Il Concorso di Cannes più queer di sempre è ormai arrivato alla sua conclusione, con l’attesissimo Coward di Lukas Dhont presentato ieri sulla Croisette, poche ore dopo La Bola Negra dei Los Javis. 3° film per 34enne regista belga, dichiaratamente gay e già visto alla Croisette con due opere acclamate e pluri-premiate come Girl e Close, qui alle prese con un’opera decisamente ambiziosa.
Coward di Lukas Dhont, la trama
Coward è ambientato nel corso della Prima Guerra Mondiale. Mentre il conflitto infuria Pierre (Emmanuel Macchia), un soldato appena arrivato al fronte, è ansioso di mettersi alla prova. Nelle retrovie incontra Francis (Valentin Campagne), che decide di sollevare il morale dei compagni mettendo in scena uno spettacolo teatrale. Mentre la violenza imperversa, entrambi cercano un modo per sfuggire alla brutalità della guerra, anche se solo per un istante.
Genesi di un film bellico a tinte queer, parla Lukas Dhont
Questa la sinossi di un film che ha preso vita da alcune vecchie fotografie in bianco e nero dei primi del ‘900, con vecchi soldati in guerra che mettevano in scena spettacoli per i loro commilitoni, come confessato dal regista belga a Variety. Alcuni di quei soldati si travestivano da donne per interpretare ruoli diversi, da ballerine di can-can a mogli innamorate, fino a madri in lutto.
“È una parte di storia che non avevo mai visto rappresentata prima“, ha sottolineato Dhont alla rivista. “Questo mi ha fatto venire in mente un sacco di idee. Ho pensato: ‘Wow, sarebbe davvero speciale vedere questi uomini creare uno spettacolo teatrale mentre sullo sfondo ci sono esplosioni, la guerra continua e la morte è ovunque intorno a loro. Coward è stato il film più impegnativo che abbia mai realizzato“, ha ammesso Dhont. “Stavo girando un film di guerra, ma avevo bisogno di trovare un modo per mantenere l’intimità che amo nei miei lavori precedenti. È stato complicato cercare di creare una scala e un mondo molto più ambiziosi dal punto di vista produttivo, ma provando a rimanere fedele alle emozioni dei personaggi. C’è molta violenza e brutalità, uomini che distruggono o vengono distrutti, ma c’è anche una storia d’amore“.
Il titolo “Coward” (Codardo) è denso di significato. Si riferisce agli uomini che, stanchi del caos e della carneficina che li circonda, abbandonano le loro postazioni di combattimento, anche se a rischio esecuzione. All’epoca sarebbero stati definiti codardi, seppur incredibilmente coraggiosi. “Volevo esaminare le nostre nozioni di eroismo“, ha proseguito Dhont. “Nei film di guerra, la mascolinità è rappresentata in modo molto ristretto. C’è l’idea che combattere per il proprio paese sia sempre un obiettivo nobile, e la paura di essere un codardo ha spezzato molte persone o le ha portate a indebitarsi”. “Parlo del passato, ma ho la sensazione di raccontare una storia che riguarda il presente”. “Si è parlato molto del possibile ritorno del servizio militare obbligatorio. E ti fa pensare: cosa faresti? Combatteresti per il tuo Paese? O cercheresti di resistere a quel circolo vizioso di violenza? L’eroismo, nel corso della storia, è stato spesso associato alla brutalità maschile. Volevo ribaltare questa prospettiva e parlare del coraggio necessario per amare”.
Coward di Lukas Dhont, le recensioni da Cannes 2026

“Lukas Dhont non sta cercando di “sovvertire” la storia… Piuttosto, Dhont offre una correzione a un tentativo molto più recente di cancellare ciò che già esisteva, sostenendo la sua tesi con forza, sfarzo e un fervore patriottico smisurato”, scrive The Wrap.
“Coward rompe gli schemi non tanto nella trama, ma nel suo interesse empatico per l’animo romantico dei suoi personaggi, regalando a questi uomini molte piccole ma significative vittorie nelle trincee più profonde del cuore”, scrive Robert Daniels su RogerEbert.com.
“Dalla narrazione incentrata sul teatro alla narrazione intima, “Coward” è un film splendidamente realizzato che esplora come le definizioni di coraggio e codardia cambino a seconda del punto di vista“, si legge su Next Best Pictures.
