in conflitto con il principio secondo cui nulla nel diritto interno di uno Stato, incluso il diritto costituzionale, possa essere invocato per giustificare un atto o un’omissione che violi il diritto internazionale. Ciò include l’obbligo previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Diritti Umani per dare piena attuazione ai diritti e alle libertà definiti in tale strumento. Inoltre, si estende a tutti gli altri trattati internazionali di cui la Repubblica Slovacca è parte, inclusi trattati del Consiglio d’Europa, come la Carta Sociale Europea, e gli strumenti globali sui diritti umani. Cercare di disapplicare diritti specifici perché riguardano l'”identità nazionale” sarebbe fondamentalmente incompatibile con gli obblighi internazionali della Repubblica Slovacca. Per quanto riguarda altri emendamenti, la proposta di riconoscere “solo il sesso maschile e femminile” rischia di negare la realtà delle persone trans e intersessuali e potrebbe avere un impatto sulle garanzie dei diritti umani, come l’accesso al riconoscimento legale del genere. Inoltre, una delle proposte presentate, volta a rendere tale riconoscimento biologicamente determinato, minerebbe completamente tale garanzia. Prendo atto che sono state sollevate preoccupazioni anche in merito agli emendamenti che incidono sulla vita familiare o sull’accesso a un’educazione sessuale completa alla luce degli standard internazionali. È fondamentale che i parlamentari prendano pienamente in considerazione tali preoccupazioni, anche quelle espresse da organismi nazionali indipendenti, e garantiscano che non vi sia alcuna riduzione dei diritti per alcun gruppo sociale. Accolgo con favore la proposta di garantire costituzionalmente la parità di retribuzione tra uomini e donne come passo positivo per garantire la parità di genere. Incoraggio il governo e i parlamentari ad affrontare questa importante questione attraverso un’altra iniziativa, slegata da misure che indebolirebbero i diritti umani. Faccio appello ai parlamentari affinché rispettino lo stato di diritto e i diritti umani di tutti nel Paese”, ha concluso Michael O’Flaherty.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

L’allarme di Amnesty International

Ad aprile Amnesty International aveva affermato che le “misure draconiane” slovacche avrebbero rischiato di “schiacciare i diritti delle persone LGBTQ+”, rappresentando un passo indietro per l’uguaglianza di genere. Il direttore di Amnesty International Slovacchia, Rado Sloboda, ha definito i contestati emendamenti come “un tentativo di rafforzare un ambiente sempre più ostile per le persone LGBTIQ+, minare l’uguaglianza di genere, lo stato di diritto e una più ampia tutela dei diritti umani in Slovacchia”. “Queste misure draconiane comprometterebbero ulteriormente l’uguaglianza di genere e approfondirebbero la repressione dei diritti delle persone LGBTIQ+, rispecchiando le pratiche pericolose di altri paesi come Ungheria e Polonia. I membri del Parlamento slovacco devono votare per respingere questo attacco ai diritti umani”.

La Repubblica Slovacca, che è entrata nell’UE 21 anni or sono, si colloca al 32° posto su 50 paesi nell’indice Equaldex sui diritti LGBTQ+ in Europa, appena sotto Polonia, Ungheria e Monaco, e al 33esimo nella Rainbow Map 2025 di Ilga, davanti a Lettonia e Italia.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.