Questa mattina il presidente del Festival di Cannes Iris Knobloch e il delegato generale Thierry Frémaux hanno annunciato l’atteso programma della 79ma edizione della kermesse, in programma sulla Croisette dal 12 al 23 maggio. Park Chan-wook presiederà la giuria del concorso, con l’attrice francese Eye Haïdara che presenterà le cerimonie di apertura e chiusura. Due le Palme d’Oro onorarie assegnate, al regista neozelandese Peter Jackson e all’attrice, cantante e regista americana Barbra Streisand, icona tra le icone.
In corsa per la Palma d’Oro non ci sarà alcun film italiano, a voler quasi ribadire il momento nero vissuto dalla nostra produzione in aperta guerra con il governo Meloni e i tagli imposti dai ministri della Cultura Sangiuliano e Giuli, mentre ci sarà non poca cinematografia queer.
Sarà Palma d’Oro queer?

Tra i film più attesi spicca La Bola Negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo, conosciuti in Spagna come Los Javis e già registi della serie cult Veneno, interamente dedicata all’icona trans Cristina Ortiz Rodríguez e purtroppo mai arrivata in Italia. Ambrossi e Calvo hanno lavorato all’adattamento di un’opera incompiuta di Federico García Lorca, di cui sono sopravvissute solo quattro pagine. Uno scritto che sarebbe dovuto diventare la prima opera letteraria con un protagonista apertamente gay nella storia di Spagna, ma lo scrittore di Granada non riuscì a terminarla perché venne ucciso da uno squadrone delle forze nazionaliste nel 1936. Javier Ambrossi e Javier Calvo hanno diretto, scritto e prodotto un lungometraggio che proverà a spiegare cosa abbia significato essere una persona queer in tre diversi momenti storici. Il film prenderà inoltre spunto dal fenomeno teatrale La piedra oscura di Alberto Conejero, vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Drammatica. I due registi, già visti all’opera nel 2017 con La llamada, hanno lavorato a La Bola Negra per quasi 10 anni. Nel cast il premio Oscar Penelope Cruz, Lorenzo Zurzolo, Natalia de Molina, Albert Pla, Yenesi Suárez, Antonio de la Torre, Mona Martínez, Julio Torres, il cantante Teo Lucadamo, Miguel Bernardeau di Elite e Lola Dueñas.

Altro film spagnolo in gara Amarga Navidad di Pedro Almodovar, in uscita il 21 maggio nei cinema d’Italia. Il film, interpretato da Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit e Quim Gutiérrez, racconta l’alternarsi di due storie. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente.
Torna al Festival di Cannes anche il grandissimo Ira Sachs, sposato con il pittore Boris Torres e padre di due gemelli, già regista di I toni dell’amore – Love Is Strange e Passages. Interpretato dal premio Oscar Rami Malek, The Man I Love è descritto come una “fantasia musicale di una città sotto pressione“, ambientata nella New York della fine degli anni ’80 durante l’epidemia di aids. Malek, che fu Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody, interpreta Jimmy George, un artista teatrale che vive un momento straordinario tra una grave malattia e la morte. Nel cast anche Rebecca Hall, Ebon Moss-Bachrach, Tom Sturridge e Luther Ford.
In gara L’Inconnue di Arthur Harari, premio Oscar per la sceneggiatura di Anatomia di una caduta. Al centro della storia c’è un elemento soprannaturale: un uomo di nome David si risveglia improvvisamente nel corpo di una donna sconosciuta, interpretata da Léa Seydoux. Abbiamo potenziali storie queer in corsa per il Leone d’oro anche in All of a Sudden del premio Oscar Ryusuke Hamaguchi, regista di Drive My Car, e in A Woman’s Life di Charline Bourgeois-Tacquet. Basato sul libro non-fiction You and I – The Illness Suddenly Get Worse di Makiko Miyano e Maho Isono, All of a Sudden esplora il legame tra Marie-Lou (una direttrice di una casa di cura francese) e Mari (una drammaturga giapponese malata terminale), approfondendo temi di mortalità, cura umana e connessioni profonde nate dal caso. In A Woman’s Life seguiamo invece Gabrielle, un’affermata chirurga e primaria di reparto la cui vita è meticolosamente organizzata tra le pesanti responsabilità professionali e una vita privata che include un marito amorevole e una madre non autosufficiente. Il suo equilibrio precario inizia a vacillare quando una romanziera entra nella sua quotidianità per osservarla al lavoro per un libro…
Già Queer Palm per Girl e Grand Prix Speciale della Giuria per Close, Lukas Dhont torna in Concorso a Cannes con Coward, suo attesissimo 3° film dopo 4 anni d’assenza. Ambientato durante la Prima Guerra Mondiale (1916), il film esplora la vita dei soldati dietro le trincee che lottano per mantenere alto il morale. Scritto da Lukas Dhont e Angelo Tijssens, è il progetto più ambizioso e costoso del regista belga, da sempre gay dichiarato. Tra i più acclamati registi in concorso troviamo anche il due volte premio Oscar Asghar Farhadi e i già trionfatori a Cannes Cristian Mungiu e Hirokazu Kore’eda, senza dimenticare il lanciatissimo Rodrigo Sorogoyen, i premi Oscar Paweł Pawlikowski, Ryusuke Hamaguchi e László Nemes.