“Lukas Dhont porta la sua struggente sensualità nel genere “la guerra è un inferno”, realizzando il suo film più appagante fino ad oggi. Abbracciando con grazia l’amore nel luogo più disperato – i desolati campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale – il terzo lungometraggio del regista belga trova un terreno fertile per il suo interesse per l’identità queer in pericolo e la mascolinità in crisi“, si legge su Variety.
“In Coward la guerra fa da sfondo a una riflessione sul coraggio che però si limita a ristagnare, senza mai acquisire una vera profondità drammatica. Tutto nel film è elaborato, dalla regia all’illuminazione, dalla fotografia alla colonna sonora squillante. È tutto così studiato e privo di mordente da sfociare nel melodramma”, scrive l’Hollywood Reporter.
“Lukas Dhont, nella sua breve filmografia, ha dimostrato di essere un regista che ha lo sguardo rivolto alle persone e a ciò che ci rende ciò che siamo. È un talento raro, di cui c’è grande bisogno in questi tempi difficili. Coward è una storia ambientata in tempo di guerra, ma affonda le sue radici nel cuore umano“, si legge su Deadline.
“Il film segue i canoni narrativi tipici di una storia d’amore repressa, sebbene i due protagonisti trasmettano un’intesa così vulnerabile e autentica da compensare la potenziale prevedibilità della sceneggiatura. Inizialmente civettuoli ma esitanti, Pierre e Francis finiscono per abbandonarsi alla passione, culminando in una scena di sesso erotico che comunica non solo la loro lussuria, ma anche il desiderio represso che questi uomini gay hanno dovuto tenere nascosto. Se a volte Coward può sembrare un po’ troppo raffinato e contenuto, gli intermezzi carnali contribuiscono ad alzare la temperatura”, scrive ScreenInternational.
“Lukas Dhont torna alla Prima Guerra Mondiale per la variante in trincea di Brokeback Mountain. Regia sontuosa, con qualche perdonabile flessione nella seconda parte“, scrive Valerio Sammarco per Cinematografo.it.
“Il contrasto fra la brutalità accennata della morte e della guerra e la tenerezza estrema della ricerca del bello, del sesso e del divertimento, è particolarmente ben messo in scena, grazie anche alle performance davvero convincenti dei due giovani protagonisti, Emmanuel Macchia e Valentin Campagne“, scrice Mauro Donzelli su ComingSoon.
“Coward di Lucas Dhont racconta l’amore di due soldati: sul fronte belga, nella Prima Guerra Mondiale, Pierre (Emmanuel Macchia) scopre di essere attratto da un commilitone a cui è stato chiesto di organizzare degli spettacolini en travesti per distrarre le truppe. Ma è come se il regista non sapesse decidersi tra la storia dell’attrazione omosessuale e l’incubo della guerra di trincea, che corrono paralleli quasi senza sfiorarsi, uno utilizzato per sottolineare l’orrore dei corpi martoriati e l’altro la scoperta della sessualità”, scrive Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera.
Coward di Lukas Dhont, la distribuzione italiana
Sarà MUBI a distribuire in Italia Coward di Lukas Dhont, presentato in Concorso alla 79ª edizione del Festival di Cannes. Tutto tace, per ora, sulla data d’uscita.
Lukas Dhont è tornato a collaborare con il co-sceneggiatore Angelo Tijssens e il produttore Michiel Dhont, consolidando il sodalizio creativo che ha contraddistinto i suoi precedenti film (Close e Girl, vincitore della Camera d’Or e della Queer Palm). Coward è una produzione the Reunion, Lumen, Topkapi Films & Versus (Opus) in co-produzione con France 2 Cinéma, VTM, RTBF, Proximus, BeTV & Orange. Il film è stato prodotto in associazione con The Common Humanity Art Trust e Portobello Productions. Il film è stata realizzato con il sostegno fondamentale del Flanders Audiovisual Fund (VAF) del Governo Fiammingo, del fondo economico Screen Flanders, Screen Brussels, della Federazione Vallonia-Bruxelles (FWB), Wallimage, CINÉ+ OCS, CNC, PICTANOVO Hauts-de-France, Sacem, del Netherlands Film Fund, del Netherlands Film Production Incentive ed EURIMAGES, con la partecipazione di France Télévisions. Coward è stato realizzato grazie alla misura del Tax Shelter del Governo Federale Belga, Casa Kafka & Lumière Invest. Il film è distribuito nel Benelux da Lumière e in Francia da Diaphana Distribution.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?