Ad aprire il Festival, fuori concorso, La Vénus électrique di Pierre Salvadori, tratto da un’idea originale di Robin Campillo, regista di 120 Battiti al Minuto, recentemente visto a Roma per la prima serata della 3a edizione di Fr*cinema. Fuori concorso anche Nicolas Winding Refn, che torna sulla Croisette con Her Private Hell, e Full Phil di Quentin Dupieux con Woody Harrelson e Kristen Stewart, descritto dallo stesso regista come un “Emily in Paris all’inferno: un sogno febbrile, una versione da incubo della serie.”
Per quanto riguarda i film in corsa per la Queer Palm 2026 ci sarà da aspettare un paio di settimane, prima di avere la lista completa.
CANNES 2026, CONCORSO
Minotaur – Andrej Zvjagintsev
El ser Querido – Rodrigo Sorogoyen
The Man I Love – Ira Sachs
1949 – Paweł Pawlikowski
Moulin – László Nemes
Histoire de la nuit – Léa Mysius
Fjord – Cristian Mungiu
Notre salut – Emmanuel Marre
Gentle Monster – Marie Kreutzer
Nagi Notes – Koji Fukada
Hope – Na Hong-jin
Sheep in the Box – Hirokazu Kore’eda
Garance – Jeanne Herry
L’Inconnue – Arthur Harari
All of a Sudden – Ryusuke Hamaguchi
The Dreamed Adventure – Valeska Grisebach
Coward – Lukas Dhont
La bola negra – Javier Calvo, Javier Ambrossi
A Woman’s Life – Charline Bourgeois-Tacquet
Parallel Tales – Asghar Farhadi
Amarga Navidad – Pedro Almodóvar
FUORI CONCORSO
La Vénus électrique – Pierre Salvadori (opening film)
Her Private Hell – Nicolas Winding Refn
L’Abandon – Vincent Garenq
Diamond – Andy Garcia
Karma – Guillaume Canet
L’Objet du délit – Agnès Jaoui
De Gaulle: L’Âge de Fer – Antonin Baudry
PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Colony – Yeon Sang-ho
Roma Elastica – Bertrand Mandico
Sanguine – Marion Le Corroller
Full Phil – Quentin Dupieux
Jim Queen – Marco Nguyen, Nicolas Athane
CANNES PREMIERE
Propeller One-Way Night Coach – John Travolta
La Voix de Klara – Volker Schlöndorff
Kokurojo: The Samurai and the Prisoner – Kiyoshi Kurosawa
The Game – Juan Cabal, Santiago Franco
PROIEZIONI SPECIALI
John Lennon The Last Interview – Steven Soderbegh
Les matins merveilleux – Avril Besson
Richard Avedon – Ron Howard
Les Survivants du Che – Christophe Réveille
UN CERTAIN REGARD
Teenage Sex and Death at Camp Miasma – Jane Schoenbrun (opening film)
Everytime – Sandra Wollner
I’ll Be Gone in June – Katharina Rivilis
Yesterday The Eye Didn’t Sleep – Rakan Mayasi
Quelques mots d’amour – Rudi Rosenberg
Siempre soy tu animal materno – Valentina Maurel
El deshielo – Manuela Martelli
La más dulce – Laïla Marrakchi
Club Kid – Jordan Firstman
Congo Boy – Rafiki Fariala
Benimana – Marie-Clementine Dusabejambo
Le Corset – Louis Clichy
Elephants in the Fog – Abinash Bikram Shah
The Man from Goodbye – Sion Sono
La Troisième Nuit – Daniel Auteuil